Il Post
— Cultura

La guida per pedofili su Amazon

Un libro in vendita sul sito ha acceso le proteste di migliaia di utenti

Amazon ha difeso la sua presenza sul sito, ma ora la pagina non è più disponibile

11 novembre 2010

L’e-book The Pedophile’s Guide to Love and Pleasure: a Child-lover’s Code of Conduct (La guida del pedofilo all’amore e al piacere: un codice di condotta per gli amanti dei bambini) in vendita su Amazon ha scatenato le proteste di migliaia di utenti che hanno minacciato di boicottare il sito. Amazon ha difeso la presenza del libro sul sito, ma da qualche ora la pagina in cui era possibile comprarlo non è più disponibile.

Quando l’e-book era ancora acquistabile sono apparsi oltre duemila commenti di utenti che ne lamentavano la presenza e molti siti di informazione americani se ne sono occupati, spingendo Amazon a diffondere una comunicazione in difesa del libro o, meglio, in difesa della libertà di espressione.

Amazon crede che decidere di non vendere certi libri perché non si è d’accordo con il messaggio sia censura. Amazon non appoggia o promuove crimini o atti d’odio, ma appoggia il diritto di ogni individuo di prendere da solo le proprie decisioni.

MSNBC scrive che, come azienda privata, Amazon ha il diritto di vendere ciò che vuole finché è legale. Vende già libri in difesa dell’Olocausto o di altri gruppi simili, o video di combattimenti tra cani o galli. Nel 2002 Amazon ricevette critiche simili per un altro libro sull’argomento, Understanding Loved Boys and Boylovers, e lo difese appellandosi al Primo Emendamento. Il libro è ancora in vendita sul sito.

Questa era la descrizione del libro da parte dell’autore, Phillip R. Greaves II.

Questo è il mio tentativo di rendere le situazioni pedofile più sicure per i ragazzi che se ne trovano coinvolti, stabilendo determinate regole per gli adulti. Spero di riuscirci appellandomi ai lati positivi dei pedofili, con la speranza che seguano i consigli e possano venire odiati meno e condannati a pene minori, in caso venissero arrestati.

La CNN ha intervistato l’autore del libro, che ha difeso così la propria guida.

«I veri pedofili amano i bambini e non farebbero mai del male a loro» ha detto Phillip R. Greaves II al telefono con CNN. Ha poi aggiunto che il libro è un manuale che detta delle linee che non dovrebbero mai essere superate. «La penetrazione è fuori discussione. Non puoi farlo con un bambino, ma i baci e le carezze non credo siano un grande problema».

Prima che la notizia apparisse sui siti americani, la guida aveva venduto una sola copia. In un solo giorno, da quando se ne è iniziato a parlare, il libro è entrato alla 65esima posizione dei più venduti di Amazon.

TAG: , , ,
  • thecaulfield

    bleah!

  • Pingback: Tweets that mention La guida per pedofili su Amazon | Cultura | Il Post -- Topsy.com

  • mastrox

    Non sono certo a favore della censura, ma argomentazioni di questo genere mi fanno venire la nausea.

  • http://trentasei.tumblr.com/ trentasei

    interessante leggere i commenti su techcrunch.
    http://techcrunch.com/2010/11/10/amazon-pedophile/

    il dibattito è più o meno :

    “siccome qualcuno ti dirà sempre cosa è giusto e cosa è sbagliato, lascia alle persone la libertà di giudicare: la censura non è mai una risposta.altrimenti si finisce coll’ andare in Iran.Non si poteva nemmeno parlare di omosessualità, una volta.”

    vs

    “Sì, ma a tutto c’è un limite. Questa è una guida per pedofili! Non puoi incitare alla pedofilia, alla violenza. E il parallelo con l’ omosessualità è fuorviante e uno straw man argument.(termine imparato da sofri, e qui usato più volte.e lo trovo corretto.). Un limite dev’essere posto!”

    Io sarei tendenzialmente più per la libertà di scrivere quel che si vuole, e lasciare alla cultura delle persone, la scelta. Un po come ci sono i criminali, e li si lascia parlare.Ma non uccidere.Il limite c’è ed è delicato, è evidente.ma non credo nel proibizionismo, in genere.è lasciando parlare della cosa, che se ne possono evidenziare le criticità e discuterle e condannarle. peggio se le si lascia sotto il tappeto.

    Ci vorrebbe un libro che replicasse a questo, piuttosto: una specie di commento dialettico che fosse d’obbligo vendere assieme per smontare in modo critico le eventuali tesi pro-predofilia. lo troverei più educativo che la banale censura.

    i lettori del post cosa ne pensano?

  • piti

    I pedofili non hanno scelta. Non è come un libro sugli orologi di lusso, che poi uno decide se spendere o no ventimila euro per un Rolex. I pedofili sono persone malate.
    Nessuno credo ami la censura, almeno fra coloro che bazzicano IlPost, ma qui la cosa è diversa. Non ci si può sollevare dalla responsabilità di giudicare in nome della libertà e del rigetto della censura.

    E osservo, sia pur comprendendo con quale spirito sia stato apposto l’inciso, che si dice che Amazon già vende video con combattimenti fra animali. Ecco, sarò fatto male, ma qualcosa mi stona, nel parallelo.

