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Emma Bonino sulla crisi dell'Europa

Emma Bonino sulla crisi dell’Europa

di Emma Bonino

Emma Bonino sulla crisi dell'Europa e l'irrilevanza dell'Italia (per non parlare della Padania)

12 aprile 2011

Per un’europeista convinta i motivi per non rallegrarsi sono tanti in questo periodo. Ma dover sentire il proprio Ministro degli Interni domandarsi se “ha senso rimanere in Europa?”, che riecheggia quel “meglio divisi” pronunciato il giorno prima dal Presidente del Consiglio, solo per aver subìto un rovescio annunciato, è davvero sconcertante. Sarà stata pure una reazione dettata da confusione e rabbia ma non si può per anni essere, più che euroscettici, dei veri e propri eurofobici che chiamano l’Europa “forcolandia” e opporsi non dico al processo d’integrazione ma a qualsiasi ipotesi di maggiore coesione delle politiche europee, per poi piagnucolare perché nessuno ti da retta.

Cosa vuol dire, poi, uscire dall’Europa? Uscire dall’Euro? Dal mercato unico? Dalla politica agricola comune? Dai benefici dei fondi strutturali? Finora l’interesse nazionale ha sempre coinciso con l’interesse europeo e l’Unione è tuttora il caposaldo della presenza italiana sulla scena internazionale. Cosa vogliono i Berlusconi, i Bossi, i Maroni, i Calderoli? Uscire dall’Europa per tornare ad essere un piccolo paese autarchico, antistorico, incapace di vedere che oltre il proprio naso c’è un mondo che corre e che dell’Italia, per non parlare della Padania, può certamente fare a meno?

Se il localismo e il particolarismo sono, fin dall’inizio, elementi fondativi di questa coalizione di governo e di questo blocco politico, è innegabile che questa tendenza involutiva stia facendo scuola in Europa. I microinteressi nazionali o sub-nazionali sono ormai egemoni nel processo politico europeo, con ogni paese che fa le sue leggine per sé. Ognuno protegge il suo orticello, con l’aggravante del “io non guardo nel tuo orticello a patto che tu non guardi nel mio”, non capendo che l’interdipendenza tra Stati membri e i loro mercati è giunta al punto che i singoli paesi – i forti come i deboli, i virtuosi come i viziosi – hanno oramai perso la loro piena sovranità economica, se non politica. Nessun paese, neanche la Germania o la Francia, è in grado da solo di affrontare i passaggi chiave di quest’epoca, o di sedersi al tavolo con Russia, India, Cina o Stati Uniti. Questo può farlo solo l’Europa.

Gli effetti di questo antieuropeismo, che ha visto nel centrodestra italiano un suo avamposto, li si vedono chiaramente oggi nella debolezza assoluta della Commissione Barroso, che ormai ha rinunciato a fare il proprio mestiere riducendosi ad una sorta di segretariato del Consiglio, cioè dell’organo che riunisce i singoli governi nazionali. Sarebbe bello se ogni tanto le istituzioni europee facessero battaglie a tutela di se stesse e del proprio rafforzamento; sarebbe già un successo se ogni tanto la Commissione che, non dimentichiamolo, è pur sempre guardiana dei Trattati, facesse proposte impopolari agli occhi del Consiglio, anche a costo di farsele bocciare. Almeno si capirebbe che l’Europa vuole esistere al di là delle resistenze nazionali.

E invece no: quando la Commissione Barroso capisce che una proposta rischia di non passare in Consiglio, neanche la avanza. Per esempio, per rimanere nell’attualità, da federalista avrei preferito che la questione dell’attivazione della direttiva 55 del 2001 sui permessi temporanei per ragioni umanitarie l’avesse messa la Commissione sul tavolo del Consiglio di ieri a Lussemburgo e non atteso che lo facesse uno Stato membro, in questo caso l’Italia, lasciando il campo alle contrapposizioni tra stati. Un atteggiamento autolesionista perché la Commissione non dovrebbe mai rinunciare al suo diritto d’iniziativa: di fronte ad una opposizione, anche così forte, avrebbe lo stesso potuto fare una controproposta, tipo fissare un livello sopra al quale il fenomeno migratorio dalla Tunisia sia da ritenere di proporzioni ingestibili per un singolo Stato membro.

Continuando su questa strada, l’Europa politica non solo si ferma ma si sfascia. Questa crisi mediterranea lo ha mostrato in modo netto. L’ondata migratoria di queste settimane è la metafora di un’Europa fragile e assente. Salta il Mediterraneo, e nessuno si accorge di niente, nessuno è pronto a niente, senza dimenticare che dalla Costa d’Avorio, dove c’è una crisi violentissima e pressoché ignorata dalle nostre parti, è partito un milione di persone. Direzione? Naturalmente l’Europa.

