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— Politica

“Un momento difficile”

L'articolo di Gianfranco Fini sui guai di Futuro e Libertà

18 febbraio 2011

Gianfranco Fini ha affrontato i problemi recenti del suo nuovo partito – l’uscita quasi contemporanea di tre parlamentari, la perdita dei numeri per costiture il gruppo – in un articolo sul Secolo di stamattina.

Sarebbe davvero inutile negare l’evidenza: il progetto di Futuro e libertà vive un momento difficile, sta attraversando la fase più negativa da quando, con la manifestazione di Mirabello, ha mosso i primi passi. Le polemiche e le divisioni esplose dopo l’Assemblea Costituente di Milano hanno creato sconcerto in quella parte di pubblica opinione che ci aveva seguito con attenzione e ovviamente fanno gioire i sostenitori del presidente Berlusconi, che già immaginano di allargare la fragile maggioranza di cui godono alla Camera. Ipotesi verosimile, vista l’aria che tira nel Palazzo e le tante armi seduttive di cui gode chi governa e dispone di un potere mediatico e finanziario che è prudente non avversare direttamente.

Eppure proprio qui sta il punto che ci deve indurre a perseverare senza eccessivi timori circa il futuro. La difficoltà di Fli e la ritrovata baldanza dei gerarchi del Pdl sono infatti fenomeni tutti interni al ceto politico, sentimenti di chi teme per il proprio status di ministro o di parlamentare o di chi aspira a divenire sindaco, assessore o per lo meno consigliere comunale. Nella società il clima è diverso: c’è preoccupazione per la situazione economico-sociale, indignazione per il degrado in primo luogo morale che caratterizza lo scontro politico, sbigottimento per l’immagine negativa che le note vicende danno dell’Italia nel mondo, angoscia per il futuro dei più giovani. È un’Italia tutt’altro che apatica e rassegnata (basta pensare all’incredibile partecipazione femminile alle manifestazioni di domenica) e resto profondamente convinto che in questa Italia largamente maggioritaria nel Paese reale quanto minoritaria nell’attuale Parlamento una voce importante possa averla quell’Italia moderata, che ha votato centrodestra, che non si rassegna a veder traditi o dimenticati i propri convincimenti e ideali. Penso a quel popolo di destra e di centrodestra che crede nell’unità della nazione e nella sua identità, nel rispetto delle istituzioni, nel senso dello Stato, nel primato della legge senza impunità per nessuno, nella meritocrazia, nel valore della dignità dell’uomo e quindi nella tutela di ogni minoranza, nella centralità del lavoro nell’economia, nel libero mercato per produrre ricchezza e nella necessità di distribuirla in modo socialmente equo, nelle riforme istituzionali per far nascere davvero la Nuova Repubblica.

A Milano Futuro e libertà ha ribadito con chiarezza e in modo unanime (compresi i dissidenti del giorno dopo) che intende difendere questi princìpi e impedire che vengano travolti dal declino del berlusconismo. Ci riconosciamo e intendiamo agire nell’ambito dei valori e della cultura politica del centrodestra, senza alcuna ambiguità né tantomeno senza derive estremiste o sinistrorse. Sappiamo che il nostro è un progetto ambizioso e quindi difficile. Ma soprattutto sappiamo che va spiegato agli elettori più che agli eletti. Ne consegue che è nella società che Futuro e libertà dovrà sviluppare le sue iniziative, tessere la sua rete, organizzare i suoi consensi. E solo quando si apriranno le urne, accada tra poche settimane o tra due anni, sapremo se avremo vinto la nostra battaglia. Fin d’ora sappiamo che vale la pena di provarci con tutto l’entusiasmo, la passione, l’impegno civile dei tanti che ci invitano, senza preoccuparsi degli organigrammi, ad andare avanti. Cosa che dopo Milano faremo ancor più convintamente.

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3 Commenti

  1. jackzz

    a questo proposito sarebbe così interessante avere l’opinione dell’on. Perina; temo tuttavia che, vista la tempistica classica dei suoi interventi, dovremo aspettare qualche rovescio di B. per averla di nuovo su questi schermi..

