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L’appunto per Obama su Berlusconi

Il testo integrale del rapporto di Elizabeth Dibble, diffuso da Wikileaks

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Il sito del Guardian ha pubblicato il testo della relazione dell’incaricata d’affari dell’ambasciata USA Elizabeth Dibble dedicata a Silvio Berlusconi di cui erano state anticipate alcune frasi nei giorni scorsi. È un documento del 9 giugno del 2009 destinato al presidente Barack Obama prima della visita a Washington del PresdelCons italiano.

1. Signor Presidente, il suo incontro col Primo Ministro italiano Silvio Berlusconi cade in un momento in cui i suoi consiglieri più vicini temono che l’Italia stia perdendo la credibilità e influenza di cui ha goduto a Washington sotto la precedente amministrazione. In effetti, mentre l’Italia è stata un solido partner e alleato in quasi tutte le operazioni guidate dagli Stati Uniti nel mondo dalla fine della Guerra Fredda, le debolezze politiche interne e i guai economici stanno affievolendo la sua influenza internazionale. L’Italia continua ad appoggiare il nostro impegno in Afghanistan, Libano, Iraq e nei Balcani, ma le sue istituzioni diplomatiche, militari ed economiche, a cui il governo Berlusconi e i suoi predecessori hanno sottratto risorse, sono molto affaticate. Berlusconi e il suo governo hanno cercato di compensare la povertà di investimenti nei suoi strumenti di forza nazionale presentando l’Italia come un mediatore e interlocutore con i protagonisti difficili delle maggiori tensioni internazionali. Questo ruolo autonominato qualche volta ha complicato le iniziative internazionali. Sull’Iran, per esempio, il ruolo italiano durante il precedente governo aveva dato a Teheran l’impressione che la comunità internazionale fosse divisa. Più di recente le azioni del governo hanno dato alla Russia un palcoscenico europeo per sfidare gli interessi della Nato sulla sicurezza in Europa.

Berlusconi si presenterà certamente come la migliore speranza per moderare i comportamenti russi e cercherà da lei dei segnali che gli diano il mandato di parlare a nome dell’Occidente. Cercherà anche di usare la presidenza italiana del G8 per affrontare temi ben al di là degli obiettivi e capacità dell’organizzazione. Dobbiamo scoraggiare entrambe le tentazioni. L’Italia ha una voce importante nella comunità euroatlantica, ma i suoi sforzi si sono mostrati costruttivi solo quando intrapresi in coordinamento con gli Stati Uniti egli altri alleati maggiori.

2. La nostra relazione con Berlusconi è complessa. A parole è filoamericano e ci ha aiutato a sviluppare i nostri interessi su molti piani in un modo e una dimensione che il governo precedente non era intenzionato o capace di perseguire, sia dal suo ritorno al potere la scorsa primavera che nei suoi precedenti governi. Nei suoi primi 90 giorni ha approvato la creazione di una controversa base statunitense che era stata bloccata da un’inerzia diplomatica e un’opposizione politica antiamericana; ha eliminato le opposizioni alla presenza di truppe italiane in Afghanistan; e ci ha permesso di installare due o tre comandi Africom in Italia. Allo stesso tempo, ha criticato la difesa missilistica, l’allargamento ella Nato e il sostegno all’indipendenza del Kosovo definendole provocazioni americane nei confronti della Russia. Ha sostenuto che il colpo militare di Putin in Georgia fosse necessario per porre fine allo sterminio di innocenti causato dal presidente georgiano Saakashvili. Mostra un’esagerata sicurezza di sé basata su una solida e stabile popolarità politica che lo ha reso sordo a ogni dissenso. Lo stretto controllo che esercita sul suo governo e sul suo partito impedisce al suo staff di dargli informazioni spiacevoli. Il suo stile di governo non ortodosso, assieme alle sue frequenti gaffe verbali e agli scandali da prima pagina (comprese le liti pubbliche sui suoi pretesi dongiovannismi) hanno portato molti, anche nel governo degli USA, a ritenerlo inetto, vacuo e inefficace come leader europeo moderno.

