Il pilot è il primo episodio di una serie tv: il primo impatto del prodotto sul pubblico, la prima occasione in cui al pubblico è permesso di incontrare i personaggi e comprendere le loro storie. Porta sulle spalle la responsabilità di spiegare senza annoiare, di appassionare al punto da spingere gli spettatori a guardare l’episodio successivo, di stupire e affascinare assicurandosi così una fetta di pubblico fedele fin dalle prime battute. Spesso è proprio il pilot a decidere le sorti di una serie: non sono rari i casi in cui il rinnovo o la cancellazione di un titolo sono decisi in base agli ascolti del primo episodio. Salon qualche tempo fa ha steso una classifica dei dieci migliori, noi del Post non siamo d’accordo e vi proponiamo i nostri dodici preferiti. Due in più, per abbondare.
12. Glee
Forse non un pilot da top 10, ma indubbiamente quello che è riuscito, l’anno scorso, a generare più entusiasmo iniziale. Dopo anni a malsopportare serie su liceali noiosi, problematici e immersi in un eccesso di autocoscienza, Glee prometteva ironia, buona musica e una discreta dose di cattiveria. Il pilot racconta la rinascita del Glee Club, il coro della scuola, sotto la nuova direzione del professore Will Shuester e l’opposizione sfrenata dell’allenatrice delle cheerleader. I personaggi presentati sono divertenti, eccessivi, sopra le righe ed estremamente autoironici: col tempo si è rivelata l’ennesima serie mielosa e prevedibile, obbligata a dare una morale positiva a tutti i costi. Intendiamoci, fa ancora degli ascolti eccellenti. Secondo noi Ryan Murphy, il creatore della serie, doveva restare sull’idea originaria di farne semplicemente un film, perché il pilot è estremamente riuscito.
11. Flashforward
Siamo tutti d’accordo: la serie nata per raccogliere l’eredità di Lost è stata un fallimento assoluto e nessuno si è lamentato troppo quando la ABC ha deciso di chiuderla, alla fine della prima stagione, per gli ascolti troppo bassi. Ma tra un disastro e l’altro — esempi: la recitazione del protagonista Joseph Finnies, i cliché ripetuti nella sceneggiatura — il primo episodio brilla per potenza narrativa e visiva. L’aggancio iniziale è fulminante: per 2 minuti e 17 secondi tutti gli abitanti della Terra hanno un “black out” e vengono sbalzati nel futuro, sei mesi dopo, per poi tornare coscienti nel presente. Se l’innesco, tratto dal romanzo Avanti nel tempo di Robert J. Sawyer, è affascinante in sé e obbliga alla visione della seconda puntata, le immagini apocalittiche delle conseguenze del black out — ovvero uno svenimento collettivo di due minuti — sono inaspettate e davvero potenti. In tutto il mondo migliaia di incidenti stradali, aerei caduti e treni deragliati; milioni di persone morte, affogate in mare, sotto i ferri di un’operazione chirurgica o semplicemente cadendo dalle scale.
10. Studio 60 on the Sunset Strip
Siamo sul palco del più seguito e illustre programma di comicità, satira e varietà degli Stati Uniti, esplicitamente ispirato al Saturday Night Live. Wes Mendell, regista e principale autore dello show, a un certo punto sale sul palco e interrompe lo sketch in corso. Fa tornare gli attori dietro le quinte e avverte gli spettatori che lo spettacolo non sarà un granché. Il pubblico ride, pensa che la scena faccia parte del copione, ma si accorge presto che qualcosa non va. Mendell parte con una tirata sulla qualità penosa degli show televisivi e sulla pavidità dei network, mediocri, schiavi della pubblicità e terrorizzati dal rischio di poter offendere questo o quello. Quando la regia taglia la diretta è troppo tardi: Mendell sarà inevitabilmente licenziato. Giusto quel giorno però si insedia la nuova presidente della rete, la adorabile Jordan McDeere, che decide di affidare lo show a una coppia meravigliosa: un autore allontanato qualche tempo prima (interpretato da Matthew Perry ed esplicitamente ispirato alla vita dell’autore della sceneggiatura della serie, Aaron Sorkin) e il suo produttore esecutivo nonché migliore amico (Bradley Whitford, il Josh Lyman di The West Wing). Da lì parte una storia bella, divertente, sfaccettata e scritta in modo eccellente, quasi tutta giocata dietro le quinte dello show. La serie durerà una sola stagione, falcidiata dagli ascolti non all’altezza delle aspettative, ma è un gioiello vero.
