Il Post
— Italia

A scuola con la pistola

Famiglia Cristiana esprime dubbi sul corso per le scuole realizzato in collaborazione col Ministero della Difesa

Il corso "Allenati per la vita" si conclude con una gara pratica "tra pattuglie di studenti"

21 settembre 2010

Si chiama “Allenati per la vita”, e non si capisce se il verbo sia un imperativo o un participio. È il nome di un programma rivolto agli studenti delle scuole superiori italiane e promosso grazie a un protocollo d’intesa tra il Ministero dell’Istruzione e il Ministero della Difesa: anzi, per dirla come recitano i powerpoint che girano per le scuole italiane, “è supportata dalla sinergia che viene sempre di più sospinta dal Ministro Gelmini e dal Ministro La Russa”.

Parliamo di un corso – facoltativo e valido come credito formativo, quindi utile a migliorare il punteggio della maturità – che propone agli studenti alcune attività “come stimolo per toccare con mano i valori della lealtà, dello spirito di corpo e di squadra, oltre ad acquisire senso di responsabilità e rispetto delle regole e dei principali valori della vita”. Scrive Famiglia Cristiana nell’articolo che racconta il progetto:

Dopo le lezioni teoriche “che possono essere inserite nell’attività scolastica di “Diritto e Costituzione” seguiranno corsi di primo soccorso, arrampicata, nuoto e salvataggio e “orienteering”, vale a dire sopravvivenza e senso di orientamento. Non solo, ma agli studenti si insegnerà a tirare con l’arco e a sparare con la pistola (ad aria compressa). E in più “percorsi ginnico-militari”.

La circolare con cui il comando militare lombardo descrive il corso ai professori fa qualche confusione, e inizialmente non è chiarissimo perché l’insegnamento della Costituzione, della lealtà e dei “principali valori della vita” debba passare per imparare a utilizzare una pistola o effettuare “percorsi ginnico-militari”. Il testo aggiunge però che tali attività mirano ad “avvicinare, in modo innovativo e coinvolgente, il mondo della scuola alla forze armate, alla protezione civile, alla croce rossa e ai gruppi volontari del soccorso”.

“La pratica del mondo sportivo militare, veicolata all’interno delle scuole, oltre ad innescare e ad instaurare negli studenti la conoscenza e l’apprendimento della legalità, della Costituzione, delle istituzioni e dei principi del diritto internazionale, permette di evidenziare, nel percorso educativo, l’importanza del benessere personale e della collettività attraverso il contrasto al ‘bullismo’ grazie al lavoro di squadra che determina l’aumento dell’autostima individuale ed il senso di appartenenza ad un gruppo”

Famiglia Cristiana conclude raccontando che il progetto “ha già sollevato perplessità tra i professori che hanno ricevuto la circolare”, anche perché prevede a fine corso “una gara pratica tra pattuglie di studenti”, il cosiddetto Training Day. In ogni caso non si tratta di una novità: almeno in Lombardia, il corso “Allenati per la vita” è attivo dal 2007. Immaginando le critiche che un progetto come questo si presta a ricevere, l’anno scorso l’Associazione Nazionale Cadetti d’Italia illustrò il corso in una circolare che precisava, maiuscole comprese:

L’ANCI, pur promuovendo le FF.AA., NON VUOLE ESSERE UN’ORGANIZZAZIONE DI RECLUTAMENTO O INDOTTRINAMENTO, ma piuttosto un’associazione che vuole insegnare ai giovani l’importanza dell’impegno e dello spirito di sacrificio per crescere e prepararsi alla vita, promuovendo capacità importanti quali leadership, disciplina, intraprendenza, indipendenza e resistenza.

TAG: , , , , ,    
  • matteodd

    secondo me non c’è niente di male: (pistole a parte, ma si tratta pur sempre di una pratica sportiva che sviluppa attenzione, concentrazione e pazienza) prove fisiche, orienteering e corsi di sopravvivenza sono alla base del metodo educativo scout sin dalla sua nascita. Ed è un ottimo metodo educativo.

