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Le armi di distruzione di massa erano una bugia

L'ingegnere iracheno il cui racconto fu usato dagli USA confessa al Guardian di avere mentito

16 febbraio 2011

Furono l’intelligence americana e quella tedesca – che gestì le sue informazioni – a dare a Rafid Ahmed Alwan al-Janabi il nome in codice di “Curveball” (palla a effetto). Janabi era stato un ingegnere chimico in Iraq, ma era scappato nel 1995 per poi ottenere asilo nel 2000 in Germania. Tre settimane dopo, a quanto ha raccontato Janabi in una confessione durata due giorni con i giornalisti del Guardian, un responsabile dei servizi segreti tedeschi lo andò a cercare dopo aver saputo della sua professione in Iraq. Janabi allora gli raccontò molte cose sulla produzione di armi chimiche in Iraq, e quelle cose furono così interessanti e articolate da diventare, nel giro di tre anni, la fonte principale del famoso discorso di Colin Powell all’ONU, quello con cui gli Stati Uniti accusarono l’Iraq di essere in possesso di armi di distruzione di massa e costruirono le ragioni della guerra contro Saddam Hussein.

Ma la fondatezza di quell’accusa è stata pesantemente messa in discussione in questi anni – nelle scorse settimane anche dal nuovo libro di memorie dell’ex ministro della Difesa americano Rumsfeld – e le nuove confessioni di Janabi aò Guardian le danno un durissimo colpo: l’uomo ha ammesso di essersi inventato gran parte di ciò che raccontò allora, a quanto si legge negli articoli di oggi sul quotidiano inglese.

«Forse era vero, forse no. Mi dettero questa opportunità, di costruire qualcosa per abbattere il regime. Io e i miei figli siamo fieri di averlo fatto e di essere stati la ragione per dare all’Iraq la possibilità di una democrazia»

«Avevo un problema col regime di Saddam: volevo liberarmene e ne ebbi la chance»

Janabi – che vive ancora in Germania, a Karlsruhe – ha raccontato di avere dato all’agente tedesco informazioni inventate su camion di armi biologiche con cui aveva lavorato a Baghdad. Raccontò di ruoli e dettagli inventati, che vennero messi in dubbio da altre testimonianze, in particolare da quella del suo ex capo interpellato a Dubai. Quei racconti arrivarono all’intelligence americana, e nel 2003 Colin Powell parlò di “descrizioni di prima mano su fabbriche mobili di armi biologiche” e disse che “la fonte è un testimone diretto, un ingegnere chimico iracheno che ci ha lavorato. Era presente durante la produzione di agenti biologici e anche quando nel 1998 un incidente uccise dodici tecnici”. Janabi aveva avuto successivi incontri con l’intelligence tedesca che aveva girato le sue informazioni agli Stati Uniti.
Ma la storia delle armi di distruzione di massa è diventata via via più fragile negli anni successivi all’inizio della guerra, e il racconto di Jalabi era già stato molto contestato. Adesso ha confessato.

“Quando penso che qualcuno viene ucciso – non solo in Iraq ma in qualunque guerra – sono molto triste. Ma ditemi un’altra soluzione. Sapete dirmela? Credetemi, non c’era altro modo di portare la libertà in Iraq. Non c’era nessuna altra possibilità»

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  • Luigi Muzii

    No! Davvero? Ma davero davero? Avvertite Camillo!

  • http://www.jarkkovalo.it/ Jarkko Valo

    È proprio vero che quando si cerca un pretesto va bene qualsiasi cosa e qualsiasi fonte.
    Almeno non c’entrano i servizi italiani.

  • jamesnach

    Che schifo… che schifo…

  • Pingback: Due notizie più una « Ilcomizietto

  • http://www.antoniopatta.it cucinatipica

    Per quello che può valere, vorrei sapere, allora, come sono morti tutti quei Curdi.

  • Lewis H. Tonna

    Sir, we still haven’t found weapons of mass destruction in Iraq!
    Comunque, nonostante la rabbia che tutta la questione mi fa, è interessante il dilemma morale dell’ingegnere; ha un che di shakespeariano. Potrai liberare il tuo paese da una dittatura trentennale che ti ha colpito personalmente e reso esule, ma al prezzo di vederlo invaso e precipitare in anni di caos. Io mi sentirei morire per il rimorso, altro che “molto triste”.

