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Il caso “Porn Wikileaks”

Un sito ha travolto l'industria del porno in California, rivelando le identità di migliaia di attori ed ex attori

Cominciamo dal dire una cosa: il caso “Porn Wikileaks” non ha niente a che fare con Wikileaks. Solo un pezzo del nome, adottato dai suoi sconosciuti promotori per la facilità con cui ormai si associa il sostantivo alla pubblicazione di documenti riservati. Solo che nel caso di Porn Wikileaks, un sito di cui negli Stati Uniti si parla parecchio da qualche giorno, i documenti in questione non sono governativi e non parlano di guerre, governi e accordi bilaterali, bensì di attori porno. E non c’è nessun tentativo di mettere giustizia in presunti torti: solo dei dati riservati, recuperati illegalmente e diffusi su Internet.

Porn Wikileaks è un sito apparso online all’inizio del 2011 ma che ha guadagnato notorietà solo da qualche settimana: oltre a pubblicare materiale pornografico, ospita un enorme database con i nomi e i cognomi di oltre 15.000 attori porno americani, probabilmente sottratti alla clinica privata che conduce o conduceva abitualmente i loro test sanitari. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, gli attori dell’industria pornografica non sono soliti diffondere i loro nomi e cognomi: per ognuno di loro che nel tempo diventa noto e famoso, ce ne sono migliaia che sono dei completi sconosciuti. Il database permette di cercare i nomi d’arte degli attori e ottenere la loro reale identità: e dei 15000 nomi presenti sul database di Porn Wikileaks, solo 1200-1500 lavorano attualmente nell’industria del porno, gli altri sono passati a fare degli altri mestieri. Alcuni fanno gli impiegati, altri gli agenti assicurativi, qualcuno l’insegnante: e per ciascuno di loro può non essere bello vedere il proprio nome associato al proprio nome d’arte. Molti hanno già protestato, affidando ai media le loro comprensibili lamentele e preoccupazioni.

A dire il vero, la provenienza del database non è ancora stata accertata: la clinica in questione sta ancora investigando. Molte delle persone coinvolte, però, hanno detto che i loro dati non possono che venire da lì: in nessuna altra circostanza hanno associato i nomi d’arte alle loro vere identità. La tesi è stata confermata a Gawker anche da Mark Spiegler, un noto agente di attori porno: “Il database della clinica è l’unico posto in cui poter trovare tutti quei dati tutti insieme”. Una volta trovato il nome e il cognome dell’attore, poi, si può avere accesso a tutta un’altra serie di dati personali: indirizzi, fotografie loro e dei loro familiari reperite in Rete, immagini delle loro abitazioni ricavate da Google Maps.

Oggi Daily Beast pubblica la conversazione con una persona che sostiene di essere l’amministratore di Porn Wikileaks e ne dice di tutti i colori. Secondo questa persona lo scopo del sito sarebbe “cacciare i gay dal porno, visto che lo hanno rovinato, ed eliminare l’obbligo sull’uso dei preservativi imposto dal Governo. La California è piena di gay messicani che adesso possono persino sposarsi, cosa davvero sbagliata”. Il tono della conversazione è quasi una conferma della sua autenticità, visto che Porn Wikileaks è pieno di riferimenti violenti e razzisti nei confronti degli omosessuali: nel posto che dovrebbe ospitare un account Twitter, per esempio, appare la frase: “Non siamo abbastanza gay per Twitter, quindi ci hanno cancellato l’account”. Il sito è ancora online – dominio registrato in Olanda, dice l’Independent – non si sa per quanto: la diffusione di quei dati e la notorietà che sta guadagnando in queste ore, infatti, potrebbe portare presto le autorità statunitensi a chiuderlo. Il suo database però è online da giorni: così come accadde con Wikileaks, non sarà semplicissimo rimettere il dentifricio nel tubetto.