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— Italia

I numeri per sfiduciare il governo ci sono, pare

Futuro e Libertà, UdC, ApI, Libdem e MpA hanno presentato una mozione di sfiducia al governo

A questo punto i deputati che sfiduceranno Berlusconi potrebbero già essere 317

3 dicembre 2010

Cominciamo da cosa è successo: al termine di un incontro nello studio di Gianfranco Fini, il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, Francesco Rutelli, Raffaele Lombardo, Giorgio La Malfa, Paolo Guzzanti e Italo Tanoni sono giunti a un accordo e hanno presentato alla Camera una mozione di sfiducia al governo, anche questa da votare il 14 dicembre. Il testo della mozione, piuttosto articolato, dice:

La Camera dei deputati, preso atto che la delicata situazione internazionale, la crisi economica e monetaria che aggredisce l´Europa e lo stato di malessere sociale di ampie fasce della popolazione italiana richiedono la piena operatività di un governo solido e sicuro; alla luce della comprovata inadeguatezza dell´attuale esecutivo a garantire, oltre alle misure di contenimento del deficit, il risanamento strutturale della finanza pubblica e il sostegno della ripresa economica e dell´occupazione; auspicando l´avvio di una nuova fase politica della legislatura ispirata al senso di responsabilità nazionale e istituzionale con un governo capace di prendere le misure adeguate per evitare il declino del Paese e garantire il suo futuro civile ed economico; esprime, ai sensi dell´articolo 94 della Costituzione, la sfiducia nei confronti del governo.

La mozione di sfiducia è stata firmata da tutti i deputati di Futuro e Libertà, UdC, ApI, Libdem e MpA. L’unico che non ha firmato è distinguo: Gianfranco Catone, deputato di FLI che a questo punto lascerà il partito di Fini per tornare nel PdL. La presentazione della mozione rappresenta un fattore di notevole chiarezza in vista del 14 dicembre. Due settimane fa, quando tentammo di fare qualche conto in vista del voto di fiducia, appariva chiaro che il principale fattori di imprevedibilità sarebbe stato rappresentato dall’atteggiamento dei deputati finiani e in generale di quelli che si collocano in quella specie di “zona grigia” per cui non fanno parte della maggioranza ma potrebbero tranquillamente astenersi o comunque prendere decisioni in disaccordo con il resto dell’opposizione.

Aver firmato la mozione di sfiducia è certamente cosa diversa dal votare la sfiducia al governo tra undici giorni, ma il dato politico è comunque significativo e permette di fare due conti con maggiore cognizione di causa. Se chi ha firmato la mozione voterà la sfiducia al governo, e dando per scontato che a questi si aggiungano i deputati di PD e IdV, la situazione dovrebbe essere questa: 85 voti per il cosiddetto “terzo polo”, 206 per il PD, 24 per l’IdV. A questi si aggiungono i deputati Giulietti e Nicco, appartenenti al gruppo misto. In totale fa 317. La maggioranza assoluta alla Camera è 316. Al conto è già stata sottratta la deputata finiana Giulia Cosenza, in gravidanza e prossima al parto. Anche la deputata del PD Federica Mogherini è prossima al parto: dovesse mancare al voto, il totale sarebbe 316.

Poi ovviamente niente è ancora definitivo, e i giornali raccontano già dettagliatamente i tentativi del governo di erodere il blocco avversario. Si parla di corteggiamenti sfrenati nei confronti di Maurizio Grassano, conteso tra Tanoni e Pionati, e della finiana Catia Polidori. Ma la situazione per il governo sta peggiorando, non migliorando.  «Facendo i conti della serva, la maggioranza non c’è più», ha detto il viceministro Castelli.

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11 Commenti

  1. booksworm

    E al Senato ?
    bisogna sperare nelle astensioni? nelle influenze ?
    (se poi fossero alla Breznev… ancora meglio!).
    BW

  2. ro55ma

    se ho capito bene, gli scenari, potrebbero essere:
    1) B. si dimette prima del voto – si apre la crisi (senza votare la mozione di Losamigos) e il Quirinale dopo le consultatio incarica uno alternativo a B. per un governo di emergenza centro-destra;
    2) B. non molla – si vota la sfiducia di Losamigos e, come da conteggi, con i numeri lo si tira giù ugualmente ma, a questo punto, il Quirinale potrebbe incaricare qualcuno per un’alleanza da Losamigos al PD di emergenza destro-centro-sinistra
    La cosa che non capisco è se l’opzione 2 è praticabile anche senza la Lega (FI è ovvio che non ci stia a parte i soliti topolini che si tuffano).
    Qualcuno mi chiarisce la questione razionale (per quella politica ci vuole la sfera, lo capisco anche da solo)
    grazie

  3. levinio

    “la comprovata inadeguatezza”.
    su quella concordo !

