Il candidato favorito alla presidenza dell’Egitto, Amr Moussa, ha detto in un’intervista al Wall Street Journal che se sarà eletto cambierà totalmente la linea politica su Israele dell’ex presidente Hosni Mubarak. «I tentativi di risolvere il conflitto israelo-palestinese non hanno portato da nessuna parte, l’Egitto deve adottare una politica che rifletta il consenso del popolo».
Mubarak aveva garantito pieno appoggio alla linea politica degli Stati Uniti verso Israele, ma ora Moussa vuole che l’Egitto recuperi un ruolo di primo piano tra le nazioni più potenti del mondo arabo e non sembra essere disposto ad accettare compromessi. «Viviamo nel ventunesimo secolo e dobbiamo fare parte di quelli che influenzano la politica nella regione araba e nel mondo», ha detto l’ex presidente della Lega Araba. «Eravamo usciti dalla cerchia e ora dobbiamo tornare a farne parte».
Negli ultimi mesi la giunta militare che sta guidando il governo di transizione in Egitto ha negoziato un accordo tra Hamas e l’Autorità Nazionale Palestinese, cercato di riavviare rapporti diplomatici con l’Iran e annunciato di voler riaprire il collegamento con la Striscia di Gaza, nonostante le proteste di Israele. «Mubarak aveva una linea politica», ha spiegato Moussa «ma era la sua politica e noi non siamo tenuti a seguirla. Vogliamo essere amici di Israele ma deve essere una relazione biunivoca, non possiamo essere soltanto noi gli amici».
Moussa era stato ministro degli Esteri con il governo Mubarak dal 1991 al 2001 e aveva dato le dimissioni proprio perché in contrasto con la linea dell’allora presidente egiziano. Negli ultimi anni ha detto più volte che il programma nucleare israeliano rappresenta un rischio molto più pericoloso di quello iraniano. Al momento è in testa a tutti i sondaggi per le prossime presidenziali di novembre. Nonostante non si sia ancora alleato con nessun partito politico, durante l’intervista col Wall Street Journal ha voluto precisare che i Fratelli Musulmani dovranno inevitabilmente svolgere un ruolo di primo piano nel nuovo Egitto. «È inevitabile che dalle prossime elezioni parlamentari di settembre esca una legislatura guidata da un blocco islamico, con i Fratelli Musulmani in testa». Gli Stati Uniti hanno iniziato quindi a temere che la linea dura nei confronti di Israele possa inasprirsi ancora di più man mano che ci si avvicina alle elezioni.




Egitto+Iran+Hamas…..brrr
Ottimo
«I tentativi di risolvere il conflitto israelo-palestinese non hanno portato da nessuna parte», dice Moussa. E infatti, non mi pare che abbia torto.
E questo stallo è forse il prezzo che in tutti questi anni è stato pagato per non provare un’alternativa al blocco USA-Israele, diplomaticamente intendo.
L’Egitto non sbaglia di fatto e’ Israele che e’ molto stanca di se’stessa. Finiamola sta’ Israele!
La nuova alleanza Egitto-Hamas-Fath segna la nascita di una nuova generazione di dirigenti arabi che vogliono coniugare nazionalismo e islamismo, con il rischio che la bomba del fanatismo religioso gli esploderà in mano (come fu per l’Iran, che dopo un brevissimo corso laico dei Mossadequani, è stato catapultato all’XI secolo); nuove classi dirigenti contarie per principio al riconoscimento di israele ed alla pace con uno stato che ritengono usurpatore di territori. In più fondamentalisti religiosi. Ce n’è d’avanzo per prevedere a brevissimo termine una nuova fase calda per liberare la palestina “waaf” islamica per intero fino alla resurrezione (cito dallo statuto di hamas)e non credo che gli israeliani si faranno affogare senza reagire; resta un mistero il perchè l’intera (quasi) opinione pubblica italiana possa appoggiare incondizionatamente il programma dei fondamentalisti arabi.