«Stiamo andando a fuoco»

Il nuovo CEO di Nokia vuole un cambiamento radicale per rilanciare la società, messa in crisi da iPhone e Android

Dallo scorso 21 settembre, Stephen Elop è il nuovo presidente e amministratore delegato di Nokia. Già responsabile del settore Business di Microsoft, Elop ha il difficile compito di riportare sulla giusta strada la società, che da alcuni anni fatica a sostenere i ritmi della concorrenza, specialmente nel settore in piena espansione degli smartphone. In questi mesi il CEO ha analizzato la situazione di Nokia ed è ora pronto per presentare la nuova strategia per la società, che sarà annunciata venerdì prossimo a Londra.

Il Wall Street Journal, intanto, è entrato in possesso di un documento interno e riservato, inviato da Elop ai manager della società per prepararli all’annuncio di fine settimana, che non appare molto incoraggiante.

Secondo Elop, al momento Nokia è paragonabile al guardiano di una piattaforma petrolifera che si sveglia in piena notte e si rende conto che la struttura in cui si trova, in mezzo alle acque gelide del Mare del Nord, sta andando a fuoco. L’uomo ha due sole alternative: rimanere sulla piattaforma oppure vincere le proprie paure e gettarsi in mare tuffandosi da oltre trenta metri per cercare la salvezza. Nokia si trova esattamente sul punto di decidere se andare a fuoco o lanciarsi e iniziare un nuovo corso.

Mi sono reso conto che ci troviamo su una piattaforma che sta andando a fuoco. […] Nel 2008, la quota di mercato di Apple nel settore degli smartphone oltre i 300 dollari era pari al 25%, nel 2011 è arrivata al 61%. Si stanno godendo una crescita formidabile con un aumento dei profitti del 78% su base annua, se facciamo riferimento all’ultimo trimestre del 2010. Apple ha dimostrato che se progettati bene, i clienti comprano anche telefoni costosi che offrano una grande esperienza d’uso e che consentano agli sviluppatori di costruire nuove applicazioni. Hanno cambiato i giochi e, oggi, Apple tiene in mano il mercato di fascia alta.

Oltre ad Apple, ad aver messo in difficoltà Nokia ci ha pensato anche Google con il suo sistema operativo Android, che a differenza del software che anima gli iPhone può essere utilizzato su più telefoni diversi tra loro. In due anni il sistema operativo è stato adottato da numerosi produttori che lo hanno prima usato per i loro smartphone di fascia alta e ora anche per quelli più economici, andando a interessare un’area molto importante per le vendite di Nokia.

La società finlandese deve anche fare i conti con la concorrenza dei paesi asiatici, dove la produzione di telefoni cellulari economici continua ad aumentare rubandole quote di mercato. In Cina la produzione dei processori è migliorata sensibilmente, cosa che consente di realizzare prodotti di qualità a prezzi molto bassi.

Il problema più grande rimangono comunque gli smartphone e il tempo perso da Nokia per realizzare cellulari davvero concorrenziali.

Il primo iPhone è stato consegnato nel 2007 e non abbiamo ancora un prodotto che si avvicini a quella esperienza d’uso. Android è sul mercato da un paio di anni, e questa settimana ci ha rubato la nostra leadership nella quantità di smartphone venduti. Incredibile.

Elop ricorda che il problema riguarda anche i sistemi operativi utilizzati per animare i cellulari Nokia. La società ne ha da tempo in cantiere uno nuovo, MeeGo, ma la sua realizzazione sta richiedendo più tempo del previsto e il 2011 si potrebbe chiudere con la messa in commercio di un solo telefono animato dal nuovo sistema operativo. Dall’altra parte c’è Symbian, il sistema adottato su buona parte degli smartphone della società. È una piattaforma affidabile, ma rende complicata la creazione di applicazioni da parte degli sviluppatori, così per i Nokia il numero di applicazioni disponibili è drammaticamente più basso delle centinaia di migliaia disponibili per iPhone e delle decine di migliaia per Android.

Il quadro per Nokia non è per nulla promettente ed è necessario ripartire in fretta, scrive Elop, per recuperare il terreno perso negli ultimi anni e inventarsi un ambiente nuovo che metta insieme telefoni, applicazioni e servizi con una offerta paragonabile a quella messa in piedi da Apple e successivamente dai produttori che utilizzano Android.

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