Martedì 7 dicembre il Corriere della Sera ha pubblicato una lettera di Bruno Vespa, che raccontava di una contestazione ricevuta domenica mattina a Milano mentre presentava il suo libro e domandava se opposti estremismi non stiano chiudendo ogni spazio per i ”moderati” quali Vespa diceva di essere. Il conduttore di Porta a porta ha raccontato quanto gli è successo e ha spiegato che «Porta a porta, con i suoi limiti e i suoi difetti, è l’unica trasmissione di un certo peso non schierata a sinistra tra le tante che vanno in onda sulla Rai». Poi si è lamentato del fatto che «una fascia consistente di persone vorrebbe che Porta a porta non esistesse» e che «i nostri inviti vengono respinti da anni dai giornalisti di Repubblica e dell’Unità»: e tutto questo per via di una secondo lui crescente e pericolosa caccia ai “moderati”, dimostrata a suo dire anche dalla popolarità mediatica di una trasmissione invece schierata come “Vieni via con me”.
Il meritato successo della trasmissione di Fazio e Saviano ha un suo meno noto risvolto: la crescente intolleranza verso chi è su posizioni diverse. Nonostante anche nel mio ultimo libro, tutt’altro che militante, mi sia fatto scrupolo di affiancare posizioni divergenti sui temi più controversi degli ultimi due secoli di storia italiana, vengo rinchiuso dall’intelligencija, ora allargata al «ceto medio riflessivo», nel lazzaretto degli appestati. Ho già vissuto un’esperienza del genere: il ’93 e la caduta della Prima Repubblica. Poi arrivò inopinatamente Berlusconi a ridare voce ai moderati. Stavolta temo una involuzione peggiore e mi rifiuto di credere che chi non sta a sinistra debba rifugiarsi dietro posizioni urlate e prepararsi alla resistenza fisica.
Vespa può avere delle ragioni nel sentirsi a volte aggredito da alcuni fanatici, anche se dovrebbe porsi delle domande sulle sue responsabilità nella crescita sociale e culturale del suo paese. È invece più evidentemente discutibile il fatto che Vespa attribuisca alle cose che fa la definizione di “moderate”, per ragioni di merito e di metodo, come scrive oggi Antonio Dipollina su Repubblica ironizzando sulla “moderazione” di Porta a porta.
E dire che gli allarmi li avrebbe appena lanciati Vespa medesimo, trovando ascolto, sul presunto dilagare della tv degli altri, alla Fazio&Saviano, per cui i moderati come lui si sentono messi nell’angolo.
Con i complimenti alla moderazione, va poi rilevato che il giallo su Yara che in un primo tempo sembrava difeso a viva forza dall’intrusione dei dibattiti (pardon, delle Riflessioni) sta finendo nel solito modo.
Dal punto di vista del merito, a meno di considerare moderatismo il cerchiobottismo e la flemma dorotea, i moderati dovrebbero distinguersi per equilibrio, equità, pacatezza, sobrietà delle opinioni e del linguaggio. Tutte qualità che Bruno Vespa a volte sembra non possedere. Dal punto di vista del metodo, poi, è difficile considerare “moderato” un programma il cui conduttore, negli anni, ha ospitato risse -- verbali e fisiche -- tra politici, ha imbracciato un fucile, ha analizzato attentamente il seno nudo di una signora, ha spettacolarizzato le storie di cronaca nera con i celebri plastici e una collaudata compagnia di giro di sociologi tuttologi. Ecco una rassegna di momenti moderati di Bruno Vespa.
“Le intercettazioni sono una schifezza”
Bruno Vespa perde la pazienza intervenendo in un dibattito sulle intercettazioni su La7: prima quando Telese cerca di tirarlo in mezzo e poi quando passa a commentare la legislazione che disciplina le intercettazioni telefoniche in Italia.