  • oscar

    Luigi Muzii
    Vai sul blog di Camillo e ti renderai conto che qualcuno doveva avvisare prima te e il post :)

  • massimo55

    http://www.camilloblog.it/archivio/2011/02/16/le-bugie-sulle-armi-di-distruzione-di-massa/
    Interessante precisazione di Rocca.
    Rimane il fatto che sembra difficile che gli USA abbiano scatenato una guerra su informazioni date da altri paesi, benché alleati.
    Diciamo che cercavano un casus belli per il lavoro insensatamente lasciato a metà con la Prima Guerra del Golfo.

  • jamesnach

    I curdi? Accadeva negli anni ’80. Vent’anni non sono uno scherzo…non è che prendi le WMD e te le metti nel freezer.
    La precisazione di Rocca che cosa vorrebbe dire?
    “Ah, già lo sapevamo che era tutta una balla, ancora rompete?”
    E ovviamente confonde le carte.
    Scrive:
    “Curveball, insomma, era una fonte dei servizi tedeschi, di un paese contrario all’intervento in Iraq.
    Il caso [..] semmai dimostra ancora una volta che gli americani non si sono inventati niente. [..] Erano anche, forse soprattutto, i paesi anti war a crederci e a passare le informazioni (o le polpette avvelenate?) agli alleati di Washington.”
    Già.
    Peccato che i tedeschi dissero chiaramente che non c’era modo di verificare la validità delle affermazioni in gioco, anzi.
    Questo ovviamente non impedì a Colin Powell di utilizzarle alle Nazioni Unite.
    “German intelligence agents warned the US in a letter that there was no way to verify Mr Alwan’s claims.
    However, his information was used in a speech by then Secretary of State Colin Powell at the UN to back military action in Iraq.”

    http://news.bbc.co.uk/2/hi/middle_east/7075501.stm

  • Fabio

    eccerto, se lo dicono i servizi tedeschi…
    che poi, nell’articolo che hai linkato, c’è giusto la riga sotto questo
    “The 60 Minutes report says the information was passed on by then CIA director George Tenet, who denies ever seeing the German intelligence letter.”

    ci sono prove dell’esistenza di questa lettera, ignorata dagli stati uniti? ma soprattutto, si può credere a questa lettera?
    “sai, c’è uno che dice che è un chimico e che saddam c’ha le armi di distruzione di massa. però boh, non mi sembra affidabile, vedi un po’ tu, intanto te l’ho detto”

  • ziodiavle

    Mi piace la tesi di Rocca… alla fine gli USA sono andati in guerra perché Germania e Francia gli hanno rifilato delle bufale.

    E poi ci lamentiamo di un presdelcons che si beve la storia della nipote di Mubarak.

  • christianrocca

    La pochezza dei commenti del Post mi stupisce ogni volta di più, specie se paragonata all’alta qualità degli articoli (anche di quei pochi che non condivido). Mi chiedo se questi tipi che commentano capiscano le parole che leggono, ammesso che leggano. Dove avrei mai sostenuto la tesi che gli Usa sono andati in guerra perché Germania e Francia gli hanno rifilato bufale? Avrò scritto migliaia di articoli (e tre libri) sull’argomento. Non è obbligatorio averli letti, ovviamente. Ma è consigliabile non sparare cazzate. Ecco, stavo per scrivere in una riga qual è la mia tesi, ma rinuncio. Tanto è inutile.

  • Luigi Muzii

    E così Camillo ha “elevato” il Post. Complimenti.
    È per il tono dei commenti, allora, che ha chiuso quelli sul suo spazio, e non c’entra un piffero che i commenti li scrivono i lettori e ognuno ha i lettori che si cerca e che si merita, nel bene e, soprattutto, nel caso di Camillo, nel male.

  • marquinho

    “Dove avrei mai sostenuto la tesi che gli Usa sono andati in guerra perché Germania e Francia gli hanno rifilato bufale?”
    “Erano anche, forse soprattutto, i paesi anti war a crederci e a passare le informazioni (o le polpette avvelenate?) agli alleati di Washington.”

    Se uno parla di “polpette avvelenate” passate da Germania e Francia deve mettere in conto il rischio di essere frainteso.

    La sua tesi che non vuole rivelarci è forse “i paesi antiwar, coscienti che l’intervento in Iraq sarebbe stato un disastro, se non altro d’immagine, volevano far fare la figura dei fessi agli Stati Uniti”?.
    In questo caso, sì che si può dire “Mission accomplished”

  • enricopsi

    Non sarebbe male una precisazione del Direttore … così capisco qualcosa.

