È un giochino facile e un po’ stucchevole quello di esibire in tv le ignoranze delle persone, e farsi quattro risate trascurando che se gli interpellati fossimo noi ci sono mille cose su cui faremmo figuracce. Quando poi le Iene lo hanno portato davanti a Montecitorio per sottolineare le ignoranze dei parlamentari è anche diventato un po’ demagogico: attaccare i politici viene bene, e bisognerebbe vedere i giornalisti che conducono i quiz suddetti interrogati sul funzionamento delle istituzioni per capire quanto solida sia la loro, di preparazione.
Ma tolta la patina ammiccante e burlona, le informazioni sulla preparazione delle nostre classi dirigenti sono scientificamente interessanti: entomologicamente interessanti. Sarebbe bello che queste iniziative servissero a migliorarla, questa preparazione: sarebbe bello che invece che livellare tutto verso il basso (“sono ignoranti come me, anch’io posso fare il deputato!”) ci suggerissero di votare persone più competenti e straordinarie, la prossima volta. Con questa speranza nel cuore, segnaliamo la riproduzione del format delle Iene avviata dal sito di Wired che lo ha declinato sulle competenze tecnologico-pop, chiedendo ai parlamentari cose di Facebook e Steve Jobs. Le prime due puntate (in caso dovessero funzionare, le trovate qui).
“Onorevole Web”: le gaffe dei politici alle prese con Facebook




E i videi?
Non ci sono…
E’ un quiz per vedere se siamo tecnologici?
Per il video andate qui:
http://tv.wired.it/entertainment/onorevole-web-steve-jobs-chi-era-costui.html
Una cosa che ho sempre sognato: controlli anti-droga a sorpresa alle Iene e magari anche a Striscia (appunto…) per vedere se praticano quello che razzolano.
divertente, ma… tutto giocato sul gergo!
per parte mia, mi fa piacere se i politici non perdono tempo dietro a cose come gli “emoticon” e i “captcha”! l’importante, semmai, è che sappiano cos’è un social network, cos’è un blog ecc. ecc.
Ci dimentichiamo che i politici sono lo specchio, (deformato/deformante quanto e come volete) di un paese in cui, secondo uno studio solo il 20% (ventipercento) degli adulti è in grado di comprendere il linguaggio di un articolo di un quotidiano.
Lo stesso 20% che passa la vita a cazzeggiare su Internet dal computer dell’ufficio? Stiamo freschi…
Beh, quando per esempio un senatore, vado a memoria, dimostrò di non avere la minima idea non dico di dove fosse il Darfur, ma nemmeno di cosa si trattasse, non mi sembrò un giochino facile e un po’ stucchevole. E la Gardini che non sapeva cosa fosse la CONSOB.
O dico male, un membro del Parlamento può non avere un’idea scannata dell’esistenza di un’area fra le più critiche e discusse del pianeta o di cosa sia la società che controlla l’attività della Borsa?
Adesso, per ansia di equidistanza terzista anche sulla ricetta delle tagliatelle al ragù, capita di diventare ossessivi bastian contrari, di voler fare a ogni costo dei distinguo opposti alla vox populi.
Un rischio che il Post e il cugino Wittgenstein corrono spericolatamente.
ping ?
pong? ;-)