Il Post
RSS Registrati Login
— Italia

“Un’officina dell’illecito fiscale”

L'arresto del presidente della Confcommercio di Roma spiegato dai giornali di oggi

15 giugno 2011

Il Nucleo di polizia valutaria della Guardia di Finanza ieri ha arrestato 46 persone, accusate di aver messo in piedi una “organizzazione imprenditoriale della frode fiscale” che avrebbe sottratto al fisco almeno 600 milioni di euro. Se n’è parlato molto ieri perché tra gli arrestati c’è Cesare Pambianchi, presidente della Confcommercio di Roma e Lazio. I giornali di oggi forniscono qualche informazione in più e aiutano a capire meglio di cosa si parla.

Nelle 633 pagine dell’ordinanza del gip Giovanni De Donato si legge che, secondo l’accusa, Pambianchi e un altro commercialista Carlo Mazzieri, avrebbero messo in piedi quella che Carlo Bonini su Repubblica di oggi definisce “un’officina dell’illecito fiscale chiavi in mano”.

Di cosa aveva bisogno il cliente? Ristrutturazioni aziendali con trasferimento fittizio di società all’estero per evitare fallimenti, bancarotte, e seppellire debiti con il Fisco? Pambianchi aveva fior di collaboratori nel ramo (Paolo Verrengia), una rete di prestanome (anche cittadini bulgari) e di conti correnti. Il cliente doveva sottrarsi al pagamento delle imposte? Doveva autofinanziarsi con operazioni farlocche di lease-back immobiliare o, più banalmente, riciclare beni e denaro? Lo studio si proponeva come «l’eccellenza nel settore». Il Sistema lo si può riassumere con una parola: “bare fiscali”. I clienti facevano la fila (tra loro Giampiero Palenzona, fratello di Fabrizio, vicepresidente di Unicredit, Renato Semeraro, Gianmauro Borsano, ex presidente del Torino ed ex deputato del Psi). I “becchini” dei debiti con l’Erario, Mazzieri e Pambianchi non avevano il tempo di contare i soldi. Le chiamavano “parcelle”.

Le società esaminate dal Nucleo valutario della Finanza in relazione ai presunti reati sono 703, 292 di queste trasferite in Bulgaria, Gran Bretagna, Romania, Venezuela, Perù e Spagna. Lavinia Di Gianvito sul Corriere della Sera fornisce degli altri numeri.

Grazie a prestanome bulgari, inglesi, romeni e cinesi, le aziende hanno sottratto al fisco 550 milioni di euro e distratto 208 milioni di beni. Tra imprenditori, professionisti e prestanome l’inchiesta «Fuori tutto» conta 83 indagati, 44 dei quali (oltre a Pambianchi e Mazzieri) colpiti da misure cautelari: 13 in carcere, 27 ai domiciliari, 4 interdetti dall’esercizio di uffici direttivi. [...] Associazione a delinquere, bancarotta fraudolenta, riciclaggio, evasione fiscale, emissione di fatture false e appropriazione indebita sono i reati contestati, secondo le diverse posizioni, agli arrestati. Che ieri hanno subito anche 75 perquisizioni e 159 sequestri: case, auto, barche (tra cui gli yacht gemelli dei due commercialisti Dabliu e Chimera), azioni, conti correnti e polizze vita per 85 milioni di euro.

Sempre Lavinia Di Gianvito sul Corriere spiega che il gip sarebbe stato convinto ad autorizzare le misure cautelari per via di un file trovato su una penna USB sequestrata nove mesi fa. Il file si chiama “Prova” e dentro sarebbero descritti, scrive il giudice, “con dovizia di particolari, scientifica precisione e matematica suddivisione l’illecita conduzione delle ‘spese di funzionamento’ dello studio”. Gli inquirenti ipotizzano pure che la separazione di Pambianchi dalla moglie sia in realtà fittizia, anche quella volta a eludere il fisco.

«In realtà – osserva De Donato – le intercettazioni telefoniche e le perquisizioni domiciliari dello scorso 16 settembre hanno dimostrato sia l’esistenza di un rapporto tuttora stabile» tra i due, «sia la loro convivenza presso l’abitazione di via Ugo de Carolis 98». L’asserita separazione, prosegue il giudice, «è dunque da intendersi fittizia e strumentale ai vantaggi fiscali che ne derivano ma, soprattutto, alla possibilità per Pambianchi di intestare beni e quote sociali a una persona formalmente estranea ai suoi interessi, soprattutto illeciti».

foto: Alessandro Paris/Lapresse

TAG: , , , , , , , ,

7 Commenti

  1. ziodiavle

    L’Italia migliore.

