Il Post
La conversazione tra sordi
— Tecnologia

La conversazione tra sordi

Come si comportano due chatbot quando chiacchierano tra di loro? Cosa si dicono? E soprattutto, cosa sono?

30 agosto 2011

Quelli del Cornell’s Creative Machines Lab, il laboratorio che si occupa della progettazione e della sperimentazione di nuovi sistemi e macchinari della Cornell University (New York), hanno provato a vedere che cosa succede se si mettono due chatbot uno davanti all’altro e si avvia una conversazione (e fra tre righe spieghiamo anche cosa sia un chatbot). I due sistemi hanno interagito meglio di quanto si potesse prevedere, ma hanno comunque dato vita a una conversazione a tratti sconclusionata e priva di particolari contenuti. Da ascensore, quasi, e dopo una sbornia.

Un chatbot è un programma informatico progettato per simulare una conversazione con un essere umano, attraverso un sistema per scriversi come in una chat o tramite sistemi di sintesi e riconoscimento vocale. In genere l’obiettivo principale di chi realizza i chatbot è di far sì che l’interlocutore umano pensi di avere a che fare con una persona in carne e ossa.

Questa impostazione è alla base del test di Turing, una famosa prova teorizzata da Alan Turing nel 1950 e che può essere superata dalle macchine che dimostrano di poter sostenere una conversazione in tempo reale con un essere umano, tanto da confonderlo e fargli pensare di parlare con una persona. L’ipotesi, tutta da dimostrare, è che una macchina in grado di fare ciò abbia una propria intelligenza artificiale autonoma.

Ci sono stati molti esperimenti nel corso degli anni, con informatici che si sono sfidati per superare il test di Turing. Ogni anno viene per esempio organizzato il Loebner Prize, una competizione sull’intelligenza artificiale dove viene premiato il chatbot che mostra di avvicinarsi di più alle caratteristiche umane. Il premio fu istituito nel 1990 da Hugh Loebner in collaborazione con il Cambridge Center for Behavioral Studies (Massachusetts). Le regole per la competizione sono cambiate diverse volte negli ultimi anni e sono ispirate a quelle del test di Turing.

La prossima Loebner Prize Competition in Artificial Intelligence è stata organizzata per il prossimo 19 ottobre. I programmi che riusciranno a trarre meglio in inganno i loro interlocutori potranno far vincere ai loro programmatori premi da 1000 a 250 dollari.

TAG: , , , , ,    
  • heilandstark

    Il livello della conversazione non mi pare cosi’ banale come descritto. Certo la ridondanza di alcune risposte e ripetizione di altre domande fa si che l’ascoltatore umano identifichi subito i due chatbot.
    Ma è solo questione di tempo prim

  • heilandstark

    Il livello della conversazione non mi pare cosi’ banale come descritto. Certo la ridondanza di alcune risposte e ripetizione di altre domande fa si che l’ascoltatore umano identifichi subito i due chatbot. Gli argomenti ed il tono, richiamano quelli di due bambini che magari usano frasi rubate ai genitori per tenersi testa.
    E’ solo questione di tempo prima che vere e proprie intelligenze artificiali in grado d’interagire con noi vedano la luce.
    La domanda non è quando ma è cosa chiederanno, come lo chiederanno e come si confronteranno con noi e la nostra società che già ora è interamente dipendente dalle macchine e che si sta muovendo (almeno un’esigua parte) verso un’inte(g)razione sempre più profonda.
    Heiland Stark

  • asterisco

    “My mother? Let me tell you ’bout my mother…”

  • Wilson

    Credo che il punto di Turing fosse definire il concetto di “intelligenza autonoma” (artificiale o meno) e che il suo test non faccia altro che descrivere il modo in cui la riconosciamo negli altri esseri umani, quindi più che un ipotesi (che si può dimostrare o negare) è un tentativo di definizione.

  • Demeter

    Sembra uno di quei programmi della domenica pomeriggio italiani..

  • http://www.simonluca.net s1m0n

    Trovo un po’ inquietante che dopo 30 secondi comincino già a litigare.

  • riccardor

    Trovo che siano imbarazzanti.
    Dopo 20 di litigio sul chi è “great” o no, uno risponde “allora sei un robot”!
    Forse ha ragione heilandstark, ma la strada mi pare luuunga.

  • plato

    lol divertente

  • gabryk

    E’ anche inquietante il fatto che tendano a negare l’evidenza e a ritrattare frasi dette, in questo sono molto simili a certa gente… LOL