La decisione del governo tedesco di chiudere tutte le centrali nucleari del paese entro il 2022 renderà più difficile per la Germania il compito di abbassare le sue emissioni di CO2 secondo i piani previsti, riducendole quindi dell’80 percento rispetto agli anni Novanta entro il 2050. Lo spiega il Wall Street Journal.
I diciassette reattori nucleari presenti in Germania, che producono circa il 23 percento dell’intera produzione elettrica del paese, sono stati finora un fattore chiave per la riduzione delle emissioni di carbonio. In attesa di poterli sostituire con fonti di energia rinnovabile, la Germania sarà costretta ad aumentare il ricorso a fonti energetiche più tradizionali come gas e carbone, aumentando notevolmente il suo livello di emissioni inquinanti.
La settimana scorsa, presentando il piano di chiusura dei reattori nucleari in Parlamento, il cancelliere tedesco aveva già detto che la Germania avrà bisogno di raddoppiare la sua produzione energetica basata sui combustibili fossili, ma che è certa che il paese riuscirà comunque a rispettare gli obiettivi che si è prefisso. Molti analisti sostengono che l’uscita dal nucleare determinerà innanzitutto un forte ricorso al gas naturale, l’alternativa più pulita rispetto al carbone, ma che i prezzi di mercato saranno il vero fattore decisivo nella scelta. Nel medio termine infatti il gas sarà probabilmente più costoso.
C’è inoltre chi ipotizza inevitabili ripercussioni economiche anche per gli altri paesi dell’Unione Europea. Se la Germania inizierà a comprare grosse quantità di energia dai paesi vicini, questi saranno probabilmente costretti a pagare tasse molto alte all’Unione Europea per l’aumento delle loro emissioni inquinanti. «La Germania non è un isola», ha spiegato Laszlo Varro, dell’Agenzia Internazionale dell’Energia «è al cuore del sistema energetico europeo e tutto è fisicamente interconnesso».
- Germania: mai più nucleare?, di Filippo Zuliani




Da qui al 2022 fanno in tempo a cambiare idea; e io credo e spero che la cambieranno.
La questione è cambiare completamente stile di vita. Rendersi conto finalmente che è possibile ridurre i consumi ed evitare gli sprechi. Altrimenti aver rinunciato al nucleare sarà servito a poco.
se non altro i tedeschi saranno nella posizione di poter scegliere. noi no.
Obiettivo sarebbe quello di continuare a crescere SENZA il bisogno del nucleare e SENZA incrementare l’uso di fonti fossili. RIDUCENDO e RISPARMIANDO spese inutili.
Calcoliamo quanto si risparmierebbe spostando prima del 2022 tutto il traffico su gomma, su rotaia ad esempio?
Cmq come già detto prima del 2022 ne passa di tempo.
HS
@ heilandstark: parli del traffico merci suppongo, visto che la massaia tedesca trova scomodo andare a fare la spesa col treno….
Ma in ogni caso, hai riflettuto sul fatto che, se tu facessi un miracolo e si realizzasse ciò che chiedi, la richiesta di energia elettrica sarebbe un pelino maggiore?
E come la fai tutta quell’energia? Ma con i fossili, of course, visto che far andare treni con i pannelli solare…..ancora non si riesce. Di co2 non ne parliamo, che è meglio.
La Merkel avrà pure parlato alla pancia dei tedeschi, ma il messaggio deve ancora arrivare al loro portafoglio. Non so come mai ma ho idea che, una volta che finalmente parleranno di numeri, la discussione sarà più interessante.
La Germania aveva già previsto di uscire dal nucleare con Schroeder. La Merkel invece decise di aumentare gli anni di attività delle centrali nucleari e questo fece infuriare i tedeschi già arrabbiati per come era stato gestito il problema delle scorie (stoccate nelle minierie di sale, dove si sono avute perdite radiottive) e degli enormi costi che la gestione delle scorie comportava ai contribuenti senza che i gestori delle centrali nucleari avessero speso un euro.
Inoltre la Germania sta sviluppando moltissime tecnologie, non solo eolico e fotovoltaico, ma anche il geotermico (nonostante non ci siano tutte queste potenzialità in Germania rispetto all’Islanda o all’Italia) e l’ecoedilizia (case che producono energia invece di consumarla), grazie soprattutto ai ricercatori e tecnici italiani emigrati.
Tutto questo per venderle poi agli altri paesi e creare posti di lavoro ad alta specializzazione.
Se fossimo furbi finanzieremmo a dovere questo progetto per poi venderlo ai tedeschi:
http://nova.ilsole24ore.com/nova24ora/2009/07/aquiloni-energetici.html
@JohnDoe grazie a investimenti e cervelli, non solo nel 2022 i treni andranno a pannelli solari, ma ti informo che già nel 2010 esistono aerei che lo fanno.
@Genst, esatto, ed aggiungo che le potenzialità per il solare sono molto minori che rispetto all’Italia – questione di posizione geografica. Però i tedeschi ci investono e ci producono già più di noi.
