La prima puntata della nuova stagione 2011 di Report è stata dedicata alla Fiat, con una dettagliata e completa storia delle sue fortune e sfortune, soprattutto negli ultimi due decenni, e un’inchiesta sulle intenzioni, le promesse, gli annunci, e le dichiarazioni dei redditi dell’amministratore delegato Sergio Marchionne.





Non granche’ come servizio, concordo, mi aspettavo di meglio.
La parte poi sulle tasse e’ proprio fastidiosa, in particolare il pistolotto sulla credibilita’.
ho trovato la parte del “vi facciamo vedere la casa di marchionne” e il confronto degli stipendi degli operai fuori luogo. Per non parlare dell’intervista al sindacato svizzero dei giardinieri.
Mi è sembrato serio che marchionne si sia fatto intervistare (gli altri italiani in genere mandano lettera dall’avvocato.)
detto ciò, continuerò a seguire report che fa giornalismo serio.
Oh mi sentivo un pesce fuor d’acqua ma vedo che molti convergono verso la mia posizione. Servizio inutilmente demagogico.
Comunque forza Report, una delle poche trasmissioni dove non si urla e si ascolta qualche voce fuori dal coro.
lavoro per una piccola azienda che esporta il 98% del fatturato e in concorrenza più o meno aperta con dei veri colossi (soprattutto italiani) con stabilimenti un po’ ovunque.
lo so che non c’entra una minchia, ma da quando so che due di loro hanno dovuto chiudere (temporaneamente) gli stabilimenti di produzione in tunisia e in egitto, mi viene un ghigno di compiacimento stampato sul volto.
Quello andato in onda dalle mie parti deve essere stato un “minority Report” rispetto a quello che hanno visto gli ultimi commentatori di questo post.
Eh si perche’ io, a differenza loro, ho avuto la possibilita’ di vedere trattati e approfonditi dei punti abbastanza importanti della questione Fiat:
- assenza, nel contratto sottoposto a referendum, di alcun vincolo per l’azienda a rispettare i piani di investimenti. Ne ha parlato un costituzionalista e si e’ discusso, per confronto, il caso tedesco.
- ruolo inesistente esercitato dal nostro governo
contrapposto al ruolo chiave rivestito invece da quello americano.
- gli aspetti significativi dell’accordo FIAT-Chrysler con la osservazione, fornita da un analista, di come una debolezza FIAT possa, paradossalmente, agevolare la scalata al 51% della casa americana.
- l’ottimistica previsione di sviluppo europeo della FIAT per il 2014 con un tasso di crescita preventivato che supera quello medio del settore e che, non si capisce come, arriverebbe ad erodere quote significative di mercato a concorrenti attualmente assai meglio piazzati in classifica. La Fiat in Europa nel frattempo registra un … forte calo!
- I dubbi di un esperto di Quattroruote sul successo dei modelli americani che la FIAT vorrebbe importare da Detroit.
- il “curioso caso” del bilancio consolidato con una liquidita’ di 15 miliardi di euro a fronte di un debito di 30 che solo parzialmente si autoestinguera’ attraverso i finanziamenti di acquisto.
- Il punto sulle inchieste della GdF, in avanzato stato di “composizione”, su i fondi accumulati all’estero dalla famiglia Agnelli.
- le “inesattezze” e i vuoti di memoria di Marchionne quando si tratta di parlare di “aiuti di stato”.
Le considerazioni su residenza, tasse e giardinieri, per chi ha saputo ascoltare, erano di carattere deontologico e non moralistico e sono state brillantemente riassunte dalla Gabba nel finale:
” Quanto e’ credibile il dirigente industriale che per perseguire i progetti di rilancio della sua azienda pone ai propri dipendenti delle scelte aut-aut( o grossi sacrifici in grado di impattare l’attuale stile di vita e di lavoro o la chiusura dello stabilimento) senza rinunciare da parte sua, neanche in nome di una opportunita’ formale, a quelli che appaiono dei semplici e non essenziali privilegi?”
Questo e’ il minority che e’ stato trasmesso dalle mie parti.
Ma sono sicuro che su Internet, da qualche parte, ci deve ancora stare. Andatevelo a cercare e rivedere.
in effetti quello della liquidità in bilancio e non usata è un bel dilemma.
mi ricorda tanto tanzi che aveva liquidità (in bilancio) ma chiedeva finanziamenti a dx e a sx sempre più elevati…semplicemente perchè la liquidità non c’era in realtà.
poi un bel giorno due revisori denunciarono la cosa e furono licenziati dall’arthur andersen (se non ricordo male), perchè la sorellina andersen consulting prendeva delle belle provvigioni facendo da tramite tra parmalat e banche per il finanziamento dell’azienda.
l’episodio era inserito nei monologhi di beppe grillo, quando ancora faceva il comico.
@pifo
ho visto anch’io il “minority report” che hai visto tu. tutti i commenti riguardanti la demagogia del taglio del servizio mi fanno venire in mente la storiella cinese di quello che indicava la luna e dell’altro che gli guardava l’indice….
Non e’ una questione di forma ma di sostanza.
Si tratta di un’azienda privata che si sta muovendo in maniera autonoma, non sta usando finanziamenti statali, ha il suo piano di sviluppo e detta le sue condizioni a lavoratori e fornitori, che a loro volta sono liberi di prendere le loro decisioni.
