Il Post
— Media

The Week, settimanale per massimo quarantenni

di Mario Adinolfi

Il direttore Mario Adinolfi presenta il giornale che esce venerdì in tutta Italia

23 novembre 2010

Da un paio di mesi qualcuno, soprattutto grazie a Facebook e al sito, si è accorto che con un gruppo di amici stavamo lavorando al progetto di un settimanale che fosse immaginato, diretto, scritto, impaginato e comprato dagli italiani nati dopo il gennaio 1970. Ci abbiamo lavorato tanto che ora, eccoci qui: giovedì 25 novembre usciamo in edicola in anteprima nazionale a Roma (come fossimo un film), da venerdì 26 siamo nelle edicole di tutta Italia.

The Week è un settimanale nazionale in edicola e potete immaginare lo sforzo immane che un’avventura del genere richiede. Chi siamo? Semplice: i mitologici under 40. Allo stesso tempo però abbiamo titolato il primo editoriale: “Non siamo i giovani”. Secondo l’Istat in Italia dopo il 1 gennaio 1970 sono nate più di ventotto milioni di persone. C’è mezza Italia con potere, casa di proprietà, pensione assicurata, tfr, risparmi. The Week è scritto dall’altra mezza Italia. Nel primo numero parliamo della crisi di governo e la copertina spiega come. Pubblichiamo l’elenco dei venticinque grandi vecchi che dominano politica, editoria, banche, finanza, industria e anche cultura e spettacolo, con accanto le loro età. Così si capisce meglio. Più una serie di dati statistici sulla presenza degli under 40 nelle posizioni di potere. Presentiamo la manifestazione di sabato della CGIL e ne spieghiamo le contraddizioni. Pubblichiamo un piccolo scoop sulla vicenda Finmeccanica. Parliamo di Emanuela Orlandi e di Sabrina Misseri, di Chiara Geloni e Pierluigi Bersani.

Spieghiamo nel dettaglio come si fa a diventare giornalisti professionisti in questo paese, con tutte le informazioni per l’accesso a ogni singola scuola che porta all’esame per iscriversi all’Ordine. Pubblichiamo 3.049 occasioni per lavorare subito in Barclays o in Piaggio, in Kpmg o in Geox, in Eni o presso l’Unione europea. Regaliamo ai lettori in esclusiva i primi due capitoli del nuovo libro di Alessandro Rimassa (“quello di” Generazione 1000euro). E poi un reportage sulla strage di giovani e giovanissimi uccisi con la pena di morte in Iran; un nostro giornalista che si fa volontario tra i volontari delle notti milanesi in aiuto ai disperati e scopre che questi volontari hanno tutti meno di quarant’anni; un’analisi su XFactor; la prima intervista al ventisettenne cagliaritano Filippo Candio, che ha appena vinto ai mondiali di poker a Las Vegas oltre tre milioni di dollari (The Week ha una controcopertina e una sezione apposita chiamata Poker Week); tutti i casting per i film in preparazione e le fiction TV.

Speriamo di vendere tanto in edicola. Allo stesso tempo però abbiamo avviato una campagna abbonamenti alla versione pdf on line, perché i costi di stampa e distribuzione ci obbligano a far pagare il giornale 3,50 euro in edicola, mentre in rete si paga solo un euro. Così possiamo accontentare tutti. C’è una pagina di Facebook dove si può interagire costantemente con la redazione. E c’è il sito che qualcuno ha già imparato a seguire con costanza. Poi ci siamo noi, che abbiamo immaginato questa sfida e che ringraziamo il Post per l’ospitalità.

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  • http://xmau.com/ Maurizio Codogno

    io sono vecchio.

  • mastrox

    Comprerò il primo numero cartaceo, se il lavorò sarà all’altezza l’abbonamento on-line non me lo toglie nessuno. Quanto è bello vedere che qualcosa si muove, il Post, il Week. Finalmente.

  • pifo

    Il primo settimanale con la data di scadenza del direttore:
    Da consumarsi preferibilmente entro il 15.08.11

  • Pingback: Tweets that mention The Week, settimanale per massimo quarantenni | Media | Il Post -- Topsy.com

  • http://protozoico.blogspot.com/ Alessandro

    Se al 1° gennaio 2011 la dicitura non cambierà in “Il settimanale degli italiani nati dopo il 1° gennaio 1971″ non avrà mai un soldo da me.

  • http://gianmarcoaltieri.blogspot.com/ Gianmarco Altieri

    È vero Mastrox, anch’io la vedo così. Qualcosa si muove, ed è qualcosa che non sa di muffa o di già visto. Speriamo tutto ciò rappresenti una sorta di spinta anche per altri settori dell’informazione. E che da lì, dall’informazione, possa magari nascere qualcosa d’altro. Aspettiamo l’uscita di giovedì 25 per Roma e venerdì 26 per “the rest of us”!

  • ro55ma

    A titolo di cronaca: per il progressivo squilibrarsi anagrafico della società italiana, possiamo supporre che fra dieci anni il soggetto (medio) abilitato a comprare WEEK sarà figlio di bravi genitori rumeni, cinesi o megrebini, mentre l’italiano fra i 41 e gli 85 anni, oltre a non fregargliene assolutamente nulla di WEEK e della “guiovanilità” di chi lo scrive, continuera a governare tutto, decidere tutto, pensando principalmente ai problemi che gli derivano (anche) dall’invecchiare…;-)

  • http://sgangheropoli.blogspot.com dalecooper

    La danno la bustina di Soylent verde?

