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Dieci stupidaggini antisemite

Assange, Galliano, Charlie Sheen solo negli ultimi giorni: come mai certe celebrities a un certo punto se la prendono con gli ebrei?

4 marzo 2011

Non sappiamo voi, ma a noi del Post non capita di sentire persone al bar, o in posta, o sul tram dire all’improvviso delle cose offensive o cretine contro gli ebrei: eppure di cose cretine e offensive se ne sentono. E invece, ciclicamente, veniamo a sapere che persone famose e importanti decidono di sfogarsi in frasi antisemite: c’è un antisemitismo dei vip? Eccone una serie.

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19 Commenti

  1. winniepooh

    Ho visto il nome “Sarrazin” e non potevo non intervenire. Soprattutto avendo anche scoperto l´articolo di fine agosto e i relativi commenti.
    Effettivamente, avendo letto il libro pochi giorni dopo l´uscita, Sarrazin ha attaccato duramente (e stupidamente) gli islamici tutti, senza distinzioni tra arabi, turchi e iraniani. Paradossalmente non ha inserito tra le minoranze straniere con basso livello di istruzione proprio i nostri connazionali, che invece, dati alla mano e esperienza concreta fatta, in molti casi vivono in una condizione di quasi analfabetismo.
    Ma vado oltre. Come notato in un intervento di un lettore ad agosto, Sarrazin non fa un´affermazione antisemita, anzi, leggendo bene l´intervista (e il libro) non esprime assolutamente antipatia nei confronti degli ebrei.
    Rileggere ora a qualche mese di distanza che Karl Theodor von und zu Guttenberg lo ha invitato a dimettersi, suona parecchio comico.
    Ultima annotazione (non riguarda questo post marzolino): in Germania ancora non sono stati presi dalla mania americanista fatta di “election days” e governatori. Da loro i presidenti dei Länder si chiamano “Ministerpräsidenten”. Nel caso di Hannelore Kraf “Ministerpräsidentin”. Ma i tedeschi non sono provinciali, noi sí.

  2. È una questione delicata, secondo me. Alcune di queste affermazioni sono antisemite e basta, ma ad esempio quella di Assange non mi pare lo sia. Se io dico che in un gruppo di persone x c’è un gruppetto di neri, o ebrei, o gay che mi fa i dispetti non sto dicendo che sono antropologicamente differenti da me, o che lo fanno perché il loro DNA me li mette contro. Però posso dire che si sono alleati per somiglianza. E’ razzismo? Non ne so abbastanza, ma è probabile che in alcuni ambiti ci siano delle lobby ebraiche e che ad alcuni la cosa dia fastidio. Poi dire che esagerino l’importanza dell’olocausto è chiaramente esagerato, ovvio. Ma non bisogna fare neanche eccesso di antirazzismo, che è quello di cui i gruppi estremisti di qualunque minoranza approfittano.

  3. dasnake

    Beh dai, antisemitismo vip, sfogarsi con frasi antisemite.
    Alcuni dei casi citati sembrano banali passi falsi, una cazzata o due puo` capitare a tutti di dirla. Accorgersene e scusarsi e` gia` qualcosa, molto piu` di quanto viene fatto in altri ambiti senza sollevare scalpore.

    Tipo: Assange nega di averlo detto (e implicitamente sconfessa quanto detto), Oliver Stone si e` scusato poco dopo “I made a clumsy association about the Holocaust, for which I am sorry and I regret. Jews obviously do not control media or any other industry”, Ken Loach parla d’Iraele, quella di Vattimo e` una battutaccia – infelice – ma antisemitismo?

    L’antisemitismo esiste, cimiteri profanati, scritte sui muri, atti di violenza nei confronti di chi si professa ebreo, sono cose reali e gravi. E in aumento.
    Fare le pulci a certe frasi pronunciate da persone famose (e solo perche` famose, Legrottaglie … Sheen … veramente ci interessa la loro opinione?) o ignorare le scuse e le spiegazioni solo per poter gridare allo scandalo non aiuta alla causa, secondo me.

  4. pablo72

    Sono d’accordo è ora di finirla con i luoghi comuni. A quando una bella inchiesta su Il Post sull’invenzione del popolo ebraico?

  5. Aggiungerei Asor Rosa, Saramago, Sergio Romano. La lista è lunga, e non è quella di Schindler.

  6. quella di Ken Loach non credo sia definibile antisemita

  7. simdrag

    concordo sulla frase di Ken Loack, non credo sia antisemitismo. “non sorprendente e comprensibile” non vuol dire essere daccordo con la crescita dell’antisemitismo europeo.non si può però negare che la controversa politica israeliana sia una delle cause.