9. Firefly
Una di quelle serie che, quando le racconti, la gente intorno storce il naso: un western ambientato nello spazio, però ci sono anche i pirati, però forse sono più banditi, e poi delle mutazioni genetiche che generano alcuni dei cattivi più inquietanti che la tv ci abbia mostrato, senza contare il sottotesto politico. La FOX, spaventata dai costi di produzione e convinta che la serie non avrebbe mai avuto successo, ha esercitato uno dei peggiori casi di mobbing su un prodotto televisivo: gli episodi sono stati trasmessi in disordine, senza alcuna forma di promozione e a diverse fasce orarie, per poi interrompere la produzione al quattordicesimo episodio. Per fortuna i cofanetti DVD ci hanno dato la possibilità di vedere la serie integrale, e nell’ordine corretto: il pilot, un doppio episodio che racconta in parte le origini dei protagonisti, ex combattenti dalla parte perdente in una fantascientifica guerra civile interplanetaria, ora reinventatisi pirati spaziali, e un po’ ci butta da subito nel vivo dell’azione, tra commerci illegali, dialoghi emozionanti, personaggi splendidi e una consistente dose di ironia. Una curiosità: nonostante tutti i quattordici episodi che compongono la serie siano di altissimo livello, nel 2004 la FOX decise di trasmettere come pilot “The Train Job”, che è unanimemente riconosciuto come l’episodio più debole. Una seconda curiosità: nonostante la trasmissione televisiva sia stata un flop, le vendite dei DVD sono state tali da permettere di realizzare un film conclusivo distribuito poi al cinema.
8. Lost
Tutti sappiamo come inizia Lost, e parlarne ora ci riporta ad una situazione precedente a viaggi nel tempo, mostri di fumo e articolati scontri tra scienza e fede. Il disastro aereo del volo Oceanic 815, in viaggio da Sydney a Los Angeles, ha dato inizio prima di tutto ad una storia di naufraghi, di sopravvivenza e di convivenza forzata tra individui con storie personali che, col tempo, scopriremo incrociate e sovrapposte. La ABC aveva ordinato qualcosa che potesse battere gli ascolti di Survivor, reality paragonabile (alla lontana) alla nostra Isola dei Famosi, imitandone il set tropicale e la spettacolarità: il pilot di Lost risente molto, e in positivo, di questa fonte di ispirazione. Ma fa di più: lascia intuire un sottotesto di misteri che ancora non superano come forza drammatica le storie personali dei protagonisti, ma che sono riusciti a catalizzare l’attenzione dello spettatore incollandolo allo schermo per sei interi anni. La conclusione è dibattibile, ma il pilot è un successo.
7. Battlestar Galactica
Se vogliamo considerare come pilot la miniserie introduttiva, in cui conosciamo i personaggi e assistiamo al genocidio del genere umano da parte dei cylon, rischiamo di trovarlo un po’ noioso. Ma il primo episodio della prima stagione, 33 minutes, è un piccolo capolavoro di tensione drammatica: la flotta di astronavi umane con a bordo i superstiti è in fuga dall’armata Cylon, che ogni trentatre minuti riesce a individuare le loro coordinate nello spazio e a sferrare un attacco. Conosciamo i personaggi in un momento concitato, svegli da giorni, drogati di farmaci e tesi in una lotta per la sopravvivenza apparentemente senza speranza. Una partenza fortissima per una delle serie più belle degli ultimi anni.