  2. Fini ed il suo Suicidio Politico

    Gia’ nel 2009 Fini “remava contro” nonostante la presenza nella compagine governativa di molti suoi fedelissimi; ricordate le critiche a Berlusconi espresse da Fini ad un Pubblico Ministero nell’episodio del fuori onda fatto passare in Televisione e la successiva telefonata di chiarimento dello steso Fini a Ballarò il 2 Dicembre del 2009?

    Il suo tentativo di dare la spallata a Berlusconi parte da lontano, prima ancora dell’ulteriore conferma dell’esito positivo del voto a favore della Coalizione di Centro Destra anche alle Regionali del Marzo 2010

    E’ cambiato Berlusconi, come afferma Fini anche per giustificare il suo comportamento? Forse,
    ma ad essere cambiato, molto, è certamente proprio Fini

    Fini accusa Berlusconi che confonderebbe il consenso popolare che lo legittima a governare con l’immunita’ da qualsiasi altra Autorità di Garanzia come la Corte Costituzionale, la Corte dei Conti, il Capo dello Stato, la Magistratura, il Parlamento stesso; Berlusconi confonderebbe la Leadership con la Monarchia Assoluta !

    Frattanto Fini continua a perdere pezzi anche tra i nuovi amici di cordata in Futuro e Libertà oltre a molti dei suoi amici storici di Alleanza Nazionale rimasti nel PdL

    Con alcune sue nuove posizioni ammiccanti alla sinistra, in particolare quella sui tempi per la Cittadinanza agli Immigrati, perdera’ altri suoi elettori…di sempre, molti quasi certamente a favore della Lega. Complimenti, bravo Fini!

    Qualcuno gli ricordi che per farsi rieleggere, per riottenere il consenso anche quando si ripresenterà alle Urne come Futuro e Libertà, deve poter conservare il suo storico elettorato di destra a prescindere da quanti sono gli amici di cordata che gli restano accanto in questa avventura

    E poi ! Non mollare la Carica di Presidente della Camera dei Deputati per guidare ed alimentare personalmente la sua nuova creatura, Futuro e Libertà, dimostrando per primo a se’ stesso di crederci profondamente con l’intento di conseguenza di meglio tenere unite le varie anime del suo nuovo gruppo nascente ?

    Troppi gli errori, anche grossolani, non da professionista della Politica, da vero Leader, che in molti si pensava che Fini fosse; non è possibile anche per oppportunita’ oltre che per una quesione di Etica Comportamentale ricoprire la Posizione di Presidente della Camera in posizione assolutamente “super partes” a tutela indistintamente di tutti i Deputati ed allo stesso tempo essere Leader di una delle componenti politiche della Camera stessa in una chiarissima e fisiologica condizione di incompatibilità

    Un grazie di cuore da Berlusconi, dai suoi amici e forse anche dal PD e da tutti gli altri che in questo modo possono serenamente continuare il loro” lavoro” fino a tutto il 2013 senza dover continuamente impegnarsi a cercare soluzioni piu’ o meno praticabili assieme alle relative giustificazioni da fornire di volta in volta a supporto per evitare le elezioni anticipate ormai temutissime proprio da tutti, non esclusa la Lega se solo si considera la recentissima scandalosa posizione assunta dalla stessa nella vicenda della proroga del pagamento delle multe in relazione alle quote latte in Europa

    Per ultimo, a fronte delle dimissioni di Fini dalla Presidenza della Camera dei Deputati, ormai dovute, avendo lo stesso perso i voti della maggiornaza risultata vincente dalle urne proprio in virtu’ del suo cambiamento radicale di posizioni all’interno del PdL, Berlusconi invece puo’ e deve andare avanti proprio perche’ sorretto e legittimato da una chiara e piu’ volte ribadita maggioranza parlamentare quale condizione essenziale, necessaria e sufficiente, per poter governare in Democrazia

    gianni tavano

    http://lavoro-solidarieta-progresso.blogspot.com

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