  • massimo55

    Rocca, se con inutile intende la consapevolezza che non sposterà l’opinione di alcuni che intervengono qui spesso, può avere ragione. Io due parole per contrastare la “vulgata de sinistra” sugli americani-cattivi-che-hanno-invaso-l’Iraq-per-il-petrolio, fossi in lei, le spenderei. Così, per contrastare la banalità.

  • massimo55

    P.S. Tra l’altro basta una calcolatrice. La guerra in Iraq è stimato costerà alla fine agli americani 3000 miliardi di dollari. L’Iraq estrae circa 1 miliardo di barili l’anno. Ad un costo di 100 dollari al barile, fanno 100 miliardi di dollari l’anno. Questo significa che per andare pari, gli USA si dovrebbero rubare, intera, gratis e senza spese, l’intera produzione di petrolio dell’Iraq per i prossimi 30 anni.
    E’ stato un affarone, direi.

  • jamesnach

    @christianrocca

    Perchè al posto di pestare i piedi e scappare sul più bello non ci racconti la tua tesi, invece di piagnucolare?

    Come conciliare le tue due seguenti affermazioni?

    1. “Dove avrei mai sostenuto la tesi che gli Usa sono andati in guerra perché Germania e Francia gli hanno rifilato bufale?”

    2. ““Erano anche, forse soprattutto, i paesi anti war a crederci e a passare le informazioni (o le polpette avvelenate?) agli alleati di Washington”

    Infine:

    “Ma è consigliabile non sparare cazzate”

    Rocca, questa dovresti tatuartela sulla fronte così al mattino davanti allo specchio ti ricorderai l’impegno di giornata.
    Impegno che non manterrai, ovviamente.

  • jamesnach

    Caro Rocca, e come ce la commenti la seguente notizia, giusto per sapere?

    “Colin Powell demands answers over Curveball’s WMD lies
    Former US secretary of state asks why CIA failed to warn him over Iraqi defector who has admitted fabricating WMD evidence”

    http://www.guardian.co.uk/world/2011/feb/16/colin-powell-cia-curveball

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  • katsumoto

    james ,che insisti a fare , lo sai che i professionisti non regalano ( anche giustamamente ) le loro opinioni . Tu ora vai in edicola e ti compri il Sole:)

  • jamesnach

    @massimo55

    Premessa: i conti che hai fatto non hanno molto senso, in nessun caso.
    Il petrolio non è solo una questione di quanti soldi ci puoi guadagnare sopra ma soprattutto una questione strategica: si tratta di una risorsa fondamentale per l’economia (specie per un’economia energeticamente inefficiente come quella americana) che ha un effetto moltiplicatore che va ben al di là del semplice valore monetario della risorsa stessa.

    Tornando ai conti, non sono molto corretti, principalmente perchè tu presupponi che la produzione irachena rimarrà costante per i prossimi 30 anni.
    Il programma del governo prevede di aumentarla a 12,5 milioni di barili al giorno entro il 2017/2018, dagli attuali 2,5 circa (circa x 5): questo ha una motivazione storica e tecnologica, visto che notoriamente il sistema petrolifero iracheno è stato ultra inefficiente e le riserve sotto sfruttate.
    Questo significa che i famosi 30 anni per rientrare diventano molti meno, anche nel caso in cui ipotizzassimo una crescita molto meno ottimistica di quella prevista dal governo.
    Inoltre, se valorizziamo le riserve (solo quelle proven, pari a circa 112 mil barili) a 100$/b, si ottiene la simpatica cifra di 11.200 miliardi di $.
    Notare anche che al ritmo di 12,5 mil barili al giorno le riserve proven dureranno solo 26 anni. Peak oil…

    Qualche dato: http://seekingalpha.com/article/193859-will-iraq-s-oil-production-increasevalore monetario della risorsa stessa.

    Tornando ai conti, non sono molto corretti, perchè tu presupponi che la produzione irachena rimarrà costante per i prossimi 30 anni.
    Il programma del governo prevede di aumentarla a 12,5 milioni di barili al giorno entro il 2017, dagli attuali 2,5 circa (circa x 5): questo ha una motivazione storica e tecnologica, visto che notoriamente il sistema petrolifero iracheno è stato ultra inefficiente e le riserve sotto sfruttate.
    Inoltre, le riserve proven di petrolio irachene ammontano a circa 110 miliardi di barili, quelle not proven a circa altri 100: in sostanza, gli esperti concordano nel ritenere l’Iraq la seconda riserva petrolifera del mondo, ma molto meno sfruttata rispetto alla prima, l’Arabia Saudita.

