La politica dei videomessaggi

Ora è una consuetudine, ma in Italia tutto è cominciato il 26 gennaio del 1994

Travolto da un’inchiesta giudiziaria particolarmente complicata, domenica scorsa Silvio Berlusconi ha pensato di rispondere alle accuse e alle critiche registrando un messaggio e diffondendolo prima in tv – a Studio Aperto e al Tg4 – e poi su Internet. Seduto davanti a una scrivania, con una libreria alle spalle, il video di Berlusconi chiude idealmente il cerchio con un altro video con il quale, quasi diciassette anni fa, lo stesso Berlusconi, seduto davanti a una scrivania, con una libreria alle spalle, annunciava la sua decisione di impegnarsi attivamente in politica. Mentre è ancora tutt’altro che certo che questa vicenda possa rappresentare anche la chiusura del cerchio della sua attività politica, è un fatto che nel corso di questi diciassette anni la comunicazione politica per videomessaggi ha conosciuto una vasta diffusione, in Italia e all’estero.

Le ragioni sono molte e comprensibili: la possibilità di condensare opinioni e dichiarazioni in un messaggio che non può essere interrotto dagli interlocutori o dai giornalisti, come avviene nelle trasmissioni televisive o nelle conferenze stampa; l’attesa e l’attenzione che si creano dal momento dell’annuncio del messaggio a quello della sua effettiva pubblicazione; la facile riproducibilità del messaggio, in televisione e a maggior ragione su Internet. La storia recente della politica italiana è fatta anche di video messaggi, usati per lo più in momenti di emergenza e difficoltà. Abbiamo raccolto quelli secondo noi più curiosi e rilevanti, cominciando da quello che ha dato il via a tutto.

“L’Italia è il paese che amo”
È il 26 gennaio del 1994. Dopo mesi di indiscrezioni e speculazioni varie, Berlusconi invia una videocassetta a tutte le televisioni nazionali. Contiene quello che tutt’ora è probabilmente il suo discorso più famoso e citato, interpretato – nonostante i fogli di carta – con una scansione televisiva dei tempi e delle pause e in una scenografia esplicitamente presidenziale. Nel frattempo ne sono successe di tutti i colori, anzi, “di ogni”, ma non ci siamo ancora ripresi.

“Sgomento, esecrazione, orrore”
La sera dell’11 settembre del 2001, le televisioni italiane trasmettono il messaggio del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Normalmente il capo dello Stato rivolge messaggi a reti unificate soltanto il 31 dicembre, ma quel giorno lì il messaggio di Ciampi non fu che l’ultima delle cose eccezionali e tristemente straordinarie.
https://www.youtube.com/watch?v=8F2iT6r27UI

“Walter Veltroni es un magnifico líder para Italia y para Europa”
Primavera del 2008. Walter Veltroni è il segretario e candidato premier del PD, impegnato in una rincorsa proibitiva contro il vantaggio nei sondaggi del Popolo delle Libertà e della Lega. Le provano tutte, a un certo punto gli riesce di convincere il premier spagnolo Zapatero a rompere ogni regola del protocollo e della diplomazia, facendo un endorsement esplicito per Walter Veltroni, anzi, “mi amigo” Walter Veltroni. Caso più unico che raro di premier in carica che esprime il suo sostegno per uno dei candidati alla carica di premier di un paese straniero, durante una campagna elettorale. In quei giorni girava voce che lo staff di Veltroni ci avesse provato anche con Obama.

“Il tempo delle barzellette è finito”
Novembre dell’anno scorso, i giorni del primo caso Ruby. Mentre centrodestra e centrosinistra se ne dicono di tutti i colori sulle agenzie di stampa e sui giornali, Nichi Vendola si limita a pubblicare questo video su Youtube. La scelta funziona, il video gira parecchio e diventa una notizia. Il discorso non è particolarmente originale ma la durata è quella giusta e il presidente della Puglia riesce a esprimere i suoi concetti in modo efficace e senza ricorrere al linguaggio aulico e contorto a cui ha abituato. Unico neo: le occhiate frenetiche al foglio, tenuto in mano.

“Non esiterei a lasciare la Presidenza della Camera”
L’isola di Santa Lucia! Lavitola! L’Avanti! Non sembra passato un secolo? Invece era solo la fine di settembre. Giornate passate a decifrare la carta intestata del ministero di un’isola caraibica o la fattura di una cucina Scavolini. Nel mezzo di tutto il casino, quando i suoi avversari sembrano a un passo così dal metterlo al tappeto, Gianfranco Fini diffonde questo video, giura di non avere fatto nulla di male e mette sul tavolo la sua buona fede, dicendo che si dimetterà se dovesse venir fuori che la casa di Montecarlo è effettivamente nella proprietà di suo cognato.

“A volte chi critica è interessato a prendere lui stesso il posto di chi viene criticato”
Questo è recente: è stato pubblicato e diffuso alla vigilia dello scorso Natale. La politica italiana era reduce dalla fiducia riscossa dal governo alla Camera e al Senato e dalla decisione di due deputati eletti con l’Italia dei Valori di votare con il centrodestra. Alcuni esponenti dell’Italia dei Valori, guidati soprattutto da Luigi De Magistris, sollevano il problema della “questione morale” all’interno del partito. Di Pietro risponde con questo video, in cui li accusa velatamente di volergli solo fare le scarpe e li affianca, con qualche perfidia, ai suoi ex alleati Occhetto e Veltri.
https://www.youtube.com/watch?v=Q7PmOmMEMD4
“Non mescolate la vostra protesta con quella dei centri sociali”
Il ministro dell’istruzione si rivolge a chi guarda il video con l’esortazione “ragazzi”, seduta dietro una scrivania che potrebbe benissimo essere una cattedra, e chiede agli studenti che manifestano contro la riforma universitaria di “non farsi strumentalizzare dai baroni” e “non mescolare la vostra protesta a quella dei centri sociali”. Un predicozzo 2.0. Due settimane dopo però, a Roma, sarebbe successo un pandemonio.

“Ho avuto uno stabile rapporto di affetto con una persona”
Il cerchio, almeno quello dei video, si è chiuso domenica scorsa. Sempre Berlusconi, sempre davanti a una scrivania, sempre con una libreria alle spalle. Sempre sui telegiornali. Stavolta però per difendersi dalle accuse giudiziarie più pericolose, per lui, da quando si trova sulla scena pubblica. E per annunciare, tra le righe e di sfuggita, l’esistenza di “uno stabile rapporto di affetto con una persona”.
https://www.youtube.com/watch?v=lRaZ28CWM7g