  8. plato

    vorrei poter pensare “siamo tutti uguali”, ma non vorrei offendere i discendenti di abramo…

  9. barbarap

    io sento spesso persone anche molto diverse tra loro usare la parola ebreo o rabbino per dire che qualcuno è avaro. ma proprio spesso. inoltre c’è un tipo che è amico di un mio amico su facebook che ogni volta che israele fa una delle sue azioni terribili e inumane contro i palestinesi scrive cose del tipo “purtroppo hitler non ha finito il lavoro”. e nessuno gli dice niente, nessuno commenta. per non parlare delle volte che ho sentito dire, in circoli magari più colti, “eh sì l’antisemitismo è brutto, però gli ebrei sono un popolo molto razzista che non si è mai mischiato agli altri e prestava i soldi a strozzo”.

  10. marquinho

    Anche al sottoscritto come a Barbarap capita di sentire affermazioni molto ma molto peggiori di quelle pronunciate da Loach, Assange o Vattimo.

  11. Mi sembra assurdo inserire tra queste anche la dichiarazione di Nicola Legrottaglie affiancandola a frasi come quella di Ciarrapico o agli insulti di Galliano.
    La dichiarazione del calciatore del Milan nell’intervista riportata, altro non è che il punto di vista della Bibbia sulla situazione attuale degli ebrei; Bibbia che, successivamente, annuncia una “redenzione” per il popolo ebraico. Io non ci vedo nessun antisemitismo.

  12. barbarap

    @iRubb: non è esattamente “il punto di vista della Bibbia”, ma l’interpretazione della Bibbia di alcune correnti cristiane. La redenzione del popolo ebraico avverrà quando esso riconoscerà il vero dio. Siccome una delle radici storiche dell’antisemitismo è l’opinione che gli ebrei non abbiano riconosciuto il vero dio, anzi l’abbiano ammazzato (come si vede anche nel film di Gibson), secondo me c’è decisamente spazio per considerare antisemita questa frase. Probabilmente il calciatore l’ha detta senza considerarne le implicazioni, da buon credente ecc., ma questo non cambia la sostanza, considerando che tutte le forme storiche di segregazione ed eliminazione fisica degli ebrei, tranne il nazismo, sono nate dall’afflato di buoni credenti.

  13. oneiros

    Mi sembra che ci siano un paio di nomi che non dovrebbero proprio esserci qui in mezzo, perlomeno per come sono riportate qui.

    Quella di Ken Loach poi mi sembra veramente incredibile che possa essere considerata antisemita, da come è stata riportata qui.

  14. Considerare antisemita l’uscita di Charlie Sheen mi sembra, quello sì, una stupidaggine. Voglio dire, non è così convinto neppure il presidente dell’Adl…

  15. anders

    Sciocchezze.
    Vattimo- Quella di Vattimo era ovviamente una battuta riguardo al presunto servilismo dei media nei confronti di Israele e della sua politica. Si può discutere serenamente se questo servilismo (o, se preferite, bias ideologico) esista o meno in Italia e nel mondo, come si discute di quanto i media italiani siano influenzati da Berlusconi, dalla FIAT, o dalla famosa egemonia culturale della sinistra. Per molti – compreso me, tanto per essere chiari- il bias filo israeliano è un dato di fatto, tranquillamente spiegabile senza bisogno di tirare in ballo cospirazioni e organizzazioni segrete.
    Ciarrapico- Non ho mai capito il chiasso suscitato dalla sua uscita. Mi è parso evidente da subito che il senatore si riferisse alla visita di Fini in Israele quando, indossando una kippah, dichiarò che il fascismo era stato “il male assoluto”. Questo quindi il tradimento (delle proprie origini), nulla a che vedere con l’idea che gli ebrei siano traditori o con una componente antisemita.
    Loach- lo chiedo a voi: dovrebbe sorprendere una ripresa del più becero antisemitismo nel mondo, quando il Paese che si dichiara patria di tutti gli ebrei si lascia andare ad un’autentica spedizione punitiva in quello che è, di fatto, un enorme campo di concentramento? Al termine del blitz israeliano del dicembre 2008, si contano così le vittime: 1417 i palestinesi morti, 13 gli israeliani – di cui 10 per fuoco amico.
    Oliver Stone – sempre sulla questione se esista o no un occhio di riguardo dei media nei confronti di Israele. Sull’eccessiva enfasi data all’Olocausto dai media americani, Normal Finkelstein ha scritto un eccellente saggio, intitolato “l’Industria dell’Olocausto”. Come mai allora Finkelstein non compare fra i “VIP antisemiti” nella vostra pagina? Non è abbastanza VIP o è perché, essendo ebreo, possiede una sorta di salvacondotto?

