Nei titoli di giornale più allarmati per la speculazione finanziaria che in questi giorni starebbe colpendo l’Italia, compare spesso un minaccioso “spread” i cui valori sono ai massimi storici dall’introduzione dell’euro. Il termine sta avendo la tipica promozione a uso comune che investe spesso nelle emergenze parole nuove o rare e di cui i media altrettanto spesso trascurano di spiegare chiaramente il significato.
Spread significa “ampiezza”, “apertura” (ma anche “allargamento”, “forbice” in senso figurato) e viene usato oggi per definire la differenza tra il rendimento dei titoli di stato italiani e quelli tedeschi, benché possa applicarsi a diverse coppie di enti paragonabili. Gli stati mettono sul mercato, con aste periodiche, un certo numero di titoli obbligazionari per avere liquidità dai mercati finanziari e potere così finanziare il debito pubblico. Nel caso italiano, si tratta dei BTP (Buoni del Tesoro Poliennali) che, due volte al mese, vengono messi all’asta dalla Banca d’Italia. Hanno scadenza a 3, 5, 10, 15 e 30 anni. Semplificando un po’, lo stato italiano promette all’investitore che, se investirà sul suo debito pubblico (se gli presterà dei soldi), riavrà interamente il suo capitale alla fine del periodo stabilito e in più, prima della scadenza, gli verranno corrisposte periodicamente alcune “cedole” di rendimento.
Su questo rendimento si misura lo spread, solitamente in punti base (basis point). Un punto base è un decimo di millesimo di un valore. Oggi lo spread tra i BTP decennali e i Bund tedeschi (le obbligazioni dello stato tedesco, particolarmente “solide” e per questo utilizzate come riferimento per le altre nazioni europee) è arrivato intorno ai 285 punti base.
Questa differenza è decisa dal mercato: chi vuole investire nelle obbligazioni italiane pensa di correre più rischi rispetto a un investimento in titoli tedeschi, per il peggior stato delle finanze italiane, e quindi vuole un rendimento più alto: oggi i BTP hanno raggiunto, sul mercato, un rendimento a dieci anni del 5,54 per cento circa, mentre i titoli tedeschi sono intorno al 2,71 per cento. Questi dati si riferiscono ai titoli già venduti in passato dalla Banca d’Italia e che ora vengono contrattati sul mercato dagli investitori, determinandone le fluttuazioni del rendimento.




Vi prego, almeno voi, potete chiamarlo “differenziale”??? :-(
“Un punto base è un decimo di millesimo di un valore” non è molto chiaro, sarebbe più semplice dire che un punto base è uguale a 0.01%.
bravi! sapevo cos’è lo spread ma non avevo mai capito cosa cavolo sono sti “punti base”
forse giova ancora aggiungere, per capire meglio quello che sta avvenendo in questi giorni, che il rendimento di un’obbligazione è inversamente correlato al prezzo. più questo diminuisce (è il caso dei titoli italiani sul mercato secondario), più il primo aumenta. il vero problema per uno stato riguarda le nuove emissioni, che in periodi di crisi per essere collocate ‘devono’ riconoscere agli investitori il premio al rischio richiesto dal mercato. come si vedrà per l’Italia nel caso delle aste di giovedì (se non sbaglio il giorno).
Ma non eravamo quelli che dovevano uscirne meglio degli altri?
http://phastidio.net/2011/07/11/ma-noi-ne-usciremo-meglio-di-altri-the-end/
Sicuramente ho grosse deficienze io ma “Un punto base è un decimo di millesimo di un valore” significa in realtà un *millesimo* di un valore?
Perchè ho l’impressione che in realtà trattasi di *centesimo* di valore (quindi 0.01).
Magari un esempio…
Codogno dove seiiiiiiiiiiiiiii?
Fuso :-)
Se metto spread su youporn mi dà altro
@STRANGER: prendimi con le molle, prima che arrivi Codogno:-), però si parla di decimo di un millesimo perchè è lo 0,01%, cioè devi dividere 0,01 per cento, che diventa 0,0001, quindi un decimo di millesimo. Per farti un esempio, quando io conosco un prezzo pieno e so che è da scontare del 30%, per sapere il prezzo finale moltiplico quello iniziale per 0,7 (cioè 1-0,3)
Domanda: se io compro oggi dei BTP, il rendimento sarà elevato anche in tempi di non crisi? Il rendimento viene ricalcolato periodicamente?
@Momo
I classici BTP a tasso fisso hanno appunto un rendimento fisso, ad es. un BTP al 4% ti rende appunto il 4% all’anno. Pero’ in periodi di crisi il prezzo cala, anche di molto, perche’ aumenta il rischio di default, e quindi se lo compri quando il prezzo e’ basso hai un rendimento aggiuntivo dato dal fatto che compri per es. a 80 un BTP che nominalmente vale 100. Quello continuera’ a darti cedole fisse (interessi) del 4% annuale ma a scadenza ti verra’ rimborsato a 100, quindi oltre alle cedole avrai guadagnato il 20% in conto capitale. Ovviamente se va in default prima della scadenza invece di rimborsare 100 potrebbe rimborsare 60, o 40, o zero…
@Mabi grazie finalmente ho capito bene e semplicemente anche questo aspetto.
@Momo, spero che tu abbia ragione. Nel frattempo mi sa che andrò a ripassare un po’. :)
@Momo, dipede da quale mercato lo compri, comunque s’, perchè il rendimento viene calcolato in base al prezzo d’acquisto e al prezzo di rimboroso
@singagl
no, lo chiamano spread perchè si chiama così anche in italia…è un termine tecnico… ;)