Uno stravolgimento, questo sì epocale, che sembra avere colto tutti di sorpresa. Si sta seduti sul bordo del fiume ad aspettare che passi il cadavere, a vedere come finiscono le rivoluzioni del Nord-Africa, come se non dipendesse anche da un ruolo dell’Europa il destino di queste rivoluzioni, e di altre situazioni di cui non si è capito ancora il potenziale: penso alla Siria, allo Yemen… Tutti evidentemente troppo impegnati a frequentare e conoscere i regimi, per avere il tempo di conoscere bene i paesi e i popoli. Con L’Italia in prima fila, che ha sempre voluto fare da sola, vedi gli accordi bilaterali, anche famigerati come quello con la Libia dove abbiamo finito con delegare, in maniera sostanzialmente bipartisan, all’unico che era disponibile a massacrare chi tentava di emigrare, cioè a Gheddafi, e non recependo direttive di buon senso come quella sui rimpatri o quella sul lavoro nero. È il fallimento della nostra politica dell’immigrazione a trazione leghista, populista e demagogica.

Vien voglia di dire “chi è causa del proprio male, pianga se stesso”, come accennava stamattina il titolo dell’editoriale del Post. E la politica italiana continua a non offrire squarci di novità strutturali in grado di far pensare che quest’epoca ne stia preparando di per sé una migliore. Non rimane, a chi ha la forza e la determinazione per farlo, di riprendere in mano il progetto europeo lasciato, così poco saggiamente, cadere.

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14 Commenti

  1. Basta il titolo a fotografare l’incapacità di accorgersi.

  2. gilluc

    Parole sante, Emma. D’ora in poi il mio voto solo a te

  3. ro55ma

    D’accordo, il Governo non ne ha azzeccata una sull’immigrazione e sull’Europa siamo messi anche peggio. Ma ti risulta qualche altro Paese europeo di cui invece si possa dire che sia animato da vero spirito solidale ed europeista…? Possiamo prendere esempio dalle soluzioni spagnole, altrettanto bipartisan, con il Marocco, delle mitragliate sulle spiagge atlantiche o vogliamo ragionare sui ghetti di Rostok sotto assedio naziskin (altro che Borghezio e Gentilinisceriffocattivo) ? Definiresti l’atteggiamento tedesco, inglese e francese a difesa delle loro banche nei guai, più ragionevole ed europeista di quello di Tremonti o persino del barzellettirere? Da una persona come te, che stimo da un sacco di anni, io mi aspetto un contributo altrettanto tagliente su quelle due o tre cose, che il Bel Paese dovrà fare, amaramente e dolorosamente per tanti, dopo che i pasticcioni attuali saranno tornati all’opposizione. L’idea che qualcuno si sta facendo, che basta eliminare questo Governo per eliminare i problemi immigrazione, europa, ecc. dovrebbe spaventare un po’, credo. Cordialmente:-)

  4. nicolapoletti

    quoto gilluc sulle parole sante, che però come sempre mi rendono ancora più incomprensibile le posizioni socio-economiche dei radicali (oltre all’appoggio sguaiato a israele).
    se la politica fosse solo estera, Emma presidente subito!

  5. albertoc

    Sulla inconcepibile mancata gestione da parte dei tre maggiori rappresentanti del governo italiano della crisi nord-africana (il Primo Ministro che non disturba Gheddafi, il Ministro degli Esteri che augura lunga permanenza al potere del saggio e lungimirante Mubarak, il Ministro degli Interni che il 13/02 da Fazio parla di Esodo Biblico, e scoprendo ad aprile di non aver fatto alcunchè nel frattempo, ne dà la colpa all’UE) molto è stato detto e posso solo aggiungere che – fosse il Governo un’azienda privata – ci sarebbero gli estremi per un licenziamento per giusta causa.
    Mi chiedo solo, cosa aspetta Bersani a chiedere ad Emma Bonino di essere candidato premier per il centro-sinistra, subito, e a impostare su di essa una campagna elettorale di lungo periodo, come sta iniziando a fare Obama? Non si può forse perchè i cosiddetti “cattolici” ne avrebbero a male? Se è solo questo, quando questo paese inizierà a fregarsene altamente del pensiero politico delle gerarchie cattoliche?

  6. gilluc

    ro55ma: Non credo che qualcuno sano di mente possa pensare che basti eliminare questo governo per eliminare i problemi dell’immigrazione. Però aiuterebbe. Un primo, timido passo nella direzione giusta o almeno non sicuramente in quella sbagliata.

  7. jamesnach

    Da stampare e distribuire per le strade.
    Emma I Love You.

  8. ro55ma

    gilluc, facciamo a capirci :-) sarebbe il caso di approfittare di questa situazione “calda”, su problemi come quelli, per misurarsi sulle “soluzioni” e stanare tante anime belle che, rimango convinto, sono in tutti gli schieramenti, ma proprio tutti.

