Devo dire che se rompo le scatole ai miei colleghi di partito mi guadagno la fama del coraggioso e se invece faccio rilevare qualcosa agli esponenti di SeL divento per qualche motivo un infame disfattista.
Ivan Scalfarotto, vice presidente del PD
— ilcaso
Scalfarotto e la criticabilità di PD e SeL
17 novembre 2010
11 Commenti
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Buongiorno Ivan, ben alzato.
Sarebbe utile chiedersi come mai SeL ha tutto questo appoggio mediatico a “sinistra” …
oh, finalmente! stavo iniziando a chiedermi quando un esponente del pd avrebbe iniziato a lamentarsi della galoppante sinistra e libertà…
@dalecooper: “appoggio mediatico”? di cosa parli, di grazia? se parli di appoggio mediatico a “sinistra”, beh, ho come l’impressione (ma certo mi sbaglio) che il fatto che SeL sia un partito di sinistra, senza tutti quei problemi che il pd è costretto a porsi (essendo un “partito di governo momentaneamente all’opposizione”, o meglio, un partito di “governo ombra”), aiuti. no?
inoltre. il pd ha, con ogni evidenza, un certo timore di SeL (oh mio dio, questi sono più di sinistra di noi, e noi dovremmo essere di sinistra, no? e poi ci battono alle primarie e ci costringono a dimetterci, o mio dio, non bastava berlusconi, ci voleva pure sinistra e libertà a sottrarre spazio vitale alle nostre magnifiche sorti e progressive!); e, onestamente, che scalfarotto si metta a frignare mi sembra niente più che idiota.
le volete vincere le elezioni? allora almeno FATE FINTA di essere uniti, di essere d’accordo, cazzo, FATE FINTA! non sono bastati centocinquant’anni di mazzate in testa per colpa della divisione interna?
e in tutto questo, io voto pd (turandomi il naso, certo, ma l’ultima volta che ho votato c’era la binetti). tanto per chiarire.
@mempsaia, ti do la soluzione dell’indovinello: SEL e’ una versione piu’ sapida, alle cime di rapa, della mozione identitaria di Veltroni. Invece del ticket iperuranico Kennedy / Berlinguer, abbiamo le essenze ipnotiche dei partigiani alle bucce d’arancia.
Il nodo che SEL non risolve, anzi contribuisce ad ingarbugliare, e’ la relazione della “sinistra” con le istanze delle classi deboli. Invece di rivolgersi pragmaticamente a queste, si persevera a cercare interlocutori nell’ “Italia migliore”. Si continua cioe’ a circoscrivere il messaggio alle elite borghesi ed a continuare con l’atteggiamento presuntuoso che ci ha condannato alla sconfitta (non a caso, l’endorsment, scandaloso, di Vendola sposta i voti di Milano centro verso Pisapia).
@dalecooper: fatto copia a size 32 della tua soluzione dell’indovinello (..le essenze ipnotiche.. sono da incorniciare).
Grazie.
Rimane, tutto intero, il problema, ovviamente-)
@ro55ma: troppo buono :)
La mia “soluzione” al problema e’ la lunga marcia bersaniana di ricostruzione del rapporto del partito con le classi deboli. Una versione organica delle famose “lenzuolate”.
@dalecooper
l’approccio è condivisibile e avrebbe anche probabilità maggiori se “solo” Bersani fosse meno solo-isolato-boicottato.
Ma la storia va avanti da troppo e c’è solo da sperare che un qualche capolinea-luceinfondoaltunnel arrivi ma non si riveli treno.. ;-)
io scrivo in un italiano troppo complesso, mi scuso. intendevo solo dire che il problema del pd non è sinistra e libertà, è il pd. e se il pd continua a presentare sinistra e libertà come un problema, perderà anche i voti delle “elite borghesi” e gli rimarrano solo i voti degli iscritti e di quelli che, come me, si turano il naso. e intanto, la lega si masturberà nel sottrarre al pd le cosiddette ‘classi basse’, perché intanto il pd era tutto intento a riprendersi la borghesia dalle grinfie di sinistra e libertà.
più chiaro?