Mentre la Stampa, nel giorno in cui comincia la scuola in diverse regioni italiane (in altre è già cominciata lunedì), intervista il ministro Gelmini che rivendica successi e lustri presunti della sua gestione e afferma che «da due anni le scuole che chiedono un contributo alle famiglie lo fanno per attività particolari, non per la gestione ordinaria», il Corriere della Sera ospita un rapporto che mostra una situazione assai diversa.
Il viaggio nella scuola italiana 2011 comincia da un liceo scientifico di Marcianise, provincia di Caserta. Mancano le sedie, e per il primo giorno di lezione all’Isiss Novelli si corre il rischio di un girotondo collettivo: tutti giù per terra. Come nel resto d’Italia, i soldi per gli arredi sono terminati prima ancora di cominciare l’anno scolastico. Il preside allora ha giocato la carta della carità cristiana. Ha alzato il telefono ed ha chiamato il parroco del duomo. Che nella sua infinita bontà ha messo a disposizione delle classi sguarnite le panche della cattedrale (momentaneamente chiusa per lavori).
Prendendo spunto dai colleghi campani, a Roma potrebbero rivolgersi al Vaticano. All’Istituto Manzi (elementari e medie) avevano bisogno di 60 sedie e venti banchi. La prima richiesta risale all’anno scorso. L’hanno ripetuta periodicamente fino allo scorso 29 agosto. A oggi hanno ricevuto dieci tavolini singoli e venti sgabelli. In molte scuole, in tutta Italia, si sopperisce alla mancanza di sedie usando altri banchi. Ma non è il massimo della comodità. Si potrebbe ovviare portandosi da casa le poltrone del soggiorno, come del resto già si fa con carta igienica e materiale di cancelleria. A Palermo le scuole hanno chiesto banchi e sedie per 650 mila euro ma il Comune almeno fino a questo momento riesce a stanziarne solo 18 mila. ALatina e provincia le associazioni dei consumatori hanno calcolato che le famiglie concorrono alle spese degli istituti scolastici sostenendo fino al 50 per cento dei costi. Alle elementari Novelli diPisa, invece, ci sono sia banchi, che sedie, persino moltissimi gessetti. Però la scuola cade a pezzi. Quando al primo giorno di scuola sono cominciati a crollare gli intonaci, i genitori si sono ripresi i bambini.
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“A Palermo le scuole hanno chiesto banchi e sedie per 650 mila euro”
Le vogliono di platino?
La Gelmini sta chiudendo la scuola italiana, pubblica o religiosa che sia, intesa come “scuola gratuita per tutti i cittadini indipendentemente dal loro reddito”.
Quello che è nato dalle contorsioni di Termonti e di Berlusconi e dai loro investimenti già fatti è una scuola che NON può insegnare e, in effetti, non insegna.
Perché una scuola dove uno studente di scuola superiore avrà con fortissima probabilità un insegnante di italiano diverso per ogni anno, com’è la scuola della signora Gelmini, è una scuola che non insegna.
La signora Gelmini non è un ministro della istruzione. È il becchino della istruzione democratica in Italia. E questo nelle indifferenza ed anzi nella complicità della opposizione di sinistra e nella disinformazione della società.
Non so quanto costino i banchi.
Una sedia in giro costa circa 50 euro …
ciao
r
E che si vuole commentare? Si sapeva cosa sarebbe avvenuto, ed è avvenuto. Agli italiani la scelta.
@TOBUTO Anche di legno e metallo vanno bene. Non sembra, ma certi costi unitari bassi, moltiplicati per migliaia, danno valori inaspettati. A Palermo ci sono circa 400 scuole fra infantili, primarie e secondarie di I grado. Gli studenti sono almeno 20.000 (dati MIUR). Se calcoli 100 euro per banchi e sedie (http://www.euroarredi2000.it/g12-arredi-e-mobili-scuole-el-me-su-/index.php/language/it/cPath/62/sort/3a/page/4), il totale è abbastanza vicino. Evidentemente per anni hanno utilizzato vecchio arredamento, magari rattoppati alla meglio da bidelli volenterosi. Proroga oggi, proroga domani, l’acquisto di nuovi arredi è diventato un investimento non indifferente.
@fratiz:
Ho calcolato appunto 100 euro per banco/sedia. Doverne sostituire tra un terzo e un quarto in un anno mi sembra decisamente tantissimo. Evidentemente è – come dici tu – un problema che va avanti da davvero tanto tempo.
Che cosa manca alle scuole italiane: il futuro.
HS
Giusto x curiosità…qualcuno ha cifre esatte di quanto spendano le singole scuole x conferenze e dibattiti ( di cui agli alunni spesso non importa un fico secco come si dice)? Spesso vengono invitati i cosiddetti esperti a suon di migliaia di euro…e poi non si hanno i soldi x le sedie, le fotocopie e la carta igienica!
Scusate, qualcuno ha cifre esatte di quanto spendano le singole scuole x i cosiddetti esperti? Spesso vengono invitati x intavolare dibattiti o x fare conferenze di cui agli alunni interessa ben poco a suon di migliaia di euro… e poi non si hanno i soldi x le sedie, fotocopie o carta igienica!
ci sarebbe anche da chiedersi perchè spendiamo così tanto in bidelli e addetti alle pulizie, figuratevi che in Giappone le classi le riordinano e puliscono gli studenti stessi…
massì, autogestione per tutto.
Dategli solo i libri ed un box per studiare.
Oriana58
Quattro lire. Le scuole si trovano anime belle che vengono gratis, oppure aderiscono ai progetti lettura delle case editrici che fanno venire nelle scuole gli autori di cui gli studenti stanno leggendo i libri.
Se poi, attraverso PON o altri fondi, ci sono i soldi per far venire gente esperta a scuola, tanto meglio. Che idea assurda pensare che avere uno scienziato, o uno storico, o uno scrittore a scuola possa essere uno spreco.
Ma veramente non c’è limite al populismo (e mi limito perché non voglio essere moderato).