In quelle aule, ricorderete, il 29 settembre passato, abbiamo ottenuto un voto di fiducia con un consenso elevato, il consenso più ampio di tutta la legislatura. È stato un consenso sui cinque punti programmatici e, lo ricorderete, i cinque punti che rappresentano cinque azioni strategiche per il futuro del Paese e che il governo ha già approvato per quanto riguarda il federalismo fiscale che, tra l’altro, contrasterà l’evasione fiscale, il Piano per la sicurezza dei cittadini che, tra l’altro, contrasterà anche l’immigrazione clandestina e il Piano per il Sud che mette a disposizione del sud 100 miliardi di euro. La riforma della giustizia la approveremo nel Consiglio dei Ministri la prossima settimana e la riforma tributaria è già cominciata. Sta andando avanti su 4 tavoli tecnici con le forze sociali.
Il 29 di settembre il Parlamento ci ha dato una grande fiducia.
Se qualcuno da allora avesse cambiato idea, dovrà dirlo, con chiarezza, agli italiani. E avrà il dovere di spiegare il perché.
Quei cinque punti sono l’attuazione degli impegni assunti con gli elettori, impegni che vogliamo rispettare.
Questo governo, il nostro governo, è stato eletto dagli italiani e al nostro governo non c’è altra alternativa se non quella di nuove elezioni. Nessuno le vuole perché sanno che se andassimo alle elezioni li sbaraglieremmo tutti.Noi abbiamo la responsabilità di continuare a governare, di mantenere la stabilità, di agire con efficienza, di rispettare la volontà dei cittadini, di realizzare il programma che i cittadini hanno votato.
Continueremo quindi a lavorare perché sono convinto che il Parlamento ci assicurerà la fiducia, non solo al Senato, ma anche alla Camera.Sono convinto che non ci sarà bisogno di nuove elezioni, perché il senso di responsabilità, la coerenza, il rispetto e la lealtà verso gli elettori, la necessità di evitare un salto nel buio, sono tutte ragioni per le quali i parlamentari eletti nel centro-destra saranno costretti a stare con noi, a sostenerci con il loro voto, sino al completamento della legislatura. Chi non lo farà si assumerà la responsabilità di aver tradito gli elettori e sarà segnato per tutta la vita dal marchio del tradimento e della slealtà.
Il 14 dicembre non ci accontenteremo di una fiducia occasionale, cioè basata su fragili margini numerici. Necessitiamo di una fiducia convinta e continuativa. Questa è l’unica condizione per evitare il ritorno al voto.Vogliamo realizzare con chi ci sta quel patto di legislatura del quale ho parlato nelle scorse settimane.
Questo significa – e lo ripeterò proprio alle Camere il 13 dicembre – che siamo aperti a ragionare, come sempre, con tutti, senza alcun pregiudizio, se non con l’impegno della coerenza rispetto al nostro programma e l’impegno della lealtà nei confronti dei nostri elettori. Però voglio sottolineare che restiamo e resteremo sempre aperti a discutere tutte le idee che possono migliorare la nostra azione.
Allora, cari amici, governare l’Italia, il Paese che amiamo, è una responsabilità che richiede una grande pazienza, un grande spirito di sacrificio, una grande capacità di sopportare attacchi, insulti, calunnie, processi, e ci vuole naturalmente anche una grande capacità di lavoro.
Il cambiamento dell’Italia, in senso liberale, per costruire un Paese più libero, più moderno, più sicuro, più giusto e anche più orgoglioso di sé, è l’obiettivo che non abbiamo mai smesso per un solo giorno di perseguire. E io personalmente non ho mai smesso di sostenere pubblicamente e credere intimamente nell’assoluta necessità di riavviare l’Italia su un sentiero liberale. È questo quello che ho sempre sognato e, come sapete, in genere riesco a realizzare i miei sogni.
Noi quindi vogliamo realizzare questo obiettivo e lo realizzeremo.Lavoreremo con tutta la serietà, con tutto l’impegno e con tutta la determinazione di cui siamo capaci.
Ci impegneremo dopo la fiducia che il Parlamento ci rinnoverà il 14 dicembre con uno slancio rinnovato.
A voi, amici della Libertà, affido il compito di assicurare a tutti coloro con cui verrete in contatto in questi giorni, ma soprattutto nella grande mobilitazione che abbiamo fissato per l’11 e 12 dicembre, che il nostro impegno sarà un sempre più convinto e determinato, per far uscire il nostro Paese dalla crisi, per migliorarlo, per assicurare a tutti gli italiani un futuro di benessere e un futuro di libertà.Quando oggi parliamo al telefono e non siamo convinti che la nostra conversazione sarà inviolata, sentiamo tutti di non essere in un paese davvero libero.
Grazie per quello che avete fatto, che fate e che farete.
E ricordatevi sempre che gli altri parlano, che noi invece facciamo.
Un forte, un fortissimo abbraccio a tutti voi, a ciascuno di voi.
Ancora grazie.
— Politica
Il messaggio di Berlusconi
Il premier rivendica di aver risolto "tutte le emergenze", crisi economica compresa
Il 12 e 13 dicembre si terrà una raccolta di firme a sostegno del governo
27 novembre 2010
16 Commenti
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Si son dimenticati la pernacchia finale.
6700 “presunti” mafiosi in carcere sono qualcosa di cui rivendicare il merito?
I promotori della libertà sono gli unici ancora disposti a bersi certe balle. Ricordano i promotori finanziari di fine anni 80. È finita.
Mi piacerebbe sentire i commenti di qualcuno di loro.