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La Chiesa belga svela centinaia di casi di pedofilia

Ci sono le prove di abusi sessuali in quasi tutte le diocesi del paese e 13 casi di suicidio riconducibili alle violenze

10 settembre 2010

La commissione indipendente voluta dalla Conferenza Episcopale belga che indaga sui casi di pedofilia in Belgio nella Chiesa cattolica ha da poco rilasciato un primo rapporto. Peter Adriaenssens, il responsabile della commissione, afferma di aver trovato prove di abusi in quasi tutte le diocesi e sostiene che almeno 13 vittime si sarebbero suicidate a causa delle violenze subite. Due ragazzini abusati su tre erano maschi e l’età si aggirava intorno ai 15 anni. Le ragazzine vittime di violenze sessuali da parte di ministri della Chiesa sarebbero state almeno un centinaio. La maggior parte dei casi copre un periodo temporale tra gli anni Cinquanta e gli anni Ottanta.

Il lavoro di indagine, sostiene sempre Adriaenssens, non ha invece portato ad alcuna prova di una copertura sistematica e organizzata da parte della Chiesa per non far emergere i casi di pedofilia al proprio interno. La commissione ha impiegato dieci settimane per analizzare e controllare centinaia di documenti. Il rapporto è comunque incompleto perché parte della documentazione è stata dichiarata inutilizzabile dalla magistratura. Secondo i giudici alcuni raid della polizia tesi a raccogliere informazioni e documenti furono illegali. La commissione decise di sospendere i lavoro in seguito ai controlli severi delle forze dell’ordine.

Il rapporto della commissione raccoglie la testimonianza di circa 488 testimoni. Molti di questi hanno deciso di parlare e raccontare la loro storia lo scorso aprile, quando un vescovo decise di dimettersi ammettendo alcuni casi di pedofilia. Le 200 pagine del rapporto raccolgono le descrizioni delle violenze fornite dai testimoni. Nel testo si parla anche di vittime tra i due e i cinque anni di età.

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6 Commenti

  1. idonthavetimeforthiscrap

    Si ma allora, cazzo, allora o sono io che non capisco le cose, che è anche probabile, o qua i conti non tornano. Ma non mi continuavano a dire che i pedofili nella chiesa sono in percentuale assolutamente uguale al resto della popolazione? Allora ci sono molti più pedofili di quanto pensassi. Ma poi cosa vuol dire che “I l lavoro di indagine non ha portato ad alcuna prova di una copertura sistematica e organizzata da parte della Chiesa per non far emergere i casi di pedofilia al proprio interno.”
    Cioè? Li han denunciati? No perchè funziona così: scopri un caso di pedofilia, denunci il pedofilo. Almeno così funziona nel mio cervello, non so se poi io vivo in una dimensione alternativa. Sapere che all’interno della tua organizzazione ci sono dei pedofili e non denunciare la cosa come lo chiami? Non è coprire? Se ne son dimenticati? Tanto sta gente mica aveva a che fare ogni giorno con bambini.
    Copertura sistematica ed organizzata è ESATTAMENTE come lo chiamo io.
    Ma ‘ste robe mi fan girare le balle.

  2. @idonthavetimeforthiscrap rispetto a quello che dici tu, cioe’ la relazione con i casi di pedofilia in contesti diversi dalla chiesa, il rapporto non mi pare dica molto.

    Il francese lo leggo male ma mi pare di capire dalle tabelle che sono 233 casi in circa 80 anni (soprattutto concentrati tra il 1930 e il 1980). In media 4 casi all’anno. Chiariamoci anche uno e’ troppo, pero’ questi numeri non contraddicono la nozione di cui ti stupisci.

    Senza voler minimizzare, vorrei anche far presente i racconti della generazione cresciuta nelle campagne in quegli anni, riguardo a pedofilia, incesto, patriarcato. Se qualcuno ha inchieste o numeri riguardo a quel fenomeno li porti.

    La mia senzazione e’ che se andiamo a vedere qual’era la cultura e che cosa succedeva ai bambini negli anni 40 e 50, soprattutto nei contesti rurali, troviamo una realta’ non diversa da quella dei rapporti che fanno notizia, oggi.

  3. idonthavetimeforthiscrap

    @dale
    scusa ma “La plupart des témoignages concernent des faits commis des années 50 à la fin des années 80 par des ecclésiastiques”.
    Ho riletto 2 volte l’articolo e anche il “communiqué de presse” in pdf che linka quell’articolo non riporta date degli anni trenta. Ho letto l’articolo in inglese. Dove vedi 1930?
    inoltre dice che la commissione ha ricevuto, fra gennaio e giugno, 475 lamentele in questo senso.
    Scusa ma non trovo i dati a cui ti riferisci.

  4. @idonthave… mio errore.

    Pero’ nel documento, http://www.kerknet.be/admin/files/assets/subsites/2343/persmapfr_9sep2010.pdf, a pagina 16 si riporta:
    30 – 1 caso
    40 – 15 casi
    50 – 53 casi
    60 – 110 casi
    70 – 74 casi
    80 – 44 casi
    90 – 6 casi
    00 – 6 casi
    10 – 1 caso

    In effetti ho fatto un po’ di cherry picking aggiungendo gli anni 30, ma non capisco perche’ si escludono gli anni 40.

    Poi vorrei capire se il calo dal 60 in poi e’ dovuto al tipo di analisi o se e’ un calo dovuto a motivi sociali. Interpreto la diminuzione dei casi andando indietro nel tempo, con la difficolta’ di prendere testimonianze.

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