Oggi sul Corriere della Sera Michele Salvati, che della nascita del Partito Democratico fu tra i maggiori ispiratori, contesta la fragilità delle risposte che il PD ha dato finora sulle storie di corruzione o indebolimento dell’etica pubblica che hanno riguardato i suoi amministratori.
Un cittadino comune non fa molta differenza tra i casi di politici corrotti, di politi- ci che si auto-attribuiscono remunerazioni spropositate o che nominano a capo di un ente pubblico compagni di partito o amici degli amici. Si tratta di casi diversi: i primi commettono un reato, gli altri profittano in modo improprio di un potere discrezionale difficilmente sindacabile dalla magistratura,. aggravando i costi della politica o contribuendo all`inefficienza dei servizi pubblici.
Per un aspetto importante ha però ragione il cittadino comune: tutti questi casi segnalano un grave deficit di etica pubblica e infangano una missione – la politica – che dovrebbe essere svolta con una attenzione esclusiva al bene comune, al vantaggio dei cittadini. L’antipolitica nasce da qui e il nostro Paese è quello che, in Europa, registra il massimo disprezzo peri politici, per tutti i politici.
Fa male il nostro cittadino a mettere tutti i politici e tutti i partiti nello stesso fascio («sono tutti eguali!»)? Sì, fa male, ma ha buone giustificazioni. Per questo si deve sperare che l`esame di coscienza iniziato nel Pd dopo l`accertamento di casi di corruzione politica al suo interno, o l`apertura di indagini giudiziarie in proposito, dia luogo ad esiti operativi e si estenda anche ad altri partiti.
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“Che cosa fa il partito per contrastare seriamente comportamenti illegali prima che giungano al vaglio della magistratura?”
Credo che di fronte a questa domanda, che in fondo è quella centrale, il Pd stia dimostrando che di strada da fare ce n’è ancora molta.
Ma stiamo scherzando?
“Quando osserveremo che in numerosi comuni e regioni governati dal Pd (…) a capo di un ente pubblico il partito propone un amministratore politicamente più vicino al centrodestra, perché dopo un vaglio accurato risulta il più idoneo a coprire l`incarico, vorrà dire che la discussione avrà prodotto buoni effetti”.
Delle due: o valutiamo un amministratore SOLO meritocraticamente oppure teniamo conto delle sue simpatie politiche.
Nel primo caso mi dovete spiegare perchè a quel punto i partiti avrebbero ancora senso di esistere, nel secondo invece riterrei fosse giusto scegliere il più capace tra quelli che la pensano come me (ho semplificato, ma era per capirsi).
Infine: “E se anche gli altri partiti si comporteranno nello stesso modo, i sentimenti antipolitici degli italiani cominceranno ad attenuarsi”… campa cavallo, credo che solo il PD possa essere così masochista da applicare i desiderata di Salvati.