Il Post
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Creati uguali

Il progetto fotografico di Mark Laita rivela quanto siamo simili attraverso improbabili accostamenti

28 marzo 2011

Created Equal è un bellissimo progetto fotografico di Mark Laita, che affianca foto estremamente simili di soggetti estremamente diversi, facendo risaltare la superficialità di ciò che ci distingue. Commenta sul suo sito:

In America, il divario tra i ricchi e i poveri è in crescita, il conflitto tra liberali e conservatori si sta radicalizzando, e anche il bene e il male sembrano più lontani di quanto siano stati mai. Al centro di questa galleria di dittici c’è il mio desiderio di ricordare che eravamo tutti uguali prima che il nostro ambiente, le circostanze e il fato ci facessero prendere la forma di quello che siamo.

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  • misel

    Quando si scrive “bellissimo progetto” concordo solamente per quanto riguarda la fattura estetica delle fotografie. Bellissimi ritratti, bel bianco e nero, non c’è che dire, ma cerco altro. E non lo trovo.
    Si ritorna agli studi degli stereotipi umani di Lombroso? Ai mitici ritratti di Sander? Che utilità ha l’operazione fotografica di Laita? Il suo commento è fuorviante e, a parer mio, per nulla attinente alle immagini da lui stesso realizzate. Qui non si vedono le varie tipologie umane, qui si vedono macchiette, nessun divario, come il fotografo si premura di specificare, solo una messa in scena di personaggi tutti uguali, e non a livello primordiale, ma a livello superficiale. Banale? Mi pare di sì. Obiettivo non raggiunto.

  • Davide

    Mah, non credo che si possa dare del Lombrosiano a questo progetto. Anzi mi sembra che l’intento sia l’opposto: si parte tutti uguali e poi sono elementi esterni a fare le differenze. Però, aldilà del valore estetico (che condivido), mi pare proprio che in questo il progetto non funzioni: anche spogliando i soggetti dei tratti che li rendono diversi, io tutta questa somiglianza non la vedo. E questa distanza aumenta tanto più aumenta l’età dei soggetti (è forse un po’ meno marcata nei ritratti amish vs. punk). Non è ovviamente un giudizio di valore sui soggetti ritratti, ma sul progetto in sé, che raggiunge l’opposto del suo obiettivo: ciò che caratterizza i soggetti sono proprio quei tratti derivati dal loro essere parte di un gruppo sociale. In questo senso, hai ragione: prevale, più che la similitudine, il fatto di essere macchiette. Secondo me, si è calcato un po’ troppo la mano sulla connotazione.