Il Post

I vegani esistono?

Un'infografica mostra che i derivati animali sono praticamente ovunque, non solo nel cibo

13 aprile 2011

Qualche giorno fa Dissapore ha rilanciato l’infografica There is no such thing as a vegan (si può vedere in italiano qui). Il veganismo, scrive Wikipedia, “indica una dieta e uno stile di vita che esclude l’uso di prodotti di origine animale come cibo e per qualsiasi altro scopo. Gli aderenti rifiutano quindi non solo di nutrirsi di carne e pesce, come i vegetariani, ma anche di latte, latticini, uova e derivati, nonché di acquistare e usare prodotti di qualsiasi genere la cui realizzazione implichi lo sfruttamento diretto di animali”.

L’infografica evidenzia come, anche evitando del tutto gli alimenti, sia molto complicato evitare del tutto i derivati animali nel corso della propria vita. È vero che ormai quasi tutti i prodotti in commercio sono dotati di etichette che elencano in modo più o meno trasparente gli ingredienti e le informazioni necessarie al consumatore; allo stesso modo è vero che esistono diversi processi produttivi per moltissime merci, quindi non è impossibile riuscire a comprare prodotti che sostituiscano quelli che un vegano non vuole utilizzare. In ogni caso alcune cose sono piuttosto imprevedibili. Magari siete vegani e sapevate già tutto; magari no e allora questo disegno può insegnarvi qualcosa.

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  • mempsaia

    save a cow: eat a vegetarian

  • http://www.facebook.com/people/Luca-XXmiglia/1313755734 Luca XXmiglia

    E’ importante ricordare che Goldrake combatteva contro i vegani.

  • riccardor

    secondo me sottovalutate i vegani.

  • http://www.facebook.com/people/Gianni-Lo-Nardo/654336254 Gianni Lo Nardo

    non potrei mai fidarmi di chi rispetta i sentimenti di un ficus.

  • http://www.guidafinlandia.it bocia

    è anche vero che se fossimo tuti vegani allora si salverebbero molti animali comunque perché la parte principlae di questi va, per l’appunto, nel cibo

  • http://www.facebook.com/people/Neve-Su-Di-Lei/1412072844 Neve Su Di Lei

    ..la vita di vegetariani e vegani non è facile…ma noi amiamo le sfide!!!

  • http://www.guidafinlandia.it bocia

    p.s: io sono carnivoro ma sto leggendo “EAT ANIMALS” di Jonathan Safran Foer.
    è pesante. è vero. è crudo. buona lettura.

  • http://www.facebook.com/people/Renato-Laus/588574086 Renato Laus

    Nessuno può essere vegano al 100%, dal momento che i sottoprodotti animali sono impiegati in moltissimi prodotti, dalle pellicole fotografiche alle colle delle scarpe… il punto è che questi sottoprodotti vengono utilizzati dalle diverse industrie solamente perchè disponibili in quantità elevate a prezzi bassissimi, quasi nulli. Il prezzo basso di queste materie è dovuto non solo alle grandi quantità disponibili, ma anche al fatto che se non venissero acquistate da qualcuno, gli allevatori dovrebbero spendere soldi per smaltirli.

    Se l’industria della carne e quella casearia collassassero, non sarebbero più disponibili le gelatine, il cuoio, il caglio animale, le ossa, i grassi, ecc, perchè la loro produzione sarebbe economicamente svantaggiosa. Le altre industrie sarebbero quindi costrette a trovare altre sostanze da utilizzare nei loro prodotti.

    Lo scopo principale del veganesimo (perlomeno per chi scrive) non è quello di mantenere il proprio corpo “puro dalle contaminazioni dei prodotti animali”, ma quello di non partecipare alla sofferenza degli animali e di astenersi dal contribuire al successo economico di chi li sfrutta, sperando che sempre più persone facciano la stessa scelta.

    Renato (vegano da 11 anni)

  • frabarele

    Essere vegetariani ha un senso, essere vegani mi pare un’esagerazione. Per di più illusoria.
    Pongo una questione: e se gli abiti o le calzature che un vegano indossa pongono la questione dello sfruttamnento della manodopera umana che li fabbrica, e non degli animali che forniscono la materia prima, che succede?

  • piti

    Come diceva non ricordo chi, i vegetariani non mangiano carne non perché amino gli animali, ma perché gli stanno sulle balle le piante.

