Aosta-Gran San Bernardo

Come diavolo funziona il prezzo della benzina?

Come si arriva alle cifre dei distributori, tra balzelli assurdi e nuovi aumenti promossi dal governo

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La settimana scorsa il governo ha fatto nuovamente marcia indietro sui biglietti dei cinema. L’aumento di un euro per ogni biglietto è stato prima annunciato, poi ritirato, poi di nuovo introdotto e poi, stavolta, pare definitivamente annullato. Se la misura alleggerisce il prezzo del biglietto per gli spettatori, la decisione priva di ulteriori risorse l’industria cinematografica, messa già in grande difficoltà dal taglio al Fondo Unico per lo Spettacolo, il cosiddetto FUS. Da qui la decisione del governo di rimpolpare il FUS aumentando le tasse sui carburanti – “di uno o due centesimi”, ha detto Gianni Letta.

La questione è delicata per tre ragioni. La prima ragione è il fatto che, con questo gesto, il governo ha fatto una di quelle cose che si vanta di non aver mai fatto e di non voler mai fare: aumentare le tasse, anzi, come dicono loro, “mettere le mani nelle tasche degli italiani” (per questo i giornali di destra hanno tentato di ribaltare la questione, scrivendo che in Italia le tasse aumentano per colpa di Nanni Moretti e degli attori di sinistra). La seconda ragione è che quanto sta accadendo negli ultimi mesi in Nordafrica e Medio Oriente può portare a un sensibile aumento dei prezzi del greggio, e la caduta del regime di Gheddafi può compromettere i vantaggiosi accordi negoziati dall’ENI in Libia. La terza ragione è che in Italia il prezzo della benzina è una specie di matrioska: un po’ come col prezzo delle sigarette, negli anni i governi lo hanno utilizzato per grattare qualche risorsa in più da destinare agli scopi più disparati. Vediamo di capire meglio come funziona.

Il prezzo della benzina al consumo oggi si trova intorno a 1,55 euro al litro. Questa cifra si compone di tre parti. Innanzitutto il prezzo netto del combustibile: stabilito dalle aziende che vendono la benzina, comprende anche i costi logistici di trasporto del carburante e il guadagno dei gestori della pompa. Poi ci sono le cosiddette accise, cioè tasse. Alcune di queste sono delle imposte di scopo, introdotte dal governo per raggiungere determinati obiettivi: nonostante molti di questi problemi siano ormai risolti o del tutto superati, le accise a loro collegate rimangono. In questo momento, il prezzo di un litro di benzina comprende tra gli altri:

– 0,001 euro per la guerra di Abissinia del 1935;
– 0,007 euro per la crisi di Suez del 1956;
– 0,005 euro per il disastro del Vajont del 1963;
– 0,005 euro per l’alluvione di Firenze del 1966;
– 0,005 euro per il terremoto del Belice del 1968;
– 0,051 euro per il terremoto del Friuli del 1976;
– 0,039 euro per il terremoto dell’Irpinia del 1980;
– 0,106 euro per la missione in Libano del 1983;
– 0,011 euro per la missione in Bosnia del 1996;
– 0,020 euro per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004.

In totale fanno 0,25 euro, a cui si aggiungeranno i 0,02 euro destinati al Fondo Unico per lo Spettacolo. La terza voce in capitolo è l’IVA, che si calcola sia sul prezzo del carburante netto sia sulle accise: una tassa sulla tassa che quindi fa arrivare il peso delle accise assurde fino a 30 centesimi di euro per ogni litro di benzina (per il gasolio, invece, le accise pesano 0,423 euro, l’IVA 0,238; per il GPL le accise pesano 0,125 euro, l’IVA 0,132).

Mettendo tutto in ordine, quindi: stando ai dati forniti dal ministero dello Sviluppo Economico, il 21 marzo un litro di benzina senza piombo costava in media 1,527 euro. Di questi, 0,709 euro erano il costo netto del carburante; 0,564 euro erano il costo delle accise; 0,255 euro erano il costo dell’IVA. Semplificando ulteriormente: su un euro e mezzo speso per ogni litro di benzina, settanta centesimi sono il costo della benzina e ottanta centesimi sono tasse. Ottantadue, da adesso in poi.

foto: Silvio Durante/AP/Lapresse
Il 17 luglio del 1955 una macchina fa rifornimento prima della partenza
della corsa in salita per auto sportive e da turismo Aosta-Gran San Bernardo

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