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D'Alema: «Vorrei dire una cosa a Nichi»
— Italia

D’Alema: «Vorrei dire una cosa a Nichi»

di Luca Sofri

Massimo D'Alema parla delle primarie, di Alfano segretario del PdL, di Montezemolo, della propria antipatia - negandola - e di quando disegnò una svastica

20 giugno 2011

Tu attribuisci qualche rilievo e qualche sviluppo alla novità di Angelino Alfano segretario del PdL, per un rinnovamento e cambiamento del PdL?
«Ho notato che, nel giro di pochi giorni, moltissimi italiani se ne erano già dimenticati. Almeno sinora l’impronta di questa leadership non si è vista, però si può ben sperare per il futuro. Io gli ho fatto una battuta quasi amichevole: “Vedi Alfano, fare il delfino di un pescecane è un mestiere rischiosissimo”.»

Un’ultima cosa. C’è un elemento un po’ letterario negli sviluppi politici degli ultimi tempi, che adesso sembra temporaneamente messo in secondo piano: l’eventuale ingresso in politica – la “discesa in campo” – di Luca Cordero di Montezemolo. Cosa ne pensi?
«Io penso che il paese ha bisogno urgentemente di tornare alla politica. Non abbiamo bisogno di nuovi commissariamenti delle istituzioni. Per cui se Luca di Montezemolo vuole impegnarsi nella vita politica, sicuramente potrà dare il suo contributo, è un uomo che ha capacità, abilità. Però deve appunto impegnarsi nella vita politica. L’espressione “discendere in campo” mi ricorda solo due immagini: una negativa, Berlusconi, e l’altra positiva, Benigni. Non so se ti ricordi quell’irresistibile gag di Benigni: il padre che “scendeva in campo” perché in casa non avevano la toilette. Io userei in modo più sobrio “impegnarsi nella vita politica”. Se Luca di Montezemolo vuole impegnarsi per contribuire a dare al paese una prospettiva di governo, penso che noi non avremo difficoltà a…»

Ma lo appoggereste come leader di uno schieramento?
«Ho appena finito di spiegare che ritengo sano per il paese, al di là delle qualità personali, che a guidare il governo sia il leader del più grande partito italiano, che al momento si chiama Pier Luigi Bersani e non Luca di Montezemolo.»

Questa intervista è una sintesi della conversazione pubblica che Massimo D’Alema ha avuto venerdì con il direttore del Post alla Festa della Politica di Bagnacavallo.

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34 Commenti

  1. heilandstark

    @Uqbal
    Il fatto che “senza primarie, il progetto” rimanga “fumosissimo” la dice lunga sulla politica italiana e sulla sinistra della quale si parla in questo scambio.
    Com’è possibile TOLLERARE ancora oggi politici che non siano in grado di enunciare un programma al quale attenersi? Che millantino sempre cose future, alleanza, possibilità, aperture, guardandosi bene dal formulare frasi con tracce di significato.
    E’ qui il problema. Molti credono ancora che a qualcuno come D’Alema importi qualcosa di questo Paese, dei suoi ingenui precari e di tanti onesti cittadini che non sanno da che parte voltarsi.
    Come PUNTURO mi guardo bene dal leggere tutta sta roba.
    HS

  2. bolla451

    Un’intervista inutile, senza domande scomode, a un personaggio che non ha più niente da dire e infatti non dice nulla in cinque pagine.
    Sì, sì, D’Alema è simpatico, è una bella maschera…quanto mi avete stufato cinici i sinistra, se aveste le palle direste al lider Max quello che gli disse Sallusti sulla casa dell’ente pensionistico, altro che: “ti è simpatico Nichi?”
    Davvero fastidioso il tu.
    Tanto il direttore farà la fine di Ferrara o giù di lì. Ma anche molti altri al Post.

  3. whiteyes

    Per chi non avesse letto le 5 pagine:
    1)D’Alema dichiara che il suo ruolo nel partito non può più essere quello di leader, perchè sarebbe una contraddizione con quanto è avvenuto alle ultime elezioni.
    2)Questa è solo una parte dell’intervista. Il direttore del Post non ha posto, peraltro, solo domande accomodanti, per esempio quando ha chiesto cosa ne pensava l’intervistato della sua immagine di politico antipatico, spocchioso e non ricordo più cosa.
    Lungi da me difendere D’Alema o il direttore del Post (che lo fanno beissimo da soli).

  4. lornova

    Ma come si può mettere sullo stesso piano Fassino e Pisapia? Pisapia ha vinto per indiscusso merito, per qualità, per novità. Fassino è un politico stantio che ha vinto solo grazie alla forza del sindaco uscente Chiamparino (amato da tutti in città, anche dagli elettori di destra), al fatto che Torino è un feudo rosso, e che il candidato del PDL era da barzelletta? Suvvia!

  5. wasabi

    “Ma cosa ti dici del fatto che tu sia letto come antipatico, presuntuoso, persino spocchioso? Trovi che ci sia un inevitabile fondamento, oppure non te lo spieghi?”
    Lo scontro Frost/Nixon in confronto era una partita a carte tra carmelitane.

  6. D’Alema è cosciente di non piacere alla destra ed agli industriali, noi gli comunichiamo che non piace nemmeno alla sinistra; che piacesse al centro per caso?

  7. lornova

    “un indimenticabile anno accademico di occupazioni, battaglie, eccetera”… e io che pensavo che si andasse all’università per studiare!

  8. ionico56

    Vendola governa con l’Udc?Vabbè,diciamo che D’Alema chiacchiera e duetta di fioretto con Casini (a chi dei due potrà dire d’aver fregato l’altro ma,di sicuro,loro due insieme tutti noi!)Vendola discute con quelli che Casini votano e,a quanto pare..li convince pure!!!Illuminante la storiella sul D’Alema figlio,cos’avrà voluto dire:che da una decina d’anni il Lidèr Massimo l’hanno capito (e lo evitano!)e non impapocchia più neanche i bambini di dieci anni…oppure che ha un figlio che promette bene sulle orme paterne ma…è ancora troppo giovane e sarebbe quindi auspicabile che Berlusconi fosse “rianimato” e governasse un’altra decina d’anni in attesa che un nuovo D’Alema sia maturo?!?Eviti proprio di parlare…non con Vendola (che non credo ci tenga proprio)ma di Vendola.O se proprio ci tiene a tirargli la “volata”,come finora involontariamente ha fatto,e farne il vincitore (anche solo morale)delle prossime elezioni…continui pure così.Salga in barca navighi e…taccia!!!

  9. facci

    « Ma cosa ti dici del fatto che tu sia letto come antipatico, presuntuoso, persino spocchioso? Trovi che ci sia un inevitabile fondamento, oppure non te lo spieghi? »

    Non ho capito: chi dei due lo chiedeva all’altro ?

  10. Lewis H. Tonna

    Epic Facci trolling is epic.

  11. Il problema di D’Alema è uno: la sua è una politica vecchia, pensata con schemi vecchi. Sostenere che per il csx, nel 2011, ci vuole un leader accomodante e sottotono come Prodi non sta nè in cielo nè in terra. E minimizzare il ruolo delle primarie, puntando sulle alleanze tra partiti e partitini (tra l’altro di brevissimo respiro perché tenute in piedi solo dall’antiberlusconismo), è segno che c’è qualche grosso problema di connessione tra Baffino e gli italiani, quelli che hanno votato alle amministrative e ai referendum.

  12. lazarus

    Ipocrita di un D’Alema. Si dice entusiasta di Pisapia, ora. Mi chiedo a che servano tutte ste pagine su sta vecchia cariatide che da sempre ci prende per i fondelli con le sue falsità.
    …E chi se ne frega di D’Alema, di tutte le interviste, di tutte le riviste, di tutti gli arrivisti, gli arrivisti, gli arrivisti.

  13. unespressoprego

    Niente da dire sulla pubblicazione dell’intervista: Luca Sofri l’ha intervistato al festival della politica e non ci vedo nulla di male nel pubblicare l’intervista sul giornale. Transeat.
    Però continuo a chiedermi: perché non intervistare Massimuccio nostro nei periodi di vacche magre, o in quelli di vuoto sotto vuoto? Invece Massimuccio spunta sempre fuori nei momenti chiave della politica nostrana, manco fosse colui che tutti ci può illuminare con la sua saggezza (saggezza peraltro sputtanata dalle varie minchiate politiche fatte negli ultimi 15 anni). Mette zizzania invece che unire, critica invece di proporre. Adesso che ha la sua turris eburnea di Italianieuropei, io ce lo chiuderei dentro e butterei via la chiave.

  14. kerosene

    @marcopuccini: hai ragione, il PD è il più grande partito del centrosinistra e l’arternativa passa obbligatoriamente di lì. Ma anche le responsabilità del passato passano di lì. L’ascesa di forza italia (io la chiamo ancora così), un potere televisivo concentrato su di una persona, la mancanza di una riforma della giustizia, del sistema fiscale e persino la disgregazione della sinistra passa di lì.
    Come disse Moretti su palco di piazza Navona ” con questi non vinceremo mai” e questo si è profeticamente avverato.
    Il PD DEVE essere al centro del futuro? E infatti non solo di D’Alema si tratta ma anche Veltroni, Bertinotti, Diliberto (ministro di giustizia…mi vengono i brividi a ripensarci), Rutelli (candidato sindaco a Roma:Alemanno ancora ringrazia per questo regalo), Pecoraro Scanio, Mussi… e centinaia sparsi nelle Regioni e nei Comuni.
    Noi che nel passato siamo stati convinti elettori di sinistra siamo esigenti e non digeriamo più le scelte imposte da questi grandi strateghi.
    La politica come professione porta a questo risultato: per sapere cosa “pensa e vive” la gente, i “politici-di-professione” devono commissionare indagini ad istituti demoscopici.
    Io, tu, gli altri frequentatori de IlPost.it sappiamo cosa pensiamo e cosa viviamo ogni giorno.
    Sino ad oggi abbiamo retribuito lautamente questi signori con emolumenti di 6 o 7 volte superiori a quanto percepito “dalla gente” e questo li ha resi distanti.
    Persone che non hanno lottato nella vita per portare 2000 Euro a casa (nella migliore delle ipotesi) e con queste pagare tutto ed arrivare al 27 del mese successivo.
    Ti sembra populista questo discorso? Ma costoro hanno mai partecipato ad un concorso pubblico in un’aula affollata di migliaia di concorrenti, sono mai stati sottoposti a visita medica e magari scartati per un lieve difetto presunto perdendo la speranza di avere un lavoro?
    Siamo decine di milioni gli elettori e siamo governati da un pugno di persone di professione politici.
    Questa occupazione è una disgrazia per la società.Costoro non si occupano più di politica ma esclusivamente di potere. Politica è l’aria che respiriamo, l’acqua che beviamo, l’insalata che mettiamo sul piatto, la frittata che diamo ai nostri figli; L’ultimo referendum lo ha ricordato chiaramente e Loro non se ne sono accorti.
    Vedete io non sono scandalizzato dalla Destra e non me la prendo contro di loro: si sono comportati esattamente come pensavo che si sarebbero comportati e infatti non mi hanno stupito.
    Io sono “alterato” con quelli della mia parte che sono stati incapaci pur avendo avuto grandi occasioni, di dare al Paese un impulso progressista e di redistribuire giustizia e ricchezza.
    Voglio vedere progressisti (di sinistra, centro sinistra o come pare a voi) giovani, con sulla pelle la vita vissuta in questo paese, con la terribile voglia di dare un sollievo ai disoccupati, ai malati nelle corsie, di dare una VERA speranza (e non utopie) di futuro ai giovani.
    Questi nuovi politici, dopo uno-due mandati, devono poi tornare al posto da dove sono venuti e ritornare alle loro occupazioni con la pensione che avranno alla fine del loro ciclo lavorativo. Insomma prefiguro una sorta di distacco con trattamento economico uguale a quello delle mansioni originarie.La politica così sarà vero impegno civile e non occupazione di potere.
    Di gente in gamba in questo paese ce n’è molta e in tutti i campi ma i peggiori sono proprio i politici ed il Parlamento è il posto meno produttivo del Paese. Non è il mio, un pensare antipolitico anzi, io voglio riportare la politica alla sua originaria e vera espressione.
    Quindi occupanti di potere, fatevi da parte e rendete un servizio a questo paese tanto avete accumulato abbastanza per vivere più che bene.

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