“Fazio non è comunista, Fazio è solo paraculo”
Bruno Vespa commenta il fatto che Fabio Fazio non lo inviti a Che tempo che fa per presentare il suo libro.





Vespa introduce un argomento: opposti estremismi stanno chiudendo ogni spazio per i moderati? Mi sembra una domanda molto interessante che merita una riflessione seria. Ma anche qualora la si ritenesse questione di poco conto, cosa c’entra il prendere spunto per stabilire tutt’altro, ovvero se Vespa sia un moderato oppure no?
Capita spesso ultimamente che al posto di parlare dell’argomento si finisca a parlare della persona. Capita che un argomento meriti di venir discusso oppure no, serenamente oppure no, a seconda di chi lo mette sul tavolo. Capita che ogni occasione diventi una scusa per attribuire patenti, lasciapassare e autorizzazioni a parlare.
Non mi è mai piaciuta la caccia alla strega, abbiamo già vissuto periodi del genere e sarebbe meglio fare di tutto per evitare di ripeterli, ben venga un continuo richiamo sulla necessità di ostacolare gli estremismi in tutte le loro forme ed espressioni, non importa se chi lancia l’allarme si chiama Vespa o Pincopalla.
A parte che già definire, come fa Vespa, moderato Berlusconi è un abuso del senso delle parole, o uno scollamento del significato rispetto ai comportamenti: a parte questo, voglio ricordare, oltre ai lodevoli esempi che ilPost riporta qui sopra, la memorabile quanto penosa difesa, da parte dello stesso Vespa, di Di Bella e della sua ridicola cura anticancro:
per esempio
http://www.youtube.com/watch?v=6SpPDDsv4XY&feature=fvw
quello con la sessuologa che delira sui blog è da tramandare ai posteri
sembra la fiera dei mentecatti
Da notare che fa pubblicità al suo ultimo libro anche nella lettera che spedisce al Corriere. Il resto è solo rosicamento, dovrebbe chiedersi piuttosto perchè, nonostante la maggioranza di questo paese stia con il PDL, riesce a fare uno schifo di ascolti con Berlusconi in prima serata ( e avevano pure stoppato Ballarò)
Mi piacciono da morire le risse televisive e i momenti trash, quindi mi guardero’ con gusto questi clip. Vespa e’ un paraculo, si sa. Non capisco sinceramente pero’ perche’ per sostenere la tesi che non e’ un moderato mostriate i filmati della tipa con le zinne al vento (che c’entra?), la storia della Avallone e del suo decolte’ (che c’entra?) , del fatto che a suo dispetto Turigliatto litighi e vada via (e allora Vespa non e’ un moderato? Che c’entra?) Non per difendere Vespa, ma mi pare piu’ che altro una raccolta di momenti denigratori di Vespa slegati al fatto di cui si sta parlando (Vespa e’ un moderato o no?). Vi ringrazio comunque perche’ sono gustosi e vi ricordo di quando ha litigato con Dipietro dicendo che non si e’ mai visto uno condannato per fuga di notizie in procura, al che DIpietro e’ andato in escandescenze rischiando la sincope. Si dovrebbe trovare su youtube.
Devo ammettere che non guardando mai RAI e MEDIASET né tantomeno Vespa ignoravo che potesse davvero spingersi a tanto, ora capisco perché ci sono cosí tanti idioti la fuori.
La cosa che piú mi ha fatto incazzare é quando parlano dei blog dei ragazzini come se fossero dei tossici, come se fosse un reato cercare visibilitá e comunicare, come se loro fossero lí in TV per fare altro se non cercare visibilitá e comunicare, ah si é vero loro sono lí per altro, ma é molto meno nobile e se lo scrivo magari poi scattano le querele pure.
VIVA I MODERATI
E ringraziate che sono un moderato perchè se no vi avrei già rotto il c..o! Brutti s…..i, figli di p……!
invece che in tv, Vespa lo metterei volentieri in un -scusate la parola- sottoscala