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— Italia

Marchionne da Fazio

L'intervista e le parole incriminate sulla FIAT e l'Italia

«Dei due miliardi di utile operativo del 2010 nemmeno un euro è fatto di Italia»

25 ottobre 2010

L’amministratore delegato della FIAT, Sergio Marchionne, ha rotto ieri la sua abituale diffidenza verso la partecipazione a programmi televisivi ed è stato ospite a Che tempo che fa, la trasmissione condotta su Raitre da Fabio Fazio. Si è discusso di molte cose che hanno a che fare con la FIAT, con l’Italia e col suo sistema di relazioni industriali, e ha generato molte polemiche una frase in particolare detta da Marchionne.

Commentando i risultati ottenuti dalla FIAT nell’ultimo anno, l’amministratore delegato ha constatato che dei due miliardi di utile dichiarati dalla fabbrica automobilistica nessuno viene dall’Italia, le cui fabbriche producono tutte in perdita. Fazio ha risposto: «Lei sta dicendo che volendo FIAT potrebbe fare a meno dell’Italia?». Marchionne ha detto: «Io le sto dicendo che se dovessi togliere la parte italiana dai risultati, la FIAT farebbe di più. Avrebbe fatto di più l’anno scorso, lo sta facendo adesso… quindi, uno non può gestire delle operazioni in perdita per sempre».

Di seguito, l’intervista completa.

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29 Commenti

  1. Qualcuno mi vuole spiegare perché in Francia e in Germania le aziende non scappano via o come si dice con linguaggio moderno non delocalizzano come in Italia?

  2. IcoFeder

    Io credo che i tedeschi e i francesi non delocalizzano perché hanno di fronte stati con una maggiore forza politica, anche all’interno delle case automobilistiche, con importanti presenze azionarie.
    Sono spesso case automobilistiche di alta gamma, che guardano molto alla qualità costruttiva, difficile da raggiungere in stabilimenti nuovi di zecca.
    Poi, alla fine, il costo della manodopera è qualcosa tipo il 5% del costo di mercato… Per dire, ai coreani, e forse anche ai cinesi conviene costruire le auto in europa dell’est!

  3. IcoFeder

    @pifo
    ho ritrovato questa notizia, e mollo qualsiasi difesa d’ufficio di Fiat, Marchionne e di tutti quegli avvoltoi affamati di percentuali sui dividendi:
    http://www.motori24.ilsole24ore.com/Industria-Protagonisti/2010/10/fiat-rinvia-nuova-panda-2012.php

  4. kiko

    perdonami ma sinceramente di gestione aziendale cosa ne sai? sei un top manager di una grossa azienda e hai valutato il bilancio FIAT e l’andamento dei costi per dire queste cose? perchè si deve trasformare tutto al livello di pettegolezzo da bar o di sentito dire? finchè tratteremo questi problemi con questa superficialità e con così poca competenza non riusciremo ad andare molto lontano e affrontare i grossi problemi di questo paese. Io capisco la rabbia la frustrazione e la delusione di molte persone che oggi vivono situazioni sociali difficili ma ci vuole un po di lucidità se si vuole costruire un futuro migliore. Detto questo perchè secondo alcuni Marchionne rispetto ad altri presidenti di altre compagnie internazionali è l’orco cattivo? Perchè Marchionne insiste con l’Italia quando potrebbe tranquillamente andare ad investire altrove? cosa chiede di così tanto pesante rispetto ad altre aziende italiane? E soprattutto come pensate di compensare la dismissione di impianti produttivi fiat nel nostro paese con una conseguente perdita di posti di lavoro sia diretti che di indotto? Qui leggo solo disfattismo e accuse … molto semplice … oltre a questo qualcuno ha una minima idea di come si possa risolvere il problema?

  5. IcoFeder

    Non ci capiamo nulla di gestione aziendale, hai ragione, ma se un manager va in TV a raccontare delle robe, e non solo davanti al CDA, vuol dire che sono cose di interesse nazionale, non aziendale.
    Poi è ovvio che nei commenti all’articolo non scrivono gli economisti…
    Marchionne è sicuramente un manager lucido e con le idee chiare, e non rimane in Italia per carità cristiana, ma perché forse non la ritiene veramente così male.
    Mi sembra che stia preparando un espatrio lento, graduale, senza strappi.
    E quello che si può fare sono 2 cose: pressioni, attraverso gli azionisti, le banche, il governo, i sindacati; e sgravi fiscali, per tutti, non solo alla Fiat. La Spagna e l’Inghilterra non hanno case nazionali indipendenti, ma attraggono produttori esteri.

