• martedì 1 febbraio 2011

Cosa sono le “colonie”, negli Stati Uniti di oggi

Abitate soprattutto da immigrati messicani di seconda generazione, in Texas sono più di 2.300

C’è una zona degli Stati Uniti dove si concentrano una serie di località in condizioni di estrema povertà. Vengono chiamate “colonie” e si trovano soprattutto in Texas, al confine con il Messico. L’Economist ha analizzato la situazione in una di queste, Cameron Park: insegne scritte a mano, case intervallate da baracche e cataste di legno, marciapiedi in costruzione. Nel censimento del 2000, questo era il posto più povero degli Stati Uniti tra quelli con più di 1.000 abitanti e aveva un reddito pro capite di 4.100 dollari. Spiega ancora l’Economist che ci sono solo in Texas più di 2.300 colonie, e 400.000 persone che ci vivono, soprattutto immigrati messicani di seconda generazione. Negli ultimi vent’anni il tenore di vita è leggermente migliorato, anche grazie ad alcuni interventi statali. In ogni caso, gli abitanti delle colonie stanno aumentando, e ora si temono i rischi legati a una possibile speculazione edilizia.

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