Quest’anno cade il venticinquesimo anniversario del disastro nucleare a Chernobyl. Il 26 aprile del 1986 un’esplosione in una centrale nucleare diede inizio a un incendio che durò per dieci giorni e generò una nube radioattiva che si diffuse per centinaia di migliaia di chilometri.
Gerd Ludwig è un fotografo del National Geographic. Dal 1993 è andato molte volte a visitare il sito, e lo ha fotografato con una precisione e in punti che nessuna altra persona aveva mai mostrato, anche prendendosi dei rischi. “Lo faccio per le vittime e per la loro sofferenza”, dice, “nella speranza che tragedie come quella di Chernobyl non accadano più”.
In primavera Ludwig tornerà a Chernobyl per documentare la situzione e il progresso della bonifica della zona, nonché per esaminare le conseguenze nelle condizioni di salute di chi vive nelle regioni adiacenti in Ucraina e Bielorussia. Il progetto si chiama The Long Shadow of Chernobyl ed è finanziato in parte da un sito di crowd-funding che si chiama Kickstarter e permette agli utenti di sostenere progetti meritevoli con micropagamenti. I lavori saranno raccontati in tempo reale su Facebook e Twitter.














Mi permetto di linkare questa galleria di foto scattate a Pripyat città fantasma confinante a Černobyl’ http://bit.ly/9tSn
Secondo me, in tempi recenti, sono state scattate poche foto della stessa potenza della scuola di Prypyat.
@potacchione: grazie, ottimo link.
Io mi ricordero’ sempre i servizi fotografici di Elena Filatova, che andava da sola in moto a Chernobil a fare le foto. Ora va di moda. Quando lo faceva lei un bel po’ meno.
http://demoniopellegrino.blogspot.com/2008/02/in-moto-per-le-vie-di-chernobyl.html
non preoccupatevi, avremo tutti, prima o poi, la nostra “Chernobyl” ^_^