È raro che le finali dei mondiali di calcio siano belle partite, almeno nel senso tradizionale del termine. Le partite di calcio importanti sono tese e dense d’agonismo, e le dimensioni della posta in palio e la conseguente preoccupazione per i danni provocati da un possibile gol subìto portano le squadre a giocare in maniera accorta, contratta e difensiva, a scapito del divertimento. La FIFA lo sa, e l’ultima Coppa del Mondo giocata in Sudafrica ha confermato questa regola. In quanto a spettacolo, sia la finale che molte altre partite non sono state all’altezza del titolo da assegnare e del valore dei giocatori in campo.
Sepp Blatter, il presidente della FIFA, ha quindi dichiarato oggi di voler trovare un modo per rendere le partite più divertenti e offensive e ha fatto due ipotesi. La prima è l’eliminazione dei tempi supplementari, con l’introduzione dei calci di rigore alla fine dei 90 minuti. La seconda è il ritorno del famigerato golden gol, una regola che non era piaciuta a quasi nessuno degli appassionati di questo sport: con il golden gol — che inizialmente doveva chiamarsi sudden death, morte improvvisa — la prima squadra che segna una rete durante i supplementari vince.
La regola era stata applicata dal 1996 al 2002 — noi ricordiamo particolarmente bene il golden gol di Trezeguet con cui la Francia ci ha sconfitto agli Europei del 2000 — per poi essere eliminata nel 2004, a causa di ripetute critiche da parte di tecnici e appassionati, che lamentavano come snaturasse il gioco senza aumentare il divertimento delle partite.
La questione, ha aggiunto Blatter, non riguarda però solo la finale e le altre partite a eliminazione diretta del torneo, ma è più ampia e coinvolge anche gli incontri dei primi turni, in cui molte squadre si chiudono in difesa per puntare al pareggio.
«Abbiamo visto squadre che andavano in campo solo per difendere e pareggiare. Dobbiamo trovare un modo di incoraggiare il gioco divertente nei tornei come i mondiali, spingendo le squadre a giocare per vincere»
Un team di esperti tecnici — presieduto da Reynald Temarii, ex giocatore francese, e composto tra gli altri dall’ex allenatore argentino vincitore del mondiale ’86 Carlos Bilardo e dall’ex giocatore della nazionale brasiliana Romario — si incontrerà il prossimo 18 ottobre per studiare le possibili soluzioni al problema in vista dei mondiali del 2016 in Brasile. Dieci giorni dopo, il 28 e il 29 ottobre, il team proporrà poi le sue idee alla commissione FIFA in una riunione a Zurigo.




HO L’IDEA DEL SECOLO!! Scusate se urlo!!!
Ai supplementari, ogni 3 minuti, le due squadre devono togliere un giocatore!!! E il secondo tempo supplementare si abolisce il fuorigioco, finisce 2 contro 2!!!
Vabbé Blatter è proprio finito. Ancora lì sta a farneticare. Tutti si ricordano che il golden gol finiva per irrigidire la partita ancor di più di quanto non accada ora. La paura di perdere è tripla col golden gol di mezzo. Allora piccolo ripasso: Prima hanno inserito il Golden Goal. Poi c’hanno provato col Silver gol (in Europa), poi li hanno levati entrambi e siamo tornati ai 2 tempi supplementari pieni. Poi ora rivogliono rintrodurre il golden gol. Temo che il vecchio Bepp abbia fatto il suo tempo e non sappia più che pesci pigliare.
Io lascerei le cose come sono ma appporterei un piccolo cambio per la finale: se allo scadere dei 120 si pareggia allora si rigioca due giorni dopo.
Lo so va contro le logiche del marketing e del calcio fast-food. Gli sponsor non lo tollerrerebero, ma secondo me è solo così che ritroveremo un certo spirito.
Vincire un finale ai rigori l’è una gran cag… E lo dico da tifoso di squadre che ai rigori c’hanno vinto e perso. Nei turni prima posso capirli i rigori ma x la finale no. E’ una cosa seria una finale, e nn solo per gli sponsor.
.stradedifrancia ha ragione: i rigori in finale sono l’esatto contrario di ciò che dovrebbe essere lo spirito dei mondiali,lottare e GIOCARE