  • plato

    una volta ho visto la polizia vegana in un film (scott pilgrim vs mondo)

  • winniepooh

    @Piti: sono vegetariano da circa dieci anni, non credo riuscirei a diventare vegano. Non odio le piante, anzi le adoro, soprattutto gli alberi. Quando vedo i loro tronchi ammassati dopo le stragi di boschi, come Idefix mi viene da piangere. Ancora di piú se penso che da quel legno vengono tanti inutili mobili e tanta carta, su cui si stampano immense schifezze…

  • http://nimesulide.tumblr.com trecool

    @winniepooh: mi auguro che in bagno tu tenga tante foglie di banano, allora.

  • http://nononoeno.splinder.com/ akiro

    basterebbe usare quella riciclata.

  • http://pornografiadelleemozioni.wordpress.com s1m0n

    Scusa Renato, quindi se trovo una mucca che, dopo una vita lunga e veneranda, abbia fatto volontariamente harakiri su una recinzione elettrica lasciando un testamento biologico che permette a chiunque di cibarsi del suo cadavere, posso invitarti alla grigliata?

  • piti

    winnie, la dieta vegetariana pare provochi carenze al senso dell’ironia ;-D

  • sbornod

    @frabarele: sarebbe interessante se argomentassi la tua prima affermazione.
    Circa la seconda, non si capisce la connessione fra il decidere di limitare la sofferenza agli animali e l’essere a favore dello sfruttamento della mano d’opera.
    Si può essere vegani (o cercare di esserlo, data la presunta impossibilità a cui si fa riferimento) e allo stesso tempo cercare di utilizzare solo abbigliamento solidale. E’ una questione di “orientamento alla solidarietà” verso tutte le specie e le razze.

  • http://www.facebook.com/people/Antonio-Patta/652369545 Antonio Patta

    un mio amico è crudariano (per davvero, non scherzo), non mangia nulla di cotto. Le rape soffrono nell’acqua calda.

  • massimo55

    I crudariani mi mancavano. Mia nonna avrebbe detto: “vi ci vorrebbe un’altra guerra, vi ci vorrebbe!” :-)

  • piti

    Immagino le mangi in un sol boccone, inghiottendole senza masticare. Non deve essere bello essere morsicati da vivi, come vidi in un documentario in cui un varano pasteggiava con un cervo cosciente e piuttosto contrariato.
    No, perché cadere a un passo dal traguardo del mantenimento dell’innocenza infantile è un vero peccato, non mangi carne, non cuoci le verdure, e poi le mordi come un cane col postino?
    Col vino, come ci regoliamo, con tutti quei poveri acini schiacciati brutalmente?

  • http://nimesulide.tumblr.com trecool

    Anche quei poveri acari della polvere, una spolverata e MUOIONO.

  • piti

    Non usate shampoo antiforfora. Non condannate a una terribile morte per fame i piccoli, teneri, graziosissimi acari.

  • winniepooh

    Ho capito. Come parlare a un muro. Peggio. I muri almeno non sono presuntuosi.

  • http://nimesulide.tumblr.com trecool

    Dai, è solo facile ironia, di certo non penserò tu sia una persona peggiore perche pensi che gli animali soffrano e quindi non li mangi, anzi.

    Rispetto totalmente i vegetariani, specie quelli che non pensano che io sia un assassino perche sto godendomi una fiorentina.

  • francescorocchi

    Io sono vegetariano perché penso che sia più salutare (il che peraltro vuol dire che di tanto in tanto mi concedo saporite eccezioni, un po’ come faccio con l’alcool, che bevo solo nelle grandi occasioni -feste, pranzi seri, poker).

    Quando vedo agnellini e altri bei animaletti un po’ di dispiacere mi viene. I pesci invece non mi fanno nessun effetto e me li pappo allegramente (fanno benissimo!).

    Posso anche capire che non si voglia maltrattare gli animali, ma che male gli fai, alla mucca, se gli prendi il latte? E che male gli fai al latte se lo fai diventare formaggio?

  • http://www.facebook.com/people/Andrea-Suozzi/1443833200 Andrea Suozzi
  • adoma

    La mucca produce latte solo a seguito di una gravidanza. Le mucche da latte sono sottoposte a continue gravidanze. Il vitellino è subito sottratto e ingrassato con alimenti alternativi al latte della mamma per essere poi macellato il prima possibile. La mucca viene sfruttata per la produzione di latte il più possibile poi subito ingravidata. Dunque la produzione di latte comporta, oltre che un esagerato sfruttamento della mucca in termini di gravidanze e latte, anche la precoce morte di tanti vitelli.

