Il Post
— Mondo

I piani della Germania per rinunciare al nucleare

Le centrali saranno spente entro il 2022 e l'Economist si chiede come Angela Merkel riuscirà a mantenere la promessa

4 giugno 2011

Lunedì prossimo si terrà una riunione del governo tedesco per discutere i provvedimenti da prendere per rendere la Germania completamente autonoma dall’energia nucleare di qui al 2022. Già mercoledì prossimo inizierà la discussione delle leggi nella camera bassa del parlamento tedesco, mentre il voto finale è previsto entro fine giugno. Dopo l’incidente nucleare di Fukushima e la crescente pressione dell’opinione pubblica tedesca, Angela Merkel aveva ordinato la chiusura dei sette reattori più vecchi attivi in Germania. Un altro reattore era spento per manutenzione: tutti gli otto impianti rimarranno da ora in poi inattivi. I restanti nove reattori nucleari tedeschi verranno spenti tra il 2015 e il 2022.

Come nota l’Economist, la decisione segna un brusco cambio nelle politiche energetiche del governo Merkel, che solo un anno fa aveva sospeso un piano, vecchio di dieci anni, per rinunciare gradualmente all’energia nucleare entro il 2022. Il cambio di direzione iniziato dopo Fukushima si è concluso pochi giorni fa, quando Merkel ha promesso che la Germania sarà «la prima grande nazione industriale a passare all’energia rinnovabile e ad alta efficienza, con tutte le opportunità che questo offre».

Il passaggio non sarà indolore, ma secondo l’Economist non è né così rivoluzionario né così azzardato come annuncia il governo e temono le industrie. La Germania produce più energia di quanto consuma e il suo mercato garantisce prezzi che rimarranno bassi anche per i prossimi anni. La rinuncia al nucleare era da tempo nei piani: negli ultimi dieci anni la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili come sole e vento è cresciuta dal 6,6 al 16,5% del fabbisogno nazionale, mentre la quota del nucleare, nello stesso periodo, è gradualmente diminuita dal 30 al 23% all’inizio di quest’anno.

Passare alle rinnovabili, prodotte soprattutto negli impianti eolici del nord del paese, richiederà però un enorme sforzo di costruzione di infrastrutture per trasportare l’energia ai centri industriali dell’ovest e del sud, e anche gli enormi piloni dell’alta tensione incontrano spesso una forte opposizione da parte delle comunità locali. La chiusura delle centrali nucleari, d’altra parte, non può essere compensata bruciando gas o carbone, se non emettendo 370 milioni di tonnellate di anidride carbonica in più nell’atmosfera: l’ambizioso programma tedesco di ridurre del 40% le emissioni di gas serra tra il 1990 e il 2020 dovrà probabilmente essere messo da parte. Infine, contare di più su fonti di energia variabili come il vento e il sole accresce il rischio di instabilità delle riserve energetiche; la chiusura dei sette impianti nucleari, con la loro energia affidabile ed economica, ha fatto emergere diverse preoccupazioni nell’unione tedesca degli industriali.

Dietro la mossa del primo ministro tedesco c’è anche, molto probabilmente, un calcolo politico. La sua CDU è uscita male dalle elezioni statali di maggio a Brema, risultando il terzo partito dopo i socialdemocratici e i verdi: lo spostamento verso politiche più ecologiste potrebbe aiutare il partito di governo nelle prossime elezioni federali, previste per il 2013.

foto: AP Photo/dapd, Thomas Lohnes

TAG: , , , , ,    
  • hermannilcherusco

    Prima il governo tedesco (CDU/CSU + FDP) voleva usare gli impianti nucleari fino a 2035. Ora hanno deciso (per fortuna!) di spegnere tutti gli impianti sino a 2022 (come lo volevo il governo di Schröder SPD+Verdi). Ma naturalmente il motivo di questo cambiamento viene spiegato benissimo nell’ultimo capoverso del articolo. I Verdi sono forti come mai prima e il CDU e FDP perdono le elezioni…
    Però in questo caso il governo tedesco l’ho fatto bene perché non ha senso di impiegare soldi nel nucleare. E’ più importante usare le fonti rinnovabili poiché vuol dire più indipendenza e un ambiente più pulito. Fra l’altro le fonti rinnvabili offrono anche nuove possibilità economiche perché ci vuole la tecnologia per sfruttare il sole e il vento. Un buon esempio è l’azienda tedesca Solarworld che produce fra l’altro panelli solari e aveva un volume d’affari di 1,305 Mrd. Euro nel 2010 (fonte wikipedia.de). Quindi penso che sia lo sviluppo giusto di impiegare nelle fonti rinnovabili.
    Spero che l’Italia rifiuti il nucleare perché non ha senso di sceglierlo ORA. Il mio sogno è un mondo senza il nucleare. Non sappiamo quando sarà realizzato però è importante che un paese faccia il primo passo.

