Il ministro della Difesa italiano, Ignazio la Russa, è un assiduo frequentatore delle trasmissioni televisive di approfondimento politico. A causa delle sue intemperanze e del suo carattere combattivo – digiamo – i dibattiti cui partecipa il ministro si trasformano in caotici confronti verbali, ed esibizioni squinternate che una volta La Russa è riuscito a portare anche dentro l’aula della Camera con sonore conseguenze per la maggioranza. Ce n’è abbastanza per essere diffidenti della capacità di un uomo dotato di poco equilibrio e molte insicurezze di assolvere a un ruolo piuttosto importante e delicato, soprattutto di questi tempi. E se no, ce n’è abbastanza per mettere insieme, a futura memoria – sperando che arrivi un giorno in cui sapremo dimenticarcene – una raccolta entomologica delle più impressionanti perdite di controllo di La Russa, il ministro della Difesa che non sa chi sia Lukashenko.
Annozero, lo scorso dicembre. Uno studente di Scienze Politiche della Sapienza racconta la sua esperienza sulle manifestazioni contro la riforma universitaria del ministro Gelmini. La Russa lo interrompe, dà dei vigliacchi a chi protesta e poi non si ferma più.
Il ministro è carico, e nella stessa puntata pochi minuti dopo si confronta anche con Antonio Di Pietro, che ci mette molto del suo.
La Russa e Di Pietro sembrano comunque essere una combinazione sicura. A marzo del 2010, Bianca Berlinguer aveva entrambi ospiti negli studi di Linea Notte ed è diventato complesso trattenere il ministro.




povera Italia
Di gran lunga il peggior ministro di questo governo. E ho detto tutto.
Mi sembra anche di ricordare un memorabile scontro La Russa vs Gino Strada sempre da Santoro un anno fa
Un Bondi incazzoso?
Ehm, che fine ha fatto il primo commento, quello che insinuava lo stato alterato del suddetto ministro? Scrivo questo pur non credendo particolarmente all’ipotesi suddetta (per quanto ripresa da blogger abbastanza titolati), almeno senza prove: non dimenticando che per produrre le tali prove si scadrebbe nella cialtronaggine alla Giovanardi “le troche trocate bruciano il cervello”.
A me la questione pare più semplice e più grave insieme: un atteggiamento patentemente e politicamente fascistico. Dice: “eh, ma fascista non si può dire perché oggi non vuol dire niente, il muro di Berlino etc”. Va bene, ma come si deve chiamare chi ancora oggi non ha minimamente mutato le proprie posizioni da quanto militava nell’MSI, che considera la Resistenza un’infamia, i migranti dei subumani e vuole (e fa) una politica estera insieme pezzente e ispirata al principio di potenza? Per cui ogni cosa dev’essere ispirata al supremo principio della conciliazione nazionale e le lotte sociali e del lavoro sono portate avanti dalle zecche da manganellare?
La Russa viene dalla destra del MSI (partito che notoriamente aveva una faccia legale e parlamentare e una illegale e legata ai servizi segreti e ad ambienti dell’ultradestra bombarola) e si è formato politicamente nella Milano dello scontro di piazza continuo e scientemente cercato. Uno che non è “fascista” perché necessariamente voglia riportare in vita il Ventennio, ma perché si troverebbe molto meglio in un regime autoritario che in una democrazia, come questi video dimostrano. E per quel che può, cerca di far fare a questo paese dei passi in quella direzione (segreto militare per le “Grandi opere”, insabbiamento dei crimini di guerra in Afghanistan, nessuna ridiscussione delle servitù militari, appalti truccati per Finmeccanica etc.).
Come arriva un personaggio del genere a fare il ministro della Difesa? Eh, bella domanda: magari è un ottimo avvocato, non so. Ma ho come l’idea che un personaggio che ha intemperanze del genere, a un certo punto della sua carriera, in altri partiti avrebbe trovato uno stop. Qualcuno che, più in alto di lui, avrebbe detto, “bravo il signor La Russa, eh, ma uno così non può avere ruoli dirigenziali”. Invece nella destra, in questa destra che oggi ci governa (non dimentichiamolo), poteva contare di più la personale fedeltà ad Almirante prima e a Fini poi, gli intrecci politico-familiari -chiedere al fratello Romano La Russa per informazioni- e la forza d’assalto nello zittire qualunque opinione difforme o dissenziente.
Poi lo so anch’io che al ministero della Difesa la faccia del ministro (Parisi, La Russa o chi per loro) conta molto poco rispetto ai dirigenti ministeriali e ai dirigenti, è ovvio. Ma questa faccia dice al paese (e ai 18enni tentati di intraprendere la carriera nell’esercito) che bombardare i popoli inferiori è giusto e bello, che gli avversari politici e i giornalisti critici sono subumani da insultare.
A questo si può replicare facendo spallucce o rendendo Ignazio La Russa una maschera da bagaglino, buona perché il popolino la riconosca e ne rida in modo acritico, funzionale al sistema. Oppure si possono aprire gli occhi e riconoscere in tutto questo un chiaro procedere di un disegno autoritario, figlio delle classi dirigenti ed economiche straccione e reazionarie di questo paese.
Di questo ci parlano questi video: di un paese di musichette mentre fuori c’è la morte.
Difficile non pensare che il suo “perdere la pazienza spesso” sia dovuto ad una obiettiva arroganza e presunzione, così come è proprio difficile sforzarsi di considerarlo un lato del carattere. E di certo non depone a suo favore l’incapacità che ha di capire(e contenere) i propri eccessi (non si pretende ogni volta che urla, ma in alcune occasioni si!).
In giro, il meglio della volgarità.
Che pena, povera Italia
Non capisco perché si debbano fare processi al ministro della difesa e non dire nulla quando D’Alema diede del farabutto in TV al giornalista, Sallusti, che gli contestava un fatto reale. Sono sempre bravi quelli di sinistra e cattivi quelli di destra? Non sarebbe ora di finirla con questo manicheismo idiota e meschino?
gli ha detto farabutto?
WOW!
Ma che bravo il signor VORREITANTOESSEREOLANDESE. Per farlo più contento le dirò che l’acuto tirannosauro red (D’Alema), non si è limitato a quell’insulto. Dimostrando che Sallusti aveva messo il dito in una piaga, lo ha addirittura minacciato di farlo zittire. E poi sostengono che la scuola sovietica è cosa del passato. Appena li tocchi sui tasti sensibili scoppiano ancora peggio di quanto fa il sanguigno La Russa. Quanto a lei signor pseudoolandese si congratuli con se stesso di vivere in un paese dove può insultare chiunque senza subire le ben note purghe di uno stato dittatoriale. Dica WOW all’Italia e non ai nipoti di un mondo che la storia ha cancellato.