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  • venerdì 8 ottobre 2010

Obama chiede la liberazione di Liu Xiaobo

di Emanuele Menietti

La Casa Bianca si congratula per la scelta del Comitato dei Nobel e chiede alla Cina di rilasciare l'attivista «il prima possibile»

Barack Obama, premio Nobel per la pace dello scorso anno, ha invitato le autorità cinesi a rilasciare quanto prima Liu Xiaobo, l’attivista cinese insignito oggi con il premio Nobel per la pace per il suo impegno per la tutela dei diritti umani in Cina. Liu è in carcere da quasi un anno e probabilmente non è ancora venuto a sapere della premiazione decisa dalla commissione di Oslo.

Il comunicato di Obama è stato da poco pubblicato sul sito web della Casa Bianca:

Mi congratulo con il Comitato dei Nobel per aver attribuito il Nobel per la pace a Liu Xiaobo. Lo scorso anno, ho potuto constatare quanto le altre persone insignite con il riconoscimento abbiano sacrificato molto di loro e più di quanto abbia fatto io. Questo elenco ora comprende anche Liu, che ha sacrificato la sua libertà per i suoi ideali. Assegnando il premio a Liu, il Comitato dei Nobel ha scelto qualcuno che è stato un portavoce esemplare e coraggioso per il rispetto di valori universali attraverso un impegno pacifico e non violento, compreso il suo sostegno per la democrazia, e l’importanza della legge.

Come ho detto lo scorso anno a Oslo, anche se rispettiamo la cultura e le tradizioni di paesi diversi dal nostro, l’America sarà sempre la portavoce delle aspirazioni universali di tutti gli esseri umani. Negli ultimi 30 anni, la Cina ha compiuto dei progressi considerevoli nel riformare l’economia e migliorare la vita del proprio popolo, strappando centinaia di milioni di persone dalla povertà. Ma questo premio ci ricorda che la politiche per le riforme non hanno tenuto il passo, e che i diritti fondamentali di ogni uomo, donna e bambino devono essere rispettati. Chiediamo al governo cinese di liberare Liu il prima possibile.

La dichiarazione del presidente degli Stati Uniti arriva a poche ore di distanza dall’annuncio del Nobel per Liu Xiaobo, una scelta che ha dato origine a numerose reazioni in Cina e nel resto del mondo.

Autorità cinesi
Il governo di Pechino si era già espresso contro la possibilità di conferire il Nobel per la pace a Liu nel corso degli ultimi mesi. La conferma arrivata oggi è stata accolta molto criticamente dalle autorità cinesi, che hanno definito la premiazione una «oscenità» perché contraddice il senso stesso del Nobel per la pace, affidato a loro modo di vedere a un «criminale» detenuto da oltre un anno.

La visione dei canali televisivi stranieri è stata limita nel tentativo di nascondere la notizia del Nobel per la pace alla popolazione cinese. Il corrispondente del Mark MacKinnon del canadese The Globe and Mail ha segnalato su Twitter diversi blackout delle reti televisie all news, CNN comrpesa.

L’ambasciatore norvegese a Pechino è stato convocato dalle autorità cinesi, che hanno manifestato il loro disappunto. I responsabili governativi hanno comunque sottolineato di voler mantenere buoni rapporti diplomatici con il governo della Norvegia, riconoscendo che la scelta di attribuire il Nobel a Liu è derivata da una decisione di un comitato autonomo, che non ha contatti con gli ambienti governativi del paese nordico.

Liu Xia
È la moglie di Liu Xiaobo e non vede il marito da quasi un anno, ovvero da quando è stato incarcerato. L’abitazione di Pechino in cui vive la donna è stata presidiata per tutto il giorno da un gruppo di agenti della polizia, che le hanno di fatto impedito di comunicare con i giornalisti e di rilasciare alcuna dichiarazione sulla vittoria del marito. Giornalisti, cameramen e fotoreporter sono stati allontanati dalla zona dagli agenti. Xia potrebbe essere allontanata dalla propria abitazione e presa in custodia per evitare che rilasci nuove dichiarazioni.

Dalai Lama
Ha ottenuto il premio Nobel per la pace nel 1989 e da anni si batte per i diritti del Tibet, puntualmente disattesi dal governo di Pechino. Alla notizia dell’attribuzione del premio, il leader spirituale ha richiesto la liberazione di Liu Xiaobo: «Aver attribuito a lui il premio è la dimostrazione del crescente interesse tra i cittadini cinesi per le riforme politiche e costituzionali. Desidero sfruttare questa occasione per rinnovare il mio appello verso il governo della Cina per rilasciare Liu Xiaobo e gli altri prigionieri politici che sono stati imprigionati per aver espresso le loro opinioni».

Amnesty International
Amnesty International ha accolto con soddisfazione la decisione di assegnare il Nobel per la pace a Liu Xiaobo e ha chiesto alle autorità cinesi di liberare al più presto il dissidente. L’organizzazione non governativa si batte da mesi per ottenere la liberazione di Liu, ma le richieste sono state finora disattese dalle autorità di Pechino.

Unione Europea
Il presidente del Parlamento europeo, Jerzy Buzek, ha espresso a nome dell’istituzione la felicità per la decisione di attribuire il premio a Liu «un indefesso difensore dei diritti umani che si è battuto per la libertà di espressione attraverso metodi non violenti». Buzek ha poi richiesto alla Cina di liberare il prima possibile Liu Xiaobo.

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