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Le leggi sulle armi negli Stati Uniti

di Emanuele Menietti

Comprare una pistola è molto facile: ci sono dei paletti ma le leggi dei singoli stati complicano le cose

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Jared Loughner, il ragazzo che a Tucson ha ucciso sei persone e ne ha ferite altre dodici, per compiere la strage ha utilizzato una Glock 19, una pistola semiautomatica acquistata a fine novembre per 500 dollari. Loughner aveva anche acquistato due caricatori ad alta capacità, che consentono di sparare molti colpi prima di dover ricaricare l’arma, la cui vendita era stata vietata nel 1994 con una legge promossa dall’allora presidente Bill Clinton. La legge aveva carattere temporaneo e sette anni dopo, nel 2001, l’amministrazione guidata da George W. Bush decise di non rinnovarla, dando ascolto alle richieste della National Rifle Association, la più importante lobby dei possessori di armi, e della maggioranza dell’elettorato americano, che sente ancora molto l’importanza di quanto sancito dalla Costituzione statunitense sul diritto di possedere un’arma.

Il Secondo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti stabilisce infatti che:

Essendo necessaria alla sicurezza di uno Stato libero una ben organizzata milizia, il diritto dei cittadini di detenere e portare armi non potrà essere infranto.

Questo passaggio della legge costituzionale è da sempre oggetto di una accesa discussione tra chi sostiene che faccia esclusivamente riferimento alle milizie statali (esercito e forze dell’ordine) e chi ritiene, invece, che debba essere esteso a tutti i privati cittadini. La seconda interpretazione è quella che si è imposta nel corso degli anni: a questa fanno riferimento la maggior parte delle leggi e dei regolamenti dei singoli stati e anche le leggi federali sulle armi, che stabiliscono alcuni principi generali comuni per tutti gli stati.

Con intenti e obiettivi diversi, nel corso degli anni sono state approvate a livello federale sette diverse leggi sul controllo e la regolamentazione del possesso di armi da parte dei cittadini statunitensi. Si va dal National Firearms Act del 1934 al Gun Free School Zone Act del 1995 passando per il Gun Control Act del 1968.

Benché le regole cambino da stato a stato, la procedura per ottenere un’arma è simile nelle varie giurisdizioni statali. In buona parte degli stati americani chiunque abbia più di 21 anni può acquistare una pistola, mentre i maggiori di 18 anni possono acquistare un fucile o un fucile a canna liscia. L’acquirente deve presentare un documento di identità per consentire a chi gli vende l’arma di registrare i suoi dati e associarli a quelli dell’arma. Se il cliente vuole comprare più armi in un periodo di tempo inferiore ai cinque giorni, l’esercente deve inviare una notifica al Bureau of Alcohol, Tobacco, Firearms and Explosives.

Ottenere un’arma è dunque relativamente semplice, ma c’è da dire che dal 1968 grazie al Gun Control Act chi ha particolari precedenti penali ha più difficoltà a entrare legalmente in possesso di una pistola o di un fucile. I colpevoli di reati, i latitanti, gli immigrati clandestini, le persone soggette a ordinanze restrittive e chi non è cittadino statunitense non possono acquistare o possedere un’arma. Altre limitazioni sono previste per chi fa uso di particolari medicinali o di sostanze stupefacenti.

Le leggi dei singoli stati complicano però il quadro, ponendo numerose eccezioni rispetto alle leggi federali. Nel Vermont, per esempio, non sono necessari particolari permessi e non ci sono nemmeno distinzioni tra residenti e non residenti: tutti possono girare armati, eccetto in alcuni luoghi come le scuole.

In Arizona, dove Loughner ha compiuto la strage, chi vuole acquistare un’arma deve avere almeno 21 anni e dalla fine dello scorso luglio non deve più ottenere un permesso per poterlo fare. I permessi sono comunque disponibili per chi intende spostarsi in un altro stato e deve quindi dimostrare di avere i requisiti necessari per poter portare un’arma. Dai diciotto anni in su si possono portare armi e ci sono anche eccezioni per i minori di diciotto anni che hanno una loro residenza, si sono emancipati dai genitori, si trovano in una proprietà privata o sono accompagnati da chi ne fa le veci o da istruttori di caccia. Ci sono comunque delle limitazioni sulla possibilità di portare armi, come scuole e altri edifici pubblici, e altre condizioni legate alla possibilità o meno di lasciare un’arma incustodita in un’auto, per esempio.

Nella storia recente alcuni stati hanno cercato di regolamentare il possesso di armi imponendo regole molto più restrittive, spesso invano in seguito ad alcuni pronunciamenti della Corte Suprema a livello federale. Il District of Columbia vietava ai residenti la possibilità di possedere un’arma con una legge del 1975, che di fatto impediva il possesso di armi a Washington. La Corte nel 2008 ha stabilito che quella legge, rimasta in vigore per oltre trent’anni, era incostituzionale e fosse quindi da abolire perché in contraddizione con quanto stabilito dal Secondo emendamento.

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