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  • Martedì 7 giugno 2011

Amina Abdallah Araf è stata arrestata

Una popolare blogger e attivista siriana è stata rapita ieri da un gruppo di uomini armati, probabilmente affiliati al regime

Aggiornamento del 13 giugno 2011
Un attivista di Edimburgo, Tom MacMaster, ha ammesso di essersi inventato la storia di Amina, come spieghiamo oggi qui.

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La blogger siriana Amina Abdallah Araf è stata rapita ieri mattina da un gruppo di uomini armati a Damasco. Araf è l’autrice del blog A Gay Girl in Damascus, dove racconta in modo esplicito e diretto le avventure quotidiane di una donna omosessuale e musulmana che vive in Siria. Negli ultimi tempi era diventata uno dei blogger simbolo della protesta siriana e domenica aveva scritto, riferendosi ai membri del governo, “se ne devono andare. Non c’è altro da dire”. Lo scorso 26 aprile aveva raccontato di quando due agenti di sicurezza aveva tentato di violentarla accusandola di essere una salafita. In quell’occasione era stata difesa dal padre.

La notizia del rapimento è stata data dalla cugina Rania O. Ismali sul blog di Amina Araf. Rania riporta il racconta di un’amica di Amina, che ha assistito al sequestro. Verso le sei di mattina di lunedì le due si trovavano alla stazione degli autobus di Abbasid a Damasco per incontrare una persone del comitato locale costituito da attivisti e associazioni per i diritti umani. Amina avrebbe salutato l’amica per andare incontro alla persona che doveva incontrare e in quel momento sarebbe stata aggredita da tre uomini armati. Amina ha cercato di difendersi e ha detto all’amica di andare a cercare suo padre. Uno degli aggressori le avrebbe tappato la bocca e l’avrebbe spinta dentro una Dacia Logan con attaccato al finestrino un adesivo di Basel Assad, il fratello del presidente Bashar al-Assad morto in un incidente stradale nel 1994.

Secondo la cugina, i tre uomini potrebbero far parte dei servizi di sicurezza o delle milizie Baath. Al momento non si hanno notizie della ragazza e la famiglia sta cercando di rintracciarla. «Non sappiamo chi l’ha rapita, e quindi non sappiamo a chi chiederla indietro. È possibile che l’abbiano portata all’estero. Basandoci su quel che è successo ai membri di altre famiglie che sono stati fermati, pensiamo che molto probabilmente verrà rilasciata presto. Se l’avessero voluta uccidere, l’avrebbero già fatto». La notizia della sua scomparsa si è diffusa molto velocemente su internet e sono state aperte svariate pagine Facebook che chiedono la sua liberazione.

Amina Abdullah Araf è nata negli Stati Uniti da madre americana e padre siriano ed è cresciuta a metà tra i due paesi e da anni vive in Siria dove insegna inglese. La sua famiglia è molto ricca e ha da sempre stretti legami con il governo, di cui fanno parte alcuni suoi parenti, cosa che finora l’aveva protetta dalle ritorsioni del governo.