    Stesso discorso per le uova… le galline ovaiole sono molto sfruttate e hanno vita breve, è quindi necessario farle nascere in grandi quantità. La razza ovaiola è frutto di una intensa selezione che le rende inadatte ad essere utilizzate per la carne, questo fa si che tutti i maschi che nascono vengono immediatamente triturati appena escono dall’uovo (la selezione ha fatto si che il sesso sia immediatamente riconoscibile), un tempo diventavano le famose farine animali, adesso credo siano semplicemente inceneriti.

  • flavione

    Francesco Rocchi posso giocare con te a poker mentre sorseggi alcool? L’alcool ce lo metto io eh!

  • anncoates

    @FrancescoRocchi, ti do una notizia: non sei vegetariano. Mangia pure il pesce mentre sorseggi alcool giocando a poker, fallo tranquillamente, coi tuoi amici “onnivori”.
    E comunque signori, i vegan esistono: comprano scarpe e tessuti e cosmetici e generi alimentari in appositi negozi, on-line e non. Leggono le etichette dei prodotti che comprano. Conoscono, pensate, i nomi degli ingredienti, anche quelli in latino; e se non sanno, si informano. Condividono le informazioni.
    Dire che i vegan non esistono equivale a darsi un alibi: perché questa roba è troppo difficile, richiede troppo sforzo, in fondo gli animali sono animali, tanto vale mangiarci su una bella bistecca. Mangiatene pure.
    Buona mucca pazza a tutti.

  • http://nimesulide.tumblr.com trecool

    @ANNCOATES: io manderei il CV a Report, se fossi in te.

  • Zio Dave

    Mi piace l’espressione “coi tuoi amici “onnivori””. Sono solo quattro parole (piu’ virgolette), ma esprimono molto bene il pensiero di certi vegan piu’ di ogni altra cosa.
    I tuoi amici onnivori puo’ essere tradotto come “i tuoi amici assassini”, “i tuoi amici menefreghisti”, “i tuoi amici specisti” eccetera, eccetera.

    Deve essere sicuramente un balsamo per la propria autostima pensare al mondo come un campo di battaglia dove si fronteggiano i cattivi (la maggioranza), e un manipolo di buoni senza macchia e senza paura; questo ovviamente se si e’ convinti di fare parte dei buoni.

    I cattivi sono stati chiamati in vari modi nel corso della storia: infedeli, capitalisti, comunisti, socialisti; adesso va di moda chiamarli onnivori/specisti, ma il principio e’ esattamente lo stesso.

    Sull’argomento mi piace ricordare una frase di Amos Oz che potrebbe andare bene anche al caso specifico:
    “Il fanatico è sempre altruista, agisce su una scena pubblica, è molto interessato a te perchè vuole cambiarti, renderti migliore. E allora dico: attenti a quelli che dedicano la loro vita a cercare di cambiarti”

  • http://www.libertasgonars.blogspot.com Xander

    Posso chiedere?
    Un vegano cosa si mette ai piedi?

  • jamesnach

    Da carnivoro con qualche rimorso, devo dire che a leggere i commenti a questo articolo i fanatici non sono nè i vegani nè i vegetariani..

  • riccardor

    Non sono ne vegano ne vegetariano, e non penso lo sarò mai, ma a leggere i commenti mi viene il dubbio che mangiare carne stimoli arroganza e ignoranza (vedi il “nitrogeno” del link in ita)