  • Pingback: A scuola con la pistola, grazie al Governo « C A N D I D O

  • broono

    Certo, vero! Gli Scout!
    Anche quella delle insegne in lingua vietate a Milano è una questione che riguarda il diritto degli italiani di leggere cosa venda quel negozio che in vetrina ha il pane e anche la questione dei talk show chiusi in campagna elettorale era una cosa che rispettava la pluralità e anche l’operazione “Bianco Natale” aveva un nome che voleva solo richiamare la tradizione musical/culturale e che dire del digitale terrestre per il progresso culturale del paese certo e i soldi pubblici alle scuole private confessionali sono un modo per non discriminare una scelta rispetto all’altra e poi aspetta la RU486 bloccata dal ministero era perché maggiori controlli servissero a tutelare di più le donne che se ne sarebbero servite e i mondiali di nuoto alla protezione civile era perché gli atleti non si facessero male e la cordata alitalia era per non mandare turisti in francia e la legge sulle intercettazioni è perché anche tu finalmente non sia più intercettato quando ordini la pizza perché ne hai il diritto.
    Ora che anch’io ho parlato del dito, a te di nuovo la palla Matteodd.
    Vedi anche la luna?

  • momo

    Quello che mi lascia perplesso è la questione del bullismo. E’ noto che, in ambiente militare, episodi di nonnismo e prevaricazione fanno parte integrante dell’addestramento…

  • franco1

    Infatti il problema non è nel “principio” ma nel “metodo” e onestamente non ho molte speranze nei metodi del nostro Farinacci in miniatura!

  • darkdoom

    Posso solo dire che, visto il momento critico che sta passando la scuola, era meglio non uscire con una stronzata simile, che appunto non può far altro che mettere carne al fuoco. Per l’iniziativa invece non mi dispiace, sicuramente dev’essere divertente, tenendo conto che sarebbe facoltativa, anche se guadagnare qualche punto senza studiare, ma sparando ed arrampicandosi, è allettante. Se insegnato con metodo dev’essere anche educativo. Ripeto, a mio avviso hanno sbagliato il momento.

  • Pingback: Tornano i Balilla… nel letargo degli italiani « Pensieri InFormazione

  • Pingback: Ore 10: lezione di passo dell’oca | La Voce del Procione

  • mircovettori

    Visto che è una roba che risale all’anno scolastico 2007-2008 e che si è ripetuta ogni anno tra l’indifferenza generale, perché a settembre 2010 esce una notizia vecchia di tre anni?

    La notizia parla di un accordo Gelmini-La Russa ma il documento a sostegno è solo un pdf tratto da un powerpoint (bruttino assai) dove si parla di un accordo tra l’Ufficio Scolastico della Lombardia e il Comando Militare dell’Esercito della Lombardia. Mi pare strano che tale accordo possa valere per tutte le scuole italiane. Ci sono altri documenti? E il protocollo d’intesa tra i due ministeri dov’è? Io l’ho cercato senza successo sui siti dei ministeri.

  • broono

    Giusto una precisazione:
    Il powerpoint (briefing, se vogliamo usare l’esplicativo nome che gli è stato dato) reca sì i loghi dell’Ufficio scolastico della lombardia e del comando militare, ma in basso, dove nei ppt si mettono gli sponsor.
    In testa, dove sta il papà di ogni testo su carta intestata, c’è il logo Regione Lombardia Sicurezza.
    Vogliamo far finta che sia un dettaglio da nulla facciamolo, ma il logo è in testa ed è Regione Lombardia Sicurezza.
    Infine, se vale per i crediti formativi è ovvio che sarà lombardo solo come start up, giusto per cominciare anche il discorso della differenziazione scolastica su scala nazionale/regionale.

  • broono

    Ah, dimenticavo!
    Anch’io stavo cercando documenti risalenti al 2007.
    Per confrontarli.
    Sono ragionevolmente certo che se la notizia è uscita oggi è perché forse 3 anni fa nel programma mancava qualcosa che oggi è stato agguinto nella nuova rivisitazione La Russiana.
    Quel qualcosa è facile capire cosa potrebbe essere.
    Tutta la roba che 3 anni fa non fece esclamare a nessuno che di indottrinamento militare si trattava e che davvero forse era solo campi scuola per cercare funghi più facilmente.
    Se invece anche 3 anni fa l’addestramento comprendeva Guerre chimiche, sopravvivenza in ambienti ostili e utilizzo di armi, allora alzo le mani e mi unisco a chi dice che in Italia c’è effettivamente un problema di media.

  • mircovettori
  • mircovettori

    Ha anche avuto successo:

    http://www.bergamonews.it/bergamo/articolo.php?id=23103

    Gli unici ad accorgersene nel 2009 sono stati gli anarchici lecchesi:

    http://www.informa-azione.info/allenati_per_la_vita_come_ti_porto_lesercito_a_scuola

  • http://www.genitoritosti.blogspot.com orsatosta

    segnalo che abbiamo linkato questo articolo sul nostro blog

  • Pingback: Tweets that mention A scuola con la pistola | Italia | Il Post -- Topsy.com