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  • Cultura
  • venerdì 11 febbraio 2011

Che cosa vuole la tecnologia?

di Kevin Kelly

Uscirà a fine febbraio per Codice Edizioni «Quello che vuole la tecnologia», il nuovo libro di Kevin Kelly, fondatore di Wired; ve ne proponiamo cinque pagine in anteprima

«Riconosco che il mio rapporto con la tecnologia è pieno di contraddizioni. E sospetto che anche voi ne abbiate di simili»

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Riconosco che il mio rapporto con la tecnologia è pieno di contraddizioni. E sospetto che anche voi ne abbiate di simili. Oggi la nostra vita è preda di una profonda e continua tensione tra i benefici dell’avere più tecnologia e la necessità personale di averne di meno. Dovrei dare ai miei figli questo o quest’altro gadget? Ho tempo di imparare a usare questo dispositivo che mi farà risparmiare tempo e fatica? E, andando più a fondo: tutta questa tecnologia che cosa assorbe dalla mia vita? Che cos’è questa forza globale che ci induce a provare amore e odio? Come dovremmo affrontarla? Possiamo opporre resistenza, oppure qualunque nuova tecnologia è inevitabile? Devo essere favorevole o scettico verso questa valanga inarrestabile di cose nuove? E ciò che decido io cambierà qualcosa? Avevo bisogno di alcune risposte che mi guidassero attraverso questi dilemmi tecnologici. Una domanda soprattutto era cruciale. Mi rendevo conto che non avevo idea di ciò che fosse davvero la tecnologia. Qual è la sua essenza? Se non avessi capito la vera natura della tecnologia, ogni volta che ne fosse uscito un pezzo nuovo non avrei avuto una cornice di riferimento per decidere fino a che grado aderirvi. Le mie incertezze sulla natura della tecnologia e il mio rapporto conflittuale con esse hanno generato una ricerca lunga sette anni che alla fine è diventata il libro che state leggendo. Le mie indagini mi hanno portato all’inizio dei tempi e in un futuro lontano. Ho scavato nella storia della tecnologia e ho ascoltato i futurologi della Silicon Valley, dove vivo, macinare scenari immaginari per ciò che verrà in seguito. Ho intervistato alcuni dei più feroci critici della tecnologia e alcuni dei suoi più ardenti sostenitori.

Sono tornato nelle campagne della Pennsylvania per trascorrere più tempo con gli amish. Ho viaggiato in villaggi di montagna nel Laos, nel Bhutan e nella Cina occidentale per parlare con gente poverissima a cui mancano i beni materiali più basici, e ho visitato i laboratori di ricchi imprenditori che cercano di inventare cose che nel giro di pochi
anni saranno considerate essenziali da tutti. Più mi spingevo a osservare da vicino le tendenze in conflitto della tecnologia, più le domande crescevano. La confusione che abbiamo su questo tema, in genere, parte da preoccupazioni molto specifiche: dovremmo consentire la clonazione umana? il continuo scambio di messaggini istupidisce i nostri figli? Vogliamo delle automobili che si parcheggino da sole? Ma via via che la ricerca procedeva mi rendevo conto che, se vogliamo davvero trovare delle risposte soddisfacenti a tutte queste domande, dobbiamo innanzitutto considerare la tecnologia come un insieme. Soltanto se ne conosciamo la storia, ne intuiamo le tendenze e le distorsioni e ne tracciamo la direzione attuale possiamo sperare di risolvere i nostri dubbi personali.

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Le pagine proposte sono tratte da Quello che vuole la tecnologia, il nuovo libro di Kevin Kelly pubblicato da Codice Edizioni (traduzione di Giuliana Olivero).

Kevin Kelly è fondatore e curatore della rivista Wired. È anche scrittore, fotografo. I suoi scritti sono apparsi su New York Times, Esquire, The Economist e altri noti periodici. Kelly ha anche diretto riviste tra cui Whole Earth Review, CoEvolution Quarterly, Signal, e alcune delle ultime edizioni di The Whole Earth Catalog. Con il fondatore di Whole Earth, Stewart Brand, ha partecipato alla creazione della comunità virtuale WELL. Ha diretto la Point Foundation, sponsor della prima conferenza internazionale degli hacker nel 1984 (prima che la parola “hacker” assumesse una connotazione negativa). Si occupa del sito www.kk.org. È autore di New Rules for the New Economy,e di Out of control. La nuova biologia delle macchine, dei sistemi sociali e del mondo dell’economia. Quello che vuole la tecnologia è il suo ultimo libro.

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