  4. pbocchini

    @ro55ma
    L’obiettivo di B, secondo me, e’ sperare di far bocciare la sfiducia (in fondo bastano uno o due deputati per far prevalere ancora PdL+Lega). Quando i numeri son cosi’ stretti puo’ succedere davvero di tutto: una malattia vera, un ingorgo stradale, un po’ di sfiga/culo (a seconda dei punti di vista), un finiano o casiniano che all’ultimo momento ci ripensa…
    Se la mozione venisse bocciata, sarebbe un colpo veramente duro per il terzo polo, e B ci spera molto.
    Ma se anche passasse, per un voto solo o due voti, Berlusconi avrebbe buon gioco ad andare da Napolitano e dire che non ha senso instaurare un nuovo Governo sostenuto da una maggioranza assente al Senato e variegata e risicatissima alla Camera. E, in effetti, sarebbe anche una tesi robusta. In questo modo, potrebbe puntare con decisione alle elezioni e far partire una campagna elettorale tutta e solo centrata sul fatto che Fini e’ il traditore, che e’ andato contro il volere dei cittadini, che non ha rispettato gli elettori che avevano barrato il simbolo col nome di Berlusconi, che in cerino insomma si e’ spento davvero in mano a Fini etc.
    E, verosimilmente, ci sono buone probabilita’ che una campagna del genere abbia successo e PdL+Lega prendano di nuovo il 55% dei seggi alla Camera (anche prendendo solo il 35% dei voti), senza doversi piu’ preoccupare ne’ di Casini, ne’ di Fini.
    Inoltre, in questo modo B blinderebbe definitivamente la sua elezione al Quirinale nel 2013.
    Quindi, non dimettersi e’ un rischio, certo, perche’ Napolitano potrebbe comunque far fare un Governo di centro-sinistra sostenuto anche da qualche pidiellino desideroso di lasciare la nave che affonda, ma per B potrebbe anche essere un grande trionfo. Conoscendolo, secondo me, rischiera’.

  5. pbocchini

    Ah, e l’alternativa sarebbe dimettersi, lasciare il ruolo di Primo Ministro, prendere al Governo FlI, UdC, ApI etc, affrontare i processi ed essere marginalizzato.
    Anche nella migliore dell ipotesi (per B), cioe’ un Governo Letta in cui in qualche modo gli si evitano i processi e mantiene un ruolo importante, non riuscirebbe mai, con questa composizione di Camera e Senato, a farsi eleggere Presidente della Repubblica nel 2013.
    Non credo davvero che si dimettera’.

  6. piston

    pbocchini lei vive sulla Luna.PDL+LN il 55% dei voti,da soli,non lo prenderanno né ora né quando dio in persona (dopo essersi creato) affiderà a Berlusca il compito di governare.Ché sarebbe l’unico modo in cui ci tornerebbe di nuovo.

  7. pbocchini

    @Piston, rileggendo cio’ che ho scritto, si accorgera’ che non ho mai asserito che PDL+LN possano prendere il 55% dei VOTI, ma il 55% dei SEGGI. Che e’ cosa ben diversa e, con la legge elettorale attuale, perfettamente verosimile.

  8. brattaman

    @pbocchini

    La ricostruzione è corretta, si parla tanto della mozione di sfiducia alla Camera, ma si dimentica che prima si voterà quella di fiducia al Senato dove al momento il Governo ha 161 voti che consentono di avere la maggiornaza. Forte di questo risultato Berlusconi prima del voto alla Camera può fermare tutto, salire al Quirinale da Napolitano e far presente che non c’è lo spazio per un governo tecnico. A quel punto Berlusconi avrebbe raggiunto il risultato di poter guidare il governo fino alle elezioni.

    Il 14 dicembre non bisogna dimenticare il terzo evento della giornata. La Corte Costituzionale che deciderà sull’ammisibilità del legittimo impedimento…

  9. Se fossi un costituzionalista maligno farei uscire la sentenza (anche favorevole, non importa) alle 8 del mattino del 14, e poi voglio vedere come si mette e di che parlano. Altro che fiducia :-)

    In generale credo che il berlusca avrebbe tutto da guadagnare a dimettersi un secondo dopo la probabile fiducia al senato. Ma siccome penso che, almeno politicamente, sia un fesso….penso anche che non lo farà e si farà impallinare alla camera per poter fare la vittima.

    Sulla mozione del (soi disant) terzo polo: ma se hanno i numeri per sfiduciarlo, perchè continuano a chiedergli le dimissioni?
    Fatta salva, ovviamente, l’esigenza di arrivare vivi e visibili fino al 14.

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