  • jamesnach

    Ho fatto casino col copia incolla; il post corretto è il seguente:

    @massimo55

    Premessa: i conti che hai fatto non hanno molto senso, in nessun caso.
    Il petrolio non è solo una questione di quanti soldi ci puoi guadagnare sopra ma soprattutto una questione strategica: si tratta di una risorsa fondamentale per l’economia (specie per un’economia energeticamente inefficiente come quella americana) che ha un effetto moltiplicatore che va ben al di là del semplice valore monetario della risorsa stessa.

    Tornando ai conti, non sono molto corretti, principalmente perchè tu presupponi che la produzione irachena rimarrà costante per i prossimi 30 anni.
    Il programma del governo prevede di aumentarla a 12,5 milioni di barili al giorno entro il 2017/2018, dagli attuali 2,5 circa (circa x 5): questo ha una motivazione storica e tecnologica, visto che notoriamente il sistema petrolifero iracheno è stato ultra inefficiente e le riserve sotto sfruttate.
    Questo significa che i famosi 30 anni per rientrare diventano molti meno, anche nel caso in cui ipotizzassimo una crescita molto meno ottimistica di quella prevista dal governo.
    Inoltre, se valorizziamo le riserve (solo quelle proven, pari a circa 112 mil barili) a 100$/b, si ottiene la simpatica cifra di 11.200 miliardi di $.
    Notare anche che al ritmo di 12,5 mil barili al giorno le riserve proven dureranno solo 26 anni. Peak oil…

    Qualche dato: http://seekingalpha.com/article/193859-will-iraq-s-oil-production-increase

  • http://www.anakedview.com/ baku

    Certo Luca, far dare dei coglioni ai commentatori del tuo sito da uno che ce n’ha un altro…una difesa ci vorrebbe…

  • http://www.anakedview.com/ baku

    Tra l’altro, quando di uno si può dire paraculo:
    “La pochezza dei commenti del Post mi stupisce ogni volta di più, specie se paragonata ALL’ALTA QUALITA’ degli articoli (anche di quei pochi che non condivido). “

  • http://www.anakedview.com/ baku

    Tra l’altro, quando di uno si può dire Obsequium amicos, veritas odium parit:
    “La pochezza dei commenti del Post mi stupisce ogni volta di più, specie se paragonata ALL’ALTA QUALITA’ degli articoli (anche di quei pochi che non condivido). “

  • http://www.anakedview.com/ baku

    E comunque, il metodo Rocca funziona più o meno così:
    1.Trovo una notizia che mi serve per avvalorare la mia tesi
    2.Cerco su internet un qualunque articolo di stampa non italiana che sostenga la mia notizia
    3.Pubblico il tutto dicendo che è ovviamente vero.
    4.Me ne frego di mettere la notizia in un contesto con le altre notizie/versioni che potrebbero invalidare la mia notizia o tesi
    5.Perché mi interessa portare avanti la mia Ideologia e non tanto cercare quello che è successo davvero.

    “Metodo Rocca” ©

  • pet32

    Vorrei poter leggere una risposta da chi ha scritto quest’articolo sul fatto che sia una non-notizia, come scrive Rocca. Gli altri commenti senza offesa annoiano.

  • jamesnach

    La notizia è talmente una non-notizia che dopo Powell sono arrivati anche Fischer e Tenet.

    http://www.guardian.co.uk/world/2011/feb/17/curveball-doubts-cia-german-foreign

    E Rocca, quando arriva?

  • http://www.anakedview.com/ baku

    6.Rocca arriva solo quando ti può dire “Avevo ragione io!”. Quando ha torto sta zitto.

    “Metodo Rocca” ©

  • jamesnach

    Carti amici del Post,
    al posto di cancellare innocui commenti, dovreste chiedere al signorino Rocca di avere il coraggio, una volta nella vita, di discutere di quello che scrive.
    E’ troppo comodo venire qui, scrive cose del tipo:
    “La pochezza dei commenti del Post mi stupisce ogni volta di più,[..] Mi chiedo se questi tipi che commentano capiscano le parole che leggono, ammesso che leggano. [..] è consigliabile non sparare cazzate. “, e poi scappare dalla mamma.
    Altrimenti, cancellate pure il suo di commento.
    Se no è una presa in giro.