Gli azionisti Apple vogliono i dividendi

Apple ha in cassa 50 miliardi di dollari, ma non vuole distribuirli e si tiene sul vago sui perché

Christopher Bonavico è un esperto di investimenti finanziari, gioca in borsa, possiede azioni Apple per un valore intorno ai 700 milioni di dollari e non è per niente felice della scelta della società di non distribuire dividendi neanche quest’anno. Apple ha in cassa almeno 50 miliardi di dollari, che entro fine anno potrebbero arrivare a 70 miliardi, una cifra che supera il prodotto interno lordo di due terzi dei paesi del mondo e che però rimarrà a disposizione dell’azienda per operazioni economiche e finanziarie non ancora chiare.

Dopo aver presentato i dati sugli ultimi tre mesi, con un utile netto intorno ai 6 miliardi di dollari e una crescita del 71% delle vendite, il consiglio di amministrazione di Apple non ha fornito particolari dettagli sulle motivazioni che li ha spinti a non distribuire i dividendi. Con una liquidità che supera i 50 miliardi di dollari, la società potrebbe procedere all’acquisizione di altre aziende o di brevetti importanti per rinforzare la propria posizione sul mercato, ma al momento non sembrano esserci all’orizzonte particolari iniziative di espansione.

«Apple sta distruggendo il proprio valore. Amiamo la strategia sul prodotto. Tuttavia, stanno lasciando sul tavolo una grande quantità di denaro dovuto alla grande liquidità in bilancio al di sotto del loro costo di capitale. Il denaro che hanno a disposizione non sta facendo guadagnare nulla» spiega Bonavico al Wall Street Journal. L’esperto di investimenti finanziari non è l’unico azionista che contesta le scelte di Apple sui dividenti: molti azionisti storici della società iniziano a essere impazienti e si chiedono quando potranno godere dei frutti dei loro investimenti con maggiori ritorni di denaro.

A parte Bonavico, però, pochi azionisti si sono lamentati pubblicamente per le ultime scelte di Apple sui dividendi. Del resto, il titolo della società sta andando molto bene in Borsa e il suo valore è praticamente triplicato dalla fase più acuta della crisi finanziaria del marzo 2009.

Secondo gli analisti di Bernstein Research, Apple potrebbe distribuire il 4% in dividendi, rientrare in possesso di proprie azioni per un valore di 20 miliardi di dollari e riuscire lo stesso a mettere da parte 10 miliardi di dollari di liquidità. Una cifra simile, sommata alle altre disponibilità, potrebbe lasciare la società tranquilla anche sul fronte di possibili nuove acquisizioni. Per 15 miliardi di dollari, per esempio, Apple potrebbe entrare in possesso di Netflix, il principale distributore di film e serie TV in affitto su Internet degli Stati Uniti. La società potrebbe tornar comoda per arricchire l’offerta su iTunes Store.