  6. franco1

    Non sono un economista ma mi(vi)pongo una domanda; partendo dal presupposto che il sig. Marchionne (e tutti quelli come lui) “giustamente” cercano di produrre il massimo al minimo costo per avere il massimo utile, ma nel momento in cui il mercato si avvia alla saturazione a cosa serve produrre sempre di più? Personalmente ho un’auto che ha circa 100.000 km (e va benissimo) e per quanto mi incentivino non ho intenzione di cambiarla prima che ne abbia fatti altrettanti. E lo stesso discorso vale più o meno per quasi tutti gli altri settori. Che ne pensate?

  7. cassiodoro

    Certo che se l’auto nuova fa le stesse cose della vecchia non la cambi fintanto che non si ferma.

    Ma se l’auto nuova ha il vivavoce (cosi` puoi telefonare tenendo le mani sul volante), ha l’Hill Holder (aiuta le partenze in salita ed evita di sbattere contro l’auto che ti sta dietro), ha il controllo elettronico di stabilita` ed infine ti fa un caffe` come al bar, magari un pensierino ce lo fai…ihihihhi

    Un modo simpatico per dire che bisogna investire ed innovare, altrimenti l’azienda muore…e qui il costo del lavoro non c’entra nulla…ihihhi

    Cassio

  8. operaiomelfi

    La verità è che si vuol tornate indietro.al tempo del fascismo dove lo sciopero era proibito..si vuol abolire lo Statuto dei lavoratori….dietro Marchionne c’è ben altro di più grave …..Sacconi(con il governo dei padroni)è da molto tempo che vuole entrare nella storia con il suo Libro dei lavori o Statuto dei lavori..Complici i sindacati….non più dei lavoratori…ma portavoce dei padroni( Bonanni e Angeletti)….Quei sindacati che dovrebbero tutelare in tutto e per tutto i loro iscritti che pagano la tessera.Il caso Pomigliano doveva restare isolato…se volete lavorare dovete accettare queste condizioni…Quali? 10 minuti di pausa in meno..i primi tre giorni per malattia non ti sono pagati nemmeno se sei ricoverato in ospedale..sanzioni fino al licenziamento per chi sciopera contro le nuove regole imposte dalla FIAT…recupero della produzione durante la mezzora di mensa…se si ha uno sciopero in un’altra fabbica che fornisce materiale…e la FIAT si blocca per una o più settimane non verrà pagata la cassa integrazione ma quei giorni di fermata impianto saranno recuperati nei sabati e nelle domeniche è non saranno pagati come straordinario..nell’arco di 6 mesi..intanto se stò fermo un mese per sciopero di terzi o anche per rottura impianto non avrò nessun stipendio compresa la cassa intergazione..non si potrà più fare il rappresentante di lista elettorale(legge dello Stato) perchè non ti verra’ pagata la retribuzione delle giornate ai seggi ma ti saranno messì dei giorni di permesso..da 5 a 15 straordinari obbligatori all’anno..sempre sulle domeniche..ma quando si riposa se si lavora 6 giorni a settimana compresa la domenica sera…inoltre..i giorni di ferie a disposizione dell’azienda..Ma perchè si deve accettare tutto questo? La FIAT è in crisi?.Quanti utili si sono divisi gli azionisti quest’anno?? Cosa migliora nel totale della vita dell’opeario? Queste nuove regole si vogliono espandere a tutti i metalmeccanici..non solo al mondo Fiat…e senza fare nessun referendum come hanno fatto a Pomigliano( o prendere o lasciare)…grazie alle deroghe firmate e sotto firmate da CISL e UIL..con i loro codazzi UGL e FISMIC..Come si fà a dire…10..100…1000 Pomigliano..parole dette da Bonanni con il bene placido di Angeletti…Con la scusa che bisogna accettare ..altrimenti le aziende vanno all’est…..vogliono controllare la nostra vita fino al servilismo…Diciamola la verità…le aziende vanno all’estero perchè i salari sono bassi…vanno dalle 250 euro della serbia…ai 200 euro della Romania fino alle 500 Euro della Polonia….ma poi i prodotti si vendono a listino pieno come se sono costruite in Italia….bello..no! Questo è sfruttamento…non è gestire meglio le aziende…..Come si può raddoppiare la produzione ..perchè le auto che vengono prodotte sono già vendute..senza il lancio di nuovi modelli…forse perchè già da adesso sono state vendute? In Francia e Germania i governi hanno imposto alle aziende di rimanere sul suolo nazionale.per il bene nazionale..noi italiani invece facciamo il contrario….facciamo del male creando dissoccupazione in italia…e andiamo all’estero a sfruttare la manodopera a basso costo. Ma secondo voi….è possibbile un’Italia senza più industrie? Sicuramente andremo al fallimento come nazione.

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