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  • sabato 20 agosto 2011

L’ultima sulla manovra

Dallo scudo fiscale al quoziente familiare, ormai circola una proposta al giorno: quella di oggi è la dismissione del patrimonio immobiliare dello Stato

Il mercato sarà anche composto da speculatori senza scrupoli, ma è difficile dare torto a chi considera inaffidabile l’Italia e i piani del Governo per ridurre in fretta il debito pubblico. È stata varata una manovra finanziaria d’emergenza, certo, ma dal giorno dopo la firma del Capo dello Stato è cominciata una discussione – tutta interna alla maggioranza, tra l’altro – riguardo le modifiche da apportare al decreto durante la sua conversione parlamentare: le proposte hanno toccato i punti centrali della manovra, a cominciare dal contributo di solidarietà, nonché l’introduzione di provvedimenti significativi e massicci come un nuovo scudo fiscale. Molte di queste proposte vivono lo spazio di una giornata e poi vengono smentite, ma poi arriva la controsmentita e il ministro di turno che insiste o rilancia con un’altra proposta. Diamo conto di tutto questo consapevoli del fatto che esiste la grossa possibilità che più che di notizie si tratti di chiacchiere, ma anche che questo stesso fatto sia una notizia che non si può ignorare: in mezzo a una nuova crisi finanziaria globale che vede l’Italia messa male come pochi altri paesi, questo è quello che sta succedendo nella politica di questo paese.

La proposta di cui starebbe discutendo adesso la maggioranza è la dismissione del patrimonio immobiliare dello Stato. Un’altra di quelle cose di cui si parla spesso e che, tra l’altro, è già in corso d’opera: il Corriere della Sera, infatti, parla di “accelerare le dismissioni”.

Le indiscrezioni trapelate dalle agenzie parlano della vendita degli uffici pubblici e delle caserme (che per inciso è già in corso), con il coinvolgimento di Fintecna, che potrebbe acquistare gli immobili anticipando la liquidità allo Stato. Un meccanismo già sperimentato in passato con le cartolarizzazioni, ma che non si è dimostrato granché efficace. L’accelerazione delle dismissioni (ieri il deputato pdl Giorgio Jannone ha anche proposto la cessione di parte delle riserve auree della Banca d’Italia) resta comunque sul tavolo. Citata dal capogruppo del Pdl, Fabrizio Cicchitto, in una lettera a Il Giornale, come possibile tema di confronto nella maggioranza.

Restano sul tavolo, poi, le modifiche al contributo di solidarietà, la possibilità di inserire un nuovo scudo fiscale e le revisioni sull’abolizione delle province, mentre inizia a diventare particolarmente delicato il fronte aperto dagli enti locali. I giornali di oggi sono ricchi di racconti delle proteste dei sindaci e degli amministratori locali – molti di centrodestra – che accusano il Governo di tagli profondi e indiscriminati. Roberto Formigoni, presidente della Lombardia, dice addirittura che con la Finanziaria «il PdL è morto», a meno che a ottobre non arrivino le dimissioni dei suoi vertici.

foto: Mauro Scrobogna /LaPresse

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