3. Nonostante i suoi difetti personali, emarginare Berlusconi limiterebbe i livelli di cooperazione con un alleato importante. Berlusconi è uno dei politici che dura da più tempo in Europa e la sua popolarità in Italia garantisce la sua influenza del panorama politico italiano dei prossimi anni. Ha fatto terminare il periodo dei governi italiani inefficienti e deboli che hanno afflitto questo paese dalla fine della Seconda guerra mondiale. Quando è stato coinvolto con efficacia, ha dimostrato la volontà di assumere provvedimenti, anche impopolari, in linea con i nostri, incluso il sostegno all’espansione del ruolo della NATO in Afghanistan e all’entrata della Turchia nell’Unione Europea. Quando viene ignorato, tende a ritagliarsi un ruolo visibile e spesso poco utile per sé nel quadro internazionale. Avere a che fare con Berlusconi, comunque, richiede un buon equilibrio e una buona coordinazione con lui e con i suoi principali consiglieri e al tempo stesso occorre evitare di dare l’impressione che egli possa parlare a nome nostro con i leader più difficili del mondo.

4. In Italia ci sono state le elezioni per il Parlamento Europeo nei giorni del 6 e del 7 giugno, che hanno confermato il Popolo della Libertà, il partito di Berlusconi, come il principale partito dell’Italia con il 35% dei consensi, molto avanti rispetto al principale partito dell’opposizione, il Partito Democratico al 26%. Anche se Berlusconi non ha un rivale competitivo nel centrosinistra, il suo partito ha mancato l’obiettivo del 40%, e ha dovuto registrare la crescita del partito xenofobo della sua coalizione, la Lega Nord. Il PdL è un partito basato sulla personalizzazione del suo leader, l’ideologia del partito è riassumibile nel “Berlusconismo”. Il mancato obiettivo del 40% può essere attribuito alle velleità di Berlusconi, così come agli effetti di settimane di attacchi personali da parte del centrosinistra durante la campagna elettorale che hanno anche compreso illazioni su illeciti fiscali e scandali sessuali. Un effetto destinato a durare nel tempo delle elezioni sarà la crescente competizione tra PdL e Lega Nord, che ora dominano il quadro politico italiano. Le posizioni intransigenti della Lega Nord sulla sicurezza e contro l’immigrazione hanno ottenuto molta approvazione, anche se Berlusconi ha cercato di deviare il flusso di voti dalla Lega al PdL utilizzando la medesima retorica contro l’immigrazione. Inoltre, dopo questo lieve ribasso elettorale, possiamo aspettarci che Berlusconi utilizzi l’incontro alla Casa Bianca e il fatto di ospitare il G8 per mostrare agli italiani la sua importanza su scala internazionale.

5. Crisi economica
Le pratiche bancarie prudenti (qualcuno direbbe noiose) hanno consentito all’Italia di evitare il tracollo del settore finanziario. Le banche dell’Italia non si sono semplicemente impegnate sul fronte dei sub-prime, e non hanno acquistato titoli tossici che hanno causato così tanti problemi negli Stati Uniti e altrove. Ma l’Italia non è stata in grado di evitare i dolorosi effetti della recessione economica che ha seguito la crisi finanziaria. Il tasso di crescita dell’Italia, che era relativamente basso anche prima della crisi, è precipitato a causa del netto calo delle esportazioni e della ridotta domanda interna. La disoccupazione dovrebbe superare l’otto percento quest’anno e salire ancora nel 2010. Gli introiti dovuti alle imposte sono – non inaspettatamente – molto bassi. L’alto livello del debito pubblico dell’Italia e i limiti imposti dall’Unione Europea impediscono al governo di realizzare stimoli fiscali per smuovere l’economia.

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