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  • giovedì 7 ottobre 2010

L’FBI sequestra un cimelio di John Lennon

L'FBI sequestra un documento con le impronte digitali di John Lennon prima che venga battuto all'asta

Il cantante dei Beatles iniziò ad essere sotto sorveglianza all'inizio degli anni settanta per il suo attivismo politico

Ieri a New York un piccolo negozio di cimeli pop aveva annunciato l’asta di un pezzo di carta con la firma e le impronte digitali di John Lennon. Si trattava di un modulo che il cantante dei Beatles aveva compilato in una stazione di polizia di New York nel 1976 come parte delle procedure necessarie per ottenere la cittadinanza americana. Il negozio, Gotta have it!, avrebbe concluso l’asta nel giorno in cui ricorre il compleanno di John Lennon, il 9 ottobre, che quest’anno avrebbe compiuto settant’anni. La base d’asta prevista era di 100mila dollari, ma prima che le operazioni cominciassero un agente dell’FBI si è presentato in negozio e ha sequestrato il documento senza dare nessuna spiegazione.

Stando a quello che si legge, l’intervento potrebbe avere a che fare con i rapporti con l’FBI avuti dallo stesso John Lennon quando era in vita. Lennon venne messo sotto sorveglianza all’inizio degli anni Settanta per il suo attivismo politico, che in quel periodo si esprimeva soprattutto attraverso una ferma opposizione alla guerra in Vietnam. Il propietario del negozio di cimeli, Peter Siegel, ha raccontato che FBI, Department of Homeland Security e anche il procuratore generale di Manhattan avevano iniziato a chiedere di quel documento da più di una settimana: «Faccio questo lavoro da vent’anni e non mi era mai capitato un tale interesse da parte del governo», ha detto al New York Times, «John Lennon è uno dei più grandi musicisti della storia e non lo vogliono lasciare in pace».

Anche Jon Wiener, professore di storia a U.C Irvine e autore del libro “Gimme Some Truth: The John Lennon F.B.I. Files”, ha detto di essere molto sorpreso per un interesse così forte a distanza ormai di tanto tempo. L’FBI si è limitata a far sapere tramite un portavoce che il sequestro è stato disposto «perché c’è un’indagine in corso su come quel documento sia finito a un’asta». Siegel ha spiegato che il modulo gli era stato venduto da un collezionista privato, che avrebbe detto di averlo a sua volta acquistato a una convention sui Beatles circa venti anni fa. Non è la prima volta che un documento con le impronte digitali di Lennon è stato bandito a un’asta. Nel 1991 Sotheby’s ne aveva venduto uno simile per 4.125 dollari senza sollevare nessun problema.

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