    Non posso che concludere osservando che l’approssimazione di questa pagella dei cattivi è, in sé, la dimostrazione di una distorsione della sensibilità in senso acriticamente pro israeliano.

  16. angelom

    secondo me l’articolo strumentalizza molte frasi, tipo quella di Vattimo, un evidente provocazione sulla situazione politica e mediatica palestinese.
    Non è che chiunque critica l’operato politico di Israele è un antisemita, c’è la libertà di espressione.

  17. Ryoga

    Condivido quanto riportato da molti, non e’ che essere contrari alla politica di Israele sia per forza essere razzisti.

    Aggiungo inoltre che lo sterminio degli Ebrei non fu l’unica cosa orribile che fecero i nazisti, lo stesso trattamento fu per esempio riservato ai Rom, ne l’unico genocidio (vedasi gli Armeni), ma e’ indubbio che sia l’argomento di cui si parla di piu’. Farlo notare non e’ necessariamente antisemita.

  18. Beh, mettiamola così: nessuno dei VIP in questione ha detto “gli ebrei sono subumani” o ha affisso sulla porta del proprio negozio un cartello con su scritto “ingresso vietato ai cani e agli ebrei”.

    Se serve questo per fare dei commenti antisemiti, allora nessuno di loro ne ha fatti.

    Tuttavia nelle loro dichiarazioni – ed in diversi dei commenti a questo post – ci sono delle idee di fondo che, se non si sta attenti, portano alle discriminazioni, e se va peggio ai ghetti, e se va peggio ai forni. Le idee di fondo sono che gli ebrei abbiano un qualcosa di collettivo (un comune denominatore genetico, il legame con lo stato di Israele, la colpa storica di non aver riconosciuto in Gesù il salvatore, una mutua e sotterranea colleganza reciproca ecc.) che li rente “non noi”.

    Per fare la controprova, basta che al posto di “ebrei” ci mettiate “italiani” (ed aggiungete alla prova che gli italiani siano stati in passato vessati ed uccisi solo perchè italiani), e vedete se vi turba o no.

    Poi ci sarebbe anche i discorso delle responsabilità dei personaggi pubblici, che non mi pare secondario. Se un ebreo dice ad un suo amico ebreo che si fa sempre offrire il caffè “sei proprio un ebreo”, i due ridono. Provate a mettere la stessa frase (detta anche per scherzo) in bocca ad un insegnate nei confronti di un alunno, o di un presindete del consiglio nei confronti di un giornalista, o del papa nei confronti del rabbino capo di Roma (ok, quest’ultima fa un po’ ridere, ma solo perchè è – per fortuna – paradossale). Insomma, se sei un personaggio pubblico non puoi dire una cazzata o due come può capitare a tutti perchè hai una responsabilità diversa.

    P.S. @ pablo72: Qul è l’invenzione del popolo ebraico?

  19. anders

    @luzmic: buona parte delle frasi riportate non sono razziste o antisemite. In buona parte si tratta di legittime osservazioni e argomentazioni a proposito di Israele, della sua politica, e delle sue relazioni con il resto del mondo. Nel caso di Ciarrapico, addirittura, il riferimento alla religione ebraica e’ del tutto accidentale: se Fini avesse rinnegato completamente il fascismo indossando una sciarpa del Milan, Ciarrapico avrebbe chiesto di ordinare sciarpe del Milan. Chiaro?
    Ora, le “idee di fondo che se non si sta attenti portano alle discriminazioni” ci sono sempre e in ogni caso. Dobbiamo sempre stare attenti: quando parliamo dell’arretratezza di questo o quello stato arabo, quando parliamo dell’industriosita’ e della vita appartata degli immigrati cinesi, o del rispetto della legge che contraddistingue i cittadini tedeschi.. In tutti i casi si tratta di generalizzazioni, che rischiano di farci dimenticare che ogni individuo e’ diverso e deve essere trattato senza pregiudizi; ma in quanto generalizzazioni sono fondamentali perche’ possiamo formarci delle idee e ragionare sulle cose.
    Chi ti viene a dire che non puoi nominare qualcosa, parlarne, criticarlo anche, sotto la minaccia di un insulto (antisemita, razzista)- vuole impedirti di pensare e di parlare.
    Questo articolo, che io trovo indegno, insulta una serie di persone colpevoli solo, in alcuni casi, di muovere legittime critiche a Israele e al suo sostegno politico nel mondo. Dato che considero “antisemita” un insulto, se fossi in qualcuno dei citati, farei causa al giornale. Scherziamo?

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