  2. amedeonaspighi

    riuscite a capire perchè con la politica ci stiamo trascinando da 20 anni? PER QUESTO, illegalità e corruzione dilagante. In tutte la cariche in tutti i livelli. Se non sei corruttibile non puoi accede ad un posto. Tutti poi vogliono far man bassa, l’infermiere prende 100e per ogni morto dalle pompe funebri, il portinaio del ministero 150e( per un altra cosa) su su fino al dirigente che ha una tariffa adeguata.
    Gli imprenditori si giustificano: se non corrompi non lavori, e così sparisce la meritocrazia e la giustizia. Non ci sono sufficienti giudici per prenderli tutti. ( di avvocati invece ce ne sarebbero)

  3. heilandstark

    @AMEDEONASPIGHI
    Purtroppo non si puo’ risolvere tutto coi giudici.
    Sono d’accordo che il sistema giudiziario italiano lasci molto a desiderare, ma quando come dici tu, la corruzione è tale e di tali proporzioni, non si puo’ mettere in prigione la metà del paese.
    HS

  4. p!

    E invece la maggior parte del tempo a deleggittimare la magistratura, a coniare nuovi termini (travaglismo) o ad inchiodare il bisogno di giustizia, mai necessario quanto oggi, a denigranti(forcaioli, manettari)e distorti ruoli(populisti, demagoghi). La realtà invece è questa, altro che mele marce: ma avete letto che sorta di potere aveva quest’uomo? Uno schifo. Cioè, qui si parla di milioni di euro, immobili sparsi in tutta Roma, spa in Svizzera (capitale di provenienza più che sospetto, a questo punto), yacht di extra-lusso, superattico per il Presidente della Confcommercio di Roma, neanche fosse il primo ministro. E proprio prima un Ministro di questa Repubblica non ha trovato di meglio che (non)rispondere ad un gruppo di ragazzi precari (700/800€ al mese?) definendoli “la parte peggiore del paese”.
    Vi chiedo: si è sempre in grado di controllare la rabbia di fronte a questi soprusi e a queste violenze sociali con chi nella vita ricoprendo cariche pubbliche si è arricchito illegalmente sulle spalle dei giovani/precari/immigrati/anziani/disoccupati/poveri e tante altre categorie di persone?

  5. amedeonaspighi

    Non critico( in particolare) e non voglio usare i giudici per risolvere il problema, tant’è che sono corrotti con la stessa % del resto della società. E’ ovvio che il problema è culturale, ma solo a parlane non si risolve. Veramente un punto di rottura serve, uno shock! Di italiani onesti ce ne sono molti, ma da soli non bastano, serve una nuova era con Italiani che pretendano che non ci siano accordi sottobanco, e vogliano tutelare il bene comune.

  6. Claudio Corti

    600 milioni oggi, 600 milioni domani… vedi come si fa presto a risanare il debito italiano e ad abbassare le tasse!
    Certo che sono dei geni a tenere tutta la contabilità degli illeciti in un file chiamato “Prova”: fortuna che certa gente è cialtrona anche nel commettere reati.

  7. heilandstark

    Identificare tutte le società e fargli pagare una megamulta, questo sarebbe un bell’inizio.
    Prendere il tizio e metterlo ai lavori forzati NON in prigione a poltrire ed ingrassare (ancora di più a giudicare dalle foto).
    Ma se pur condividendo la voglia di vedere una “rottura” come dice Amedeonaspighi, credo che questa voglia sia solo un’idea, che non trova e forse non troverà mai la forza di realizzarsi.
    Guardiamo la situazione catastrofica del nostro paese. Dove tutti lo stiamo conducendo, rimanendo a guardare, criticando, facendoci il cabaret e discutendo al bar.
    Comodi nei nostri sofà nessuno ha voglia di sporcarsi le mani, e quando qualcuno lo fa, sono sempre i soliti deficienti che scassano vetrine per nulla.
    Non abbiamo una dittatura. Ma la democrazia decadente nella quale bagniamo tutti è ben peggiore.
    HS

Lascia un Commento