  9. @nicolapoletti; hai perfettamente ragione nel dire che le posizioni dei Radicali sono poco comprese, per due motivi sostanziali: primo, le scelte economiche e sociali non possono essere solo le più populiste e semplici (specialità e copyright PDL) se vogliono essere quelle migliori e secondo, spiegami come Emma Bonino può far comprendere certi concetti se non la invitano mai a Ballarò, Annozero, Porta a Porta etc. Anche Cappato ha potuto spiegare molto chiaramente la vicenda Firmigoni (a proposito, Firmigoni, minettiti!!”), come testimoniato da questo IMPERDIBILE VIDEO all’Infedele di Gad Lerner, in prima serata: http://www.youtube.com/watch?v=6A-SThjCv7k

  10. mariaj

    ” Non credo che qualcuno sano di mente possa pensare che basti eliminare questo governo per eliminare i problemi dell’immigrazione.2

    Però, io vorrei capire una cosa: dov’erano tutti questi realisti, cinici, quelli che parlano fuori dai denti senza inutile demagogia, ( che per la maggior parte è, of course, di sinistra ), ecco, dov’erano tutti costoro quando il centrodestra sparava che il cs era ” troppo morbido e tollerante ” verso il problema dell’immigrazione e loro no, non si sarebbero fatti infinocchiare, loro avrebbero sistemato le cose.
    Magari sono gli stessi che non hanno levato un fiato quando Berlusconi e leghisi, e altri personaggi promettevano miracoli e ghe pensi mi, etc, etc, tutto quel repertorio da salvatore della patria che conosciamo.

    Non sto dicendo che non riconosco che i problemi possano essere complessi e anche di difficile soluzione. Anzi, proprio per questo: perchè costoro non dicevano niente quando si promettevano mari e monti a tutti, quando si facevano proclami da messia?

    P.S.No, non vale l’obiezione che questa ondata immigratoria accade in una situazione ” eccezionale”. Questo è vero solo in parte. Una piccola parte. Nella pratica, perchè la Bonino ha spiegato dove potrebbero essere individuate le carenze nell’azione dei responsabili di governo.
    E anche in teoria, perchè sono ANNI che c’è gente che guarda un po’ più lontano di altri e ha messo in guardia su emergenze prossime future che dovremo-potremo affrontare. Ovviamente, nel silenzio o indifferenza-irrisione-sbeffeggiamento generale.

    E ora, si fa pure ironia su chi avrebbe la ” soluzione” in tasca. Ma fatemi il piacere.

  11. ro55ma

    @mariaj
    nessuna ironia e nessun cinismo/realismo; semplicemente, al netto delle puttanate fatte, da quelle denunciate e dalle idiosincrasie per Berlusconi&compagniacantante, qualcuno (compreso Emma, magari) ha qualche proposta operativa, capace di aggregare interessi politici alternativi al Governo attuale, per governare questa situazione e gestire i prossimi due-tre anni di crisi mediterranea? Io non riesco a trovare cinque, dico cinque, politici non al Governo, con due o tre idee concrete simili in materia. Tutti d’accordo sui “principi” ma, come per il mercato del lavoro, per il welfare, per la salute, ecc. ognuno distingue, puntualizza, analizza, ma col cavolo che è disposto a dire: si dovrebbero fare queste cose: 1..,2..,3.., col cavolo.

  12. fr4nz15c0

    Emma Bonino, per me Lei è l’unica persona degna di diventare capo dell’esecutivo.

  13. mariaj

    ” nessuna ironia e nessun cinismo/realismo; semplicemente, al netto delle puttanate fatte, da quelle denunciate e dalle idiosincrasie per Berlusconi&compagniacantante”

    Ro55ma, verso Berlusconi non si tratta di ” idiosincrasia”, quasi fosse un sentimento inspiegabile, nato per antipatia verso il personaggio. Tra l’altro, lui ormai mi fa pena. MOlta meno pena mi fanno i suoi elettori. Invece, si tratta di valutazione negativa nata da semplice analisi sul personaggio. Valutazione negativa che ha trovato conferma negli anni. E non mi sento nemmeno particolarmente intelligente ad avere capito prima di altri alcune cose, tanto mi sembravano evidenti.

    Ma comunque, la Bonino ha già detto cosa andava fatto. Se vai sul sito del PD qualche proposta la trovi e pure su qualche sito dei comunisti nelle loro varie correnti trovi qualcosa. E anche se vai sui siti dei governatori del cs, o dei sindaci troverai qualcosa. E non sto dicendo che le proposte vadano tutte bene, ma che ci sono, basta cercare. Tra l’altro faccio presente che sono soprattutto le regioni governate dal CS che hanno avanzato proposte di ospitalità. Come quella in cui vivo io. Questo dovrebbe bastare PER IL momento e per i numeri dell’emergenza per come sono ora. Poi, si potrà discutere, e anche con tutti. Però, davvero, mi sembra il colmo stare zitti davanti a chi millanta soluzioni da demiurgo e poi piagnucola incolpando gli altri alla prima difficoltà, e poi chiedere a chi NON ha responsabilità di governo la soluzione dei problemi. Avete voluto Berlusconi? Avete detto in ogni dove che la sinistra non capiva perchè vinceva , etc, etc? Bon, adesso pedalate. Che volete?

  14. C’è un piccolo problema ovvero che per avere Emma Bonino premier bisogna votarla e ad oggi i Radicali sono dati all’1%.

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