  • clizia75

    ALLA REDAZIONE: consiglio vivamente di aggiornarsi.
    1) Non solo sottovalutate i vegani e i vegetariani, persone in genere molto informate, ma non vi siete neanche presi la briga di informarvi voi stessi: ESISTONO CERTIFICAZIONI PER I PRODOTTI di qualunque tipo (dalla cosmetica ai detersivi, passando per le vernici!) NON PROVENIENTE DA UNA FILIERA CHE USI DERIVATI ANIMALI o CHE EFFETTUI SPERIMENTAZIONE SUGLI ANIMALI.
    2) Vi siete mossi (come tutti i commenti derisori) dal presupposto sbagliato che i vegetariani siano un monoblocco di fanatici del rispetto degli animali (per cui non ucciderebbero neanche una zanzara!). Esistono motivazioni affini ma non uguali, tra i vegani. Il discrimine per chi ama gli animali e vive seguendo questo principio è la “necessità”. E non è necessaria la carne per vivere.
    3) La mia situazione vi dovrebbe dimostrare che il mondo delle persone sensibili agli animali è davvero articolato. Io e mio marito non siamo vegetariani, ma cerchiamo di mangiare poca carne, sia per motivi di salute sia perché entrambi animalisti. E poiché lui è musulmano, per noi la certificazione sui prodotti (NON DI DERIVAZIONE ANIMALE) è importante il doppio. Si sappia infatti che l’Islam è davvero “avanti”, anche se questo non ha significato che lo fossero anche i mercati dei paesi a maggioranza musulmana: qui si è “inventato” il biologico e si cerca a fatica di farne una sana tendenza, ma l’Islam prescrive da 14 secoli che gli animali vengano uccisi SOLO per la stressa “necessità” (appunto) -quindi niente cosmetici, niente medicine, niente di niente che non sia halal, animalisticamente puro (neanche la sperimentazione sugli animali né la caccia per sport, tanto per capirci!)- a meno che uno non riesca a trovare tali prodotti e ne abbia bisogno, è chiaro. Ma oggi finalmente questa sensibilità sta trovando l’attenzione del mercato, quindi niente scuse. Soprattutto andate avanti pure voi e non fermatevi alla diatriba “vegani che non ammazzano zanzare” vs “amanti della fiorentina”: sminuisce e ridicolizza decisamente un mondo di diverse articolazioni della sensibilità per gli animali.

  • http://www.facebook.com/people/Claudio-Santori-Spadini/834420003 Claudio Santori Spadini

    Io sono vegetariano da 14 anni, vegano da poco più di anno. E cerco di essere sempre più vegano, ogni giorno di più. Stando attento, leggendo sempre le etichette dei prodotti che non conosco.
    Sul mangiare non è molto difficile, le difficoltà ci sono quando si va al ristorante o quando si devono prendere delle medicine. Il problema è sicuramente lo stile di vita ma ripeto…ci lavoro ogni giorno.

  • ermes82

    Sono vegano, forse a sentire qualcuno neanche esisto o forse esisto ma non sono perfetto perchè non mangio una bella fiorentina o l’agnellino nel giorno di Pasqua, ma credo in quel che sento e cerco di informarmi sempre di più per evitare che il mio comportamento da consumatore modello (telecomandato) possa fare del male a qualcuno. Essere coscienti di qualcosa non vuol dire essere fanatici!!! Sarebbe tanto bello poter avere almeno una volta un confronto sano e pulito con persone che prima di insultare abbiano cercato almeno un po’ di informarsi. Persone che magari sappiano cos’è lo “specismo”, che ogni tanto invece di sentire quello che quattro nutrizionisti non aggiornati dicono leggano una volta ad esempio qualche articolo tradotto dell’ American Journal of Clinical Nutrition, così tanto per dire, potremmo continuare per giorni.
    Come vegano esisto eccome, di fare parte di una società chiusa ed ottusa ne faccio volentieri a meno.

  • ermes82

    Aggiungo solo una cosa per lo zio Dave, tranquillo nessuno cerca di cambiarti, voglio però anch’io lasciare una frase di Tiziano Terzani:
    ” Ma come si può allevare la vita per ucciderla e mangiarsela…”

  • faberant

    Ma i danni economici a livello planetario qualcuno li conosce? In relazione a risorse, fame nel mondo, acqua ed emissioni… Prima di pensare solo alla propria bistecca si/bistecca no bisognerebbe leggere Ecocidio di J. Rifkin, un economista, mica un cuoco vegan fanatico!

  • lorenzo72

    luca XXmiglia +1

  • lorenzo72

    @renato laus ” i sottoprodotti animali sono impiegati in moltissimi prodotti, dalle pellicole fotografiche alle colle delle scarpe… Se l’industria della carne e quella casearia collassassero, non sarebbero più disponibili le gelatine, il cuoio, il caglio animale, le ossa, i grassi, ecc, perchè la loro produzione sarebbe economicamente svantaggiosa. Le altre industrie sarebbero quindi costrette a trovare altre sostanze da utilizzare nei loro prodotti.”

    quindi, in buona sostanza, il petrolio.
    che peraltro è un prodotto naturale.
    Ammesso e non concesso che non si decida di uccidere gli animali solo per trarne prodotti per altri tipi di industrie, visto che nessuno li mangerebbe più.

  • stetavano

    Non esistono attualmente medicinali in commercio per cui non si e’ fatto uso di sperimentazione animale. I medicinali generici (che alcuni pensano essere “fuori” dalla sperimentazione animale) non sono altro che medicinali di cui si sono gia’ testati eventuali effetti anche tramite la sperimentazione animale e per i quali non esiste protezione brevettuale (per es. Aulin e Nimesulide).