Quasi tutto il servizio mi ha fatto uscire come commento: quindi?
- la Fiat propone dei cambiamenti e la Fiom parla di ricatto, di diritti dei lavoratori erosi… quindi? meglio l’approccio di qualunque altra multinazionale che semplicemente l’Italia la evita?
- Marchionne dichiara obiettivi di vendita molto aggressivi… quindi? Dovrebbe forse essere piu’ umile?
- Quattroruote non crede alle macchine di provenienza Chrysler… quindi? Interessante valutazione, peggio per la Fiat se saranno buchi nell’acqua, dov’e’ lo scandalo?
- il contratto con Chrysler contiene dei possibili trucchi… quindi? E’ un problema degli americani, amministrazione e sindacati se hanno preso accordi sbagliati
- incentivi statali… quindi? Io non sono d’accordo ma sono aiuti al settore, non necessariamente alla Fiat. Non per niente se li sono cuccati anche le altre marche, come la Fiat ha fatto lo stesso negli altri paesi dove erano attivi gli stessi incentivi. L’aiuto di stato e’ un’atra cosa, e il peggio e’ che in Italia e’ sempre stato subordinato a scelte industriali che non ha alcun senso (vedasi tutti gli stabilimenti inutili sparsi per il sud Italia)
- i fornitori parlano di clima terribile per lavorare in Fiat, utili che spariscono… quindi? Ma dico, sta gente ha mai lavorato in un’azienda? Come pensano che funzioni un qualunque rapporto tra piccolo e grande? E la giornalista a chiedere “ma cosi’ non si riduce la qualita’?”, ma di cosa parla?
- c’e’ un sacco di liquidita’ che non si spiega… quindi? meglio, sicuramente interessante, domanda da fare alla prossima assemblea degli azionisti, tuttavia peggio per la Fiat se gestisce male le proprie risorse finanziarie, no?
Un ultimo contento, dato che ancora si insiste su sta cosa del 7% del costo di una macchina e’ sul personale, quindi perche’ insistere li… il nuovo contratto non riduce di 1 euro i salari, anczi li aumenta grazie al maggior numero di straordinari. Ma serve per avere certezze che se c’e’ un picco di richiesta gli stabilimenti siano in grado di produrre nei tempi previsti. Questo e’ un elemento chiave su cui si valuta il livello di servizio di qualunque stabilimento, il problema e’ che qui tutti straparlano senza avere una chiara idea di cosa voglia dire gestire la catena logistica e produttiva di una multinazionale.
E cmq sempre forza report, pero’ meglio se vi occupate di politica.
@pifo
tra tutte le cose che dici, a me ne sembra interessante solo quello sulle previsioni di crescita di quota mercato superiore alla crescita del mercato stesso.
Il resto non è un granchè, anzi alcuni punti sono a favore della Fiat:
- Quattroruote non crede alle macchine di provenienza Chrysler: eh bè;
- una debolezza FIAT possa, paradossalmente, agevolare la scalata al 51% della casa americana: scelta strategica legittima, vedremo se pagherà o meno
- elevata liquidità: di per se non vuol dire nulla, non è un fattore ne positivo ne negativo, vedremo cosa ne farà Marchionne
- debito alto: la tizia ha interpetrato male il bilancio, e Marchionne le ha spiegato che grandissima parte del debito è debito dei clienti, non è debito Fiat
- le inchieste sugli Agnelli: mah, e Marchionne che c’entra, esattamente?
- gli aiuti di stato: gli incentivi erano per tutti e non solo per la Fiat, per cui non sono affatto aiuti di stato (ciò non toglie che abbiano fatto bene a toglierli)
- ruolo inesistente esercitato dal nostro governo rispetto al governo americano: al di là del fatto che meno il governo (specie questo) si intromette negli affari Fiat meglio è, senza l’intervento di Obama la Chrysler avrebbe chiuso i battenti, Fiat no. Le due società erano in situazioni molto diverse
Altro che “dito e luna”, qui stiamo a fare il processo alle intenzioni di Marchionne, uno che ha preso la Fiat che era praticamente già fallita e l’ha portata e prendersi gratis il 20% di Chrysler.
Il piano di Marchionne andrà valutato sui risultati che otterrà o meno, non sulla base delle nostre simpatie o antipatie per il personaggio..
@ jamesnach
il piano Marchionne andrá certamente valutato in base ai risultati ma a me piace seguire i fatti anche in “corso d´opera” e farmi le mie opinioni anche prima che i risultati siano disponibili, perché anche i risultati (positivi e negativi) andranno interpretati alla luce dei fatti che saranno accaduti prima e perche´ é sempre importante sapere anche come sono stati conseguiti … certi risultati.
La trasmissione ha svolto questo servizio: fatti da poter interpretare oggi in modo da non lasciarci sorprendere da certi … risultati domani.
Per quanto riguarda la storia del debito ti consiglio di rivedere la trasmissione nel punto in cui la Gabba, successivamente alla dichiarazione di Marchionne sulla trascurabilitá della cifra, si mette a fare le somme delle voci ascritte a debito nel bilancio, dimostrando che la cifra complessiva (esclusi i rientri dai finanziamenti clienti) e´ di molto superiore a quella, con leggerezza, corretta da M. alla giornalista.
Saluti