  • http://john_doe.gofreeserve.com johndoe

    L’economist si chiede come manterrà la promessa? Semplice, non lo farà, a meno di credere che, nel 2022, la Merkel abbia ancora qualche incarico pubblico. E dove credono di stare, in italia? Solo qui i politici durano così a lungo, se la dovrà sbrigare un altro.

    In ogni caso, tempi a parte, l’articolo mi sembra un pelino ottimista. Ho letto interviste di ceo delle multinazionali tedesche che definire preoccupate è un eufemismo. Ho letto di imprese che vogliono far causa al governo. Insomma….vedremo

  • hermannilcherusco

    Ho appena letto l’articolo dell’economist (http://www.economist.com/node/18774834)
    Naturalmente c’è gente che si preoccupa se funzionerà questa idea di spegnere gli impianti nucleari fino a 2022. Nemmeno io so dire se riescono a realizzare il loro piano. Però non è molto versimile che ci sarà un altro cambio in questa cosa del nucleare. Se già il governo conservatrice di CDU e FDP ha detto che non volevano più il nucleare il prossimo governo (forse con partecipazione di SPD oppure Verdi) non cambierà questa decisione.
    E poi l’ultima frase del articolo dell’Economist mi faceva un po’sorridere: “Yet if anyone can make it all work, says Mr Lewis, the Germans can.” Vediamo.

  • gebuono

    Il problema, anche per l’Italia, non è tanto e solo nucleare sì o nucleare no, ma come si pensa di formulare un piano energetico nazionale, dopo i funambolismi sulle rinnovabili:
    http://www.pierferdinandocasini.it/2011/03/14/energia-nucleare-il-paese-che-non-sa-scegliere/

  • http://www.facebook.com/people/Cesare-Berrini/100002130896786 Cesare Berrini

    L’annuncio della Merkel è incompleto. Manca la dichiarazione di come verranno sostituite le centrali nucleari per produrre energia. E’ il medesimo problema dell’Italia. C’è gente che continua a dire no al nucleare ma resta muta quando si chiede con cosa lo si sostituisce.
    Nel nostro paese il fabbisogno è di 326.200 gigawattora, così distribuiti: 66,8% termoelettrico; 15,1% idroelettrico; 4,6% geotermico, eolico, fotovoltaico; 13,5% importato dall’estero. C’è qualche antinucleare che si degni di scendere dalla stratosfera della sua ideologia, più o meno pelosa, e si metta a discutere su queste cifre?

  • http://homodigitalis.delleside.org Domenico Delle Side

    Sulle prime, la decisione della Germania mi ha lasciato un po’ perplesso, perché non capivo come avrebbe sostituito il nucleare. Poi ho guardato i dati sulla produzione di energie rinnovabili ed ho visto che i teutonici sono in crescita esponenziale.

    Noi, invece, siamo completamente piatti, assenza di crescita nella produzione!

    http://homodigitalis.delleside.org/2011/06/06/produzione-ernergia-rinnovabile.html

  • http://john_doe.gofreeserve.com johndoe

    @ domenico: io non capisco cosa ci sia di così difficile da capire sulle rinnovabili. È chiaro o no che non possono sostituire un beato cavolo di nulla? Possono al massimo farlo temporaneamente, ma non possono farlo in toto e non ci puoi contare. Qui non si parla della lavatrice domestica, ma dei treni ad alta velocità e degli altoforni della ruhr, roba che assorbe energia. E allora, se non c’è il sole il treno non parte? Se non c’è vento mandiamo tutti in ferie e l’acciaio lo compriamo dai cinesi? Devi sempre avere delle fonti tradizionali, quindi le rinnovabili puoi sovrapporle, non sostituirle.
    Se poi il paese è disposto a pagare tutto questo, la Merkel ha ragione.

    Noto a margine che in francia si comincia a parlare di centrali nucleari sul confine tedesco…..chissà perchè…. :-)

  • http://www.facebook.com/people/Cesare-Berrini/100002130896786 Cesare Berrini

    @JOHNDOE condivido pienamente il suo commento. Ha notato che gli antinucleari non si fanno sentire? Ce ne fosse uno che sa quel che sta dicendo con degli argomenti che abbiano almeno una parvenza scientifica.
    La maggioranza di loro non ha ancora capito che l’antinucleare è soltanto uno strumento che permette a personaggi come DiPietro di continuare ad aggredire il suo nemico Berlusconi e vivere degli emolumenti della politica. Gli altri, i cosiddetti verdi-rossastri o rossi-verdastri, hanno già danneggiato il nostro paese nel passato. Non contenti di quei danni ora ci stanno riprovando. E’ veramente una pena dover sopportare tanta ignoranza attiva.