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Ground Zero, dieci anni dopo
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Ground Zero, dieci anni dopo

Le foto della cerimonia commemorativa, man mano che arrivano

11 settembre 2011

Un momento di silenzio ha aperto la cerimonia commemorativa a Ground Zero, New York, in ricordo degli attentati dell’11 settembre 2001. Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha letto alcuni passaggi della Bibbia prima che i nomi delle persone uccise venissero pronunciati dai loro parenti. La cerimonia è stata aperta dal sindaco di New York, Michael Bloomberg. Insieme al presidente Obama è presente anche l’ex presidente George W. Bush, capo di governo al momento degli attacchi. Di seguito le fotografie della cerimonia man mano che vengono diffuse dalle agenzie fotografiche. La cerimonia si può seguire in diretta qui.

- Le foto dell’11 settembre

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6 Commenti

  1. pablo72

    Molta retorica, e molte + falsità. Dopo dieci anni gli Stati Uniti e con essi l’Europa sono molto più fragili, spaventati.

    La guerra in Iraq e Afghanistan sono state un disastro sotto tutti i punti di vista (militare e politico) e di fatto sono state entrambe perse.

    È stato stimato che il costo per la sola guerra in Iraq sia stato di oltre tre miliardi di dollardi (cfr. Stiglitz) contribuendo all’enorme debito americano tra le cause della crisi economico-finanziaria che sta travolgendo Stati Uniti ed Europa.

    L’amministrazione Bush dovrebbe essere ricordata come quella che ha portato il mondo sull’orlo di un nuovo abisso.

  2. pablo72

    errata: tre MILA miliardi di dollari

  3. narno

    @Pablo72
    Se l’ipocrisia è, come è, direttamente proporzionale alla civiltà, allora la retorica è un ingrediente essenziale delle società complesse.
    La retorica ha fra i suoi fondamenti l’opportunità, che è rispetto del tempo e del luogo e delle parole da dirsi e non dirsi.
    Ogni anno, per dieci anni, Lei aveva a disposizione 364 giorni per scrivere quello che ha scritto – e di fatto milioni come Lei lo scrivono su blog e giornali e lo dicono in bar e piazze, perciò la Sua opinione non è nemmeno coraggiosa né originale.
    Un giorno, ogni anno, è sommamente inopportuno, ed è l’11 settembre.
    Le persone che sono morte nel fuoco, che sono soffocate, che si sono buttate da una finestra a 300 metri d’altezza – loro erano e restano tutte innocenti. La guerra in Afghanistan non c’era ancora, mentre loro si spiaccicavano al suolo. Saddam era saldo in sella, mentre intorno a loro l’acciaio si arroventava e il cemento armato si fendeva per il calore.
    Loro erano tutte vittime e tutte innocenti, e quando uno stato le commemora deve riservare a loro i silenzi e le parole dell’opportunità.
    Certo, se non ci fossero mai stati consumatori di oppio afghano né di petrolio iracheno, forse – chissà – l’Afghanistan avrebbe avuto solo fame e povertà, e l’Iraq solo il suo deserto.
    Lei è sicuro di non aver mai usato petrolio iracheno?

  4. plato

    a me sembra un rito civile, un rituale per riunire gli americani attorno il ricordo dell’11 serttembre. qualcuno potrebbe definirlo un momento di “effervescenza collettiva”. foto ehm, niente di speciale

  5. sire

    a me hanno strafracassato le pal.e…sembra che ci siano sono loro ad aver subito un attacco terroristico e/o un bombardamento sui civili.
    al di là di questo, massimo rispetto per le vittime.

  6. brandavide

    Dopo quello che ha scritto Narno non capisco come si possa scrivere un commento stronzo come quello di Sire. I Newyorchesi si commemorano i loro di morti, gli altri si commemoreranno i loro.

    Grazie Narno.

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