  • achiarini

    @trentasei

    Non sono troppo d’accordo. Non puoi obbligare le persone a pensare diversamente. Non è diverso dallo Stato che raccontava Burgess. Del resto non mi sembra che si possa parlare di censura dato che, fortunatamente, Amazon non è l’unico canale per divulgare un libro.
    Sulla vicenda penso che sia pubblicità per Amazon. Che poi questo tipo di pubblicità costituisca un ritorno positivo di immagine è da discutere e comunque difficile da misurare. E’un po’ come le campagne di boicottaggio delle major company: non mi pare abbiano smesso di comprare scarpe e palloni da Nike o benzina da Esso e/o Agip.

    Sulla pedofilia però vorrei dire qualcosa di OT: al di là che significa qualcosa di completamente diverso, ma si potrebbe fare una legge contro lo sfruttamento di minori che impedisca
    * ai bambini di partecipare a qualunque programma che contenga al suo interno spazi pubblicitari
    * ai bambini di partecipare a spot pubblicitari
    * alla pubblicità di beni per bambini in programmi destinati ai bambini
    * ai giornalisti di chiamare bambini i 17enni solo perché sono minorenni (questo lo so che non si può).

    oltre a tutte quelle cose sacrosante che riguardano lo sfruttamento sessuale.
    Il punto è che sono molto preoccupato sull’uso sconsiderato dei “bambini” in televisione la cui attenzione morbosa nei loro confronti a mio avviso è più preoccupante di un libro per pedofili (che poi se uno è pedofilo ed è malato non è che si ammala leggendo un libro).

  • http://trentasei.tumblr.com/ trentasei

    @piti : sì, infatti quello dei galli è lo straw man argument, più o meno. concordo su quello. ero e sono in dubbio se dare la voce a queste argomentazioni non sia però anche l’occasione per ribatterle, punto per punto, anzichè lasciarle comunque nei canali della cultura pedofila dove può diciamo proliferare liberamente senza contestazioni di sorta. non so se mi sono spiegato, su quale sia il mio intento. un po’ come dire che ai negazionisti non vieterei di parlare in aule universitarie, ma permetterei di parlare con un contraddittorio. così si può risolvere qualcosa meglio che tacendola. ma forse sbaglio.

    @achiarini: nessuno intende obbligare le persone a pensare qualcosa, ma a dargli solo una panoramica completa col libro allegato, almeno nel mio intento. poi la libertà di scelta è comunque del singolo, e non c’è divieto o norma che tenga, sarebbe folle pensare il contrario. (e la lobotomizzazione al bene in arancia meccanica risultava una forma di violenza altrettanto forte quanto la libertà del male. diverso è il divieto.)

  • Pingback: libri da bruciare? | Alaska

  • piti

    @trentasei:
    non so se i negazionisti siano persone sane, ma mi sento di affermare che i pedofili sono malati. E per questo sostengo che ogni atto che li incoraggi psicologicamente o li aiuti materialmente a cadere in preda alle loro ossessioni e a metterle in pratica non sia una dclinazione come le altre della libertà. Temo che quel libro sia un supporto per la loro patologia. Non per la cura, dico, della patologia: proprio della patologia.
    Come un etilista che si trovi dei libri che esaltano gli aspetti sociali e culturali del bere alcolici.
    E con l’aggravante che il pedofilo il male non lo fa a sè, ma a dei bambini. Indifesi e innocenti.
    Per questo mi sento di essere netto e censorio, per il meno di nulla che valgono le mie parole. A volte mi pare necessario assumersi la responsabilità di interpretare le cose al di là degli schemi consueti.
    Censura sì/no e cose così.

    Esistono limiti che derivano da valori più grandi persino della libertà, a volte. Per esempio, in guerra. E per esempio, nel caso della pedofilia.
    Almeno questo è ciò che penso.

  • http://trentasei.tumblr.com/ trentasei

    @piti. concordo. ma non pensi che sia più utile l’obbligo di vendere un libro contradditorio accanto, ad esempio ? cioè, dare l’ opuscolo all’ etilista che beve la bottiglia spiegandogli perchè, la sua, è una malattia, e perchè sta facendo del male, e non del bene, ai bambini.

  • idonthavetimeforthiscrap

    Che tristezza.

  • achiarini

    @trentasei.
    capisco: la pongo cosi. Nelle opere di intelletto però ci sono idee e non crimini. Comunque sia penso criminalizzare l’idea sia una cosa sbagliata perché si mette nelle mani di qualcuno (lo stato, una confessione organizzata) la decisione se censurare o meno un’idea.
    Il voler abbinare ad un libro che ha un’idea universalmente ritenuta aberrante con un altro di uguale intensità e segno contrario sia una sorta di violenza.
    Del resto, se supponiamo che la pedofilia sia una malattia (cosa di cui per ignoranza non sono sicuro), non ritengo che dare una spiegazione razionale possa aiutare una persona che ha dei disturbi di tipo irrazionale. Tutte le persone che fumano che conosco sanno di cosa moriranno con tutta probabilità, ma continuano a farlo anche se lo leggono una ventina di volte al giorno sul loro pacchetto.

  • Pingback: Sesso, droga e ebooks | Giorgio Gianotto

  • Pingback: Gestire i canali social aziendali: come e quando moderare i contributi degli utenti | YDL