  • alessandroorlando

    Mah, leggendo qualche articolo mi sono accorto che nel quartiere dove vivo non è che veda queste gran pensioni, mentre, magari spesso, i figli hanno la partita IVA (imbianchini come se piovesse) e girano col SUV.
    Evidentemente viviamo in quartieri diversi, è fatto così il mondo.

  • ro55ma

    @alessandroorlando: yesssssssssssssss!-)) ma ad un sacco di gente piace raccontarsela diversamente.

  • pippo77

    Ma perche’ D’Alema e non Bersani?

  • piti

    Le premesse fanno discretamente pena.

  • vg81

    A me sembra una gran bella iniziativa. Meno male che c’è qualcuno che chiacchiera meno e sul tema del ricambio generazionale si dà da fare. Un giornale, peraltro settimanale, mi sembra una scelta molto coraggiosa e utile. Io, comunque, sono curiosa e acquisterò The Week. Poi vi saprò dire. Ma commentare negativamente una iniziativa come questa mi sembra da scemi…

  • Pingback: The Week, contenuti giovani sul vecchio cartaceo « Indrit Maraku

  • billy7719

    Ma perche’ questo nome orrendo?

  • vg81

    A me piace: come il Post. Sono bei nomi, quattro lettere, immediati. Week e Post possono essere due belle gambe per le idee nuove, date retta a una cretina.

  • Pingback: The Week, settimanale per massimo quarantenni – Il Post « PokerBit

  • Pingback: trivigante e la tregenda » dal greco mythos e logein (parole a caso)

  • http://polarizzati.wordpress.com carcas

    I casting aperti per cinema e TV: fondamentale per l’inserimento dei giovani nella società.

  • Pingback: EDITORIA: IN EDICOLA ‘THE WEEK’, SETTIMANALE DEGLI UNDER 40 – IRIS Press – Agenzia stampa nazionale « PokerBit

  • http://www.flickr.com/photos/mezzobuio/ Fabio Venneri

    sì ma il poker perché?

  • http://plus1gmt.wordpress.com plus1gmt

    Idea lodevole, ma continuo a fidarmi più degli over 40, anzi, over 50, così mi tolgo dall’imbarazzo di non aver fiducia in me.
    “Sui giovani d’oggi ci scatarro su” (Manuel Agnelli)

  • Pingback: The Week, la voce di una generazione senza voce. « Revolverit

  • Pingback: In bocca al lupo, Mario – L’Espresso « PokerBit

  • Pingback: Venerdì esordisce finalmente The Week, il settimanale di Mario Adinolfi di e per gli under 40 « Stampacadabra

  • pierbacco

    Essendo nella giovinezza della vecchiaia, plaudo a The week e ad ogni saggia iniziativa dei “mitologici under quaranta”. Però fate tanto e fate in fretta perchè…ruit hora.

  • Pingback: The Week, solo sei hai meno di 40 anni

  • joglar

    Ma perché il titolo in inglese? Che poi “The Week”esiste già qui negli Stati Uniti.

  • arnold

    Non il settimanale delle eccellenze. Il settimanale dei nati dopo il 1° Gennaio 1970. E neppure il settimanale degli under 40. Il settimanale dei nati dopo il 1° Gennaio 1970.

  • tomaso

    Ho visto il battibecco tra Lei e il Sig. Adinolfi e non mi è potuto sfuggire il Suo “falliti” a chi a 37 anni ha problemi nel pagare l’affitto o trovare un lavoro. Sa, io di anni ne ho 39 e 3 anni fa ho messo su un’azienda. In piena crisi. Ho dormito 6 mesi su una tavola di legno in magazzino, investito tutte le risorse economiche a mia disposizione, rinunciato ad uno stipendio e alla pizza. Ho dormito poco di notte e lavorato più o meno senza riposo. Rinunciato all’idea di potermi fare una famiglia. Pagato l’Imps facendo un mutuo (nella consapevolezza che non avrò mai una pensione). Pagato le tasse fino all’ultimo centesimo. I mutui (4) e il leasing. Insomma, non ho mai fatto il “furbo”, passando quindi per idiota. E sa qual’ era lo scopo? Creare dei posti di lavoro. Pagare delle persone per far in modo che si potessero creare un futuro. Costruire una famiglia, pagare una casa e avere soddisfazioni. Figli. Realizzare il sogno di qualche extracomunitario. E forse anche il mio.

    Poi c’è il mondo lì fuori, fatto di persone “furbe”, di clientelismi e piccole tangenti. Di banche che ti tengono la punta della spada al collo. Non sono riuscito ad abituarmi.

    Ora vado a casa la sera e non so se potrò mangiare. Se domani potrò pagare l’affitto, la luce e l’acqua. Il gas. Sa Alessandro, ora fa freddo e il mio riscaldamento è spento e ho la punta del naso congelata; ma continuo a pagare le tasse, i fornitori, i mutui, leasing… Continuo a sperare di potercela fare, pur rinunciando alla dignità di una vita normale. Con i denti. Pur dividendo i due euro che mi trovo in tasca con chi, più sfortunato di me, chiede l’elemosina fuori dal supermercato.

    Poi accendo la TV e mi sento dire FALLITO.