Bored to death.
La prima puntata di “Boardwalk Empire” e’ puro Scorsese, quello buono.
Io aggiungerei il pilot di Rescue Me
troppe serie e tutte troppo belle.
bisognerebbe farlo di lavoro, guardare i telefilm, senno’ non si trova il tempo.
Ottimo articolo. Alcuni li ho visti altri no.
Ora un articolo sulle migliori serie in assoluto… quelle con il finale.
Il primo posto di Lost non mi pare tanto sicuro.
eh già. niente di meglio di una bella top 10 per scatenare i commenti.
Appoggio la mozione Fringe, per altro e` una serie che sta degnamente tenendo il passo.
Comunque noto un certo bias nordamericano: le serie britanniche dove sono?
Il nuovo Doctor Who e forse ancora piu` Torchwood sono abbastanza famose da poter essere prese in considerazione. Io personalmente pero` voterei Misfits, specialmente se parliamo di pilot.
Questo a meno che Sherlock non possa essere considerato una serie, in tal caso e` un delitto che non sia al n.1
Giusto per allungare la lista ricordo il pilot di The Shield , con il suo finale molto duro a chiarirci subito che buoni e cattivi a Farmington non esistono .
non ricordo il pilot di Dexter, sicuramente il finale sarà al primo posto di qualunque eventuale, ipotetica classifica dei più bei (angoscianti) finali di sempre
Glee era condannato a fare quella fine.
Flashforward ha saltato lo squalo durante il pilot.
Lost nun se batte.
Battlestar Galactica me lo vedo per militanza nerd, ma mi abbiocco a stare a sentire i quei fascistoni degli Adama (mi manca la IVa).
Il pilot di 24 meritava il podio.
Non a scapito di Twin Peaks, pero’ (non ho scelto il mio nome a caso!)
The WW ancora lo devo iniziare, sono un po’ sospettoso degli entusiasti.
Breaking Bad e’ la meglio nuova serie, pero’ il vuoto di Lost non lo colma nessuno.
A proposito di serie made in UK: il pilot di Spooks (e poi tutta la serie) era una meraviglia: ti faceva entrare immediatamente in un nuovo modo di fare un telefilm di spie. Grande!
The Wire è sicuramente la miglior serie tv dell’ultimo decennio…eppure sono d’accordo: il suo pilot non era certo da botto.
E sono d’accordo anche sul pilot dell’orrendo FlashForward, gran bel pilot.
E non sarà mica che una serie seria comincia in sordina, allora?
Amo Breaking Bad, ma trovai la prima puntata forse anche un po’ troppo caricaturale, anziché piacevolmente grottesca come il proseguimento.
Mi torna in mente Skyler che vince l’asta su Ebay mentre si prende cura dell’abbacchiato membro del buon Walter…col senno di poi non era da Skyler.
Ah già, nuove serie: Rubicon è decisamente una cosa seria. Will Travers mi sta decisamente sul cazzo, e se non lo trasformano nel solito Mitch Bewcannon, che è buono, forte e vince sempre, la serie può campare altre stagioni.
Anche se parrebbe che tutto può risolversi in una sola.
Anche se dalla seconda puntata in poi tutto ha perso senso, mi fece molta impressione il pilot di 4400, con momenti di alta tv.
Per il resto, scelgo Twin Peaks.
non vorrei passare per “vecio” ma la prima puntata di “ER” era gia’ avanti …
A me sono piaciute molte le prime puntate di “Life On Mars” e “Ashes to Ashes”; due serie della BBC a metà tra il poliziesco e la fantascienza. Inoltre entrambe hanno dei finali emozionanti.
Non possono mancare Dexter e SFU. Anche Romanzo Criminale merita.