Il grosso del consumo di energia deriva dai processi industriali, buona fortuna a recuperare dei megawatt ottimizzandoli…
@JohnDoe
Limitare il traffico (merci) su gomma dovrebbe essere una priorità a prescindere dal consumo energetico. Basti pensare all’inquinamento provocato: acustico, da CO2 e tutto l’indotto dovuto alla costruzione delle autostrade.
Ribadisco poi che tale risparmio di carburante fossile potrebbe essere utilizzato per il futuro dell’aviazione civile: aerei solari sperimentali hanno già dato favolosi risultati. Ma prima di avere un volo Easyjet solare fidatevi ne passeranno di anni.
Non dimentichiamo poi l’immenso SPRECO d’idrocarburi dovuto alla follia dell’industria petrolchimica che sostiene senza alcuna coscienza l’industria dei packaging d’ogni sorta.
Tagliamo drasticamente i packaging. Rendiamo tutto RIUTILIZZABILE e non RICICLABILE e poi possiamo parlare di come produrre ALTRA energia.
HS
@johndoe: direi che far andare i treni con il nucleare sarebbe un tantino pericoloso, eh eh.
@heilandstark: concordo! dovremmo fare una class action contro tutte le più grandi catene di negozi del mondo per l’obbligo di uso di materiale inutile imposto ai loro fornitori, a partire dai loro vendor manual (roba da 1000 e passa pagine, se stampati).
Roba vecchia, almeno dei tempi di Fukushima, che in tanti hanno sottovalutato. Il ministero dell’ambiente aveva già fatto i conti e pensato di ottenere ancora molti terawatt dal carbone: http://www.rummenigge.it/aspettando-il-supergau-2/
ne aveva parlato anche lo Spiegel: http://www.spiegel.de/wirtschaft/unternehmen/0,1518,751293,00.html
Intanto è sicura la riapertura della miniera di lignite a Jänschwalde-Nord, in Brandenburgo. Io ho lavorato nelle vicinanze della miniera di Welzow-Süd, che non è molto distante. Lì ci sono i piani per andare avanti a estrarre carbone fino a oltre il 2045. Da quelle parti ho molti amici a cui fra dieci anni verrà tolta la casa e il terreno perchè sotto c’è il carbone. Riceveranno un indennizzo cospicuo, ma dovranno lasciare il posto dove sono nati, cresciuti, dove le loro famiglie vivono da generazioni. Centinaia di persone si trovano nella medesima situazione. Il prossimo paese a scomparire si chiama Proschim; cercatelo su google-earth: naturalmente si vede anche la miniera che lo inghiottirà. Si parla dei danni ambientali ma di questo altro aspetto non si parla mai, se non succedono incidenti. Quali e quanti sono i costi umani dell’energia?
Ringrazio tutti, mi avete rassicurato. Tra aerei a pannelli solari e treni ad alta velocità che vanno a geotermico….mi sento già molto meglio.
Mi aveva spaventato l’intervista di quel coglione di ceo della Siemens, che notoriamente è in quel posto solo perchè raccomandato, ma di energia e sviluppo industriale non capisce nulla.
@johndoe intanto la siemens si è ritirata dal gruppo di imprese che sta costruendo la centrale nucleare di terza generazione in Finlandia di Areva. E i lavori procedono con anni di ritardo.
l’aereo solare, stralol….
Stanno su quasi per magia e sarei curioso di sapere i fantastici materiali super hi-tech che usano quanto hanno inquinato in fase di produzione e quanto sono costati.
Sono certissimo che in futuro tutti andremo in giro con aperture alari di 40 metri per trasportare una persona (magra).
Che vuoi che ti dica. Se vuoi fidarti di chi ha interessi economici fai pure. Io preferisco studiare, farmi un’idea mia ascoltando e cercando di capire.
Maxvader, sai quanto costavano le prime centrali nucleari?
Sai quali erano i commenti che le accompagnavano?
Non prendo le difese di nessuno pero’: la posta in gioco per quanto riguarda un aereo solare è enorme. E tutta la ricerca necessaria a farne volare uno ha sicuramente ricadute in molti altri campi. Per i materiali poi sicuramente anche il computer sul quale stiamo scrivendo tutti è stato fatto usando solventi scaricati nel fiume Giallo da operai sottopagati e con tendenze suicide.
Inoltre qui si ride, ma se si pensa solo un secondo a dover tornare a farsi un Parigi-Barcellona in treno o in macchina, ribadisco che dovremmo metter via petrolio per i nostri giocattoli.
“i 17 reattori nucleari sono stati finora un fattore chiave per la riduzione delle emissioni di carbonio”
La frase nn è corretta: in Germania si fa sempre riferimento al 1990 come anno per le misurazioni della CO2, dopo la riunificazione con la DDR. E le emissioni sono andate giù per la destrutturazione dell’industria dell’est e per i miglioramenti nelle emissioni di automobili e delle centrali a carbone; il nucleare nel periodo 1990-2011 non ha giocato nessun ruolo nella riduzione della CO2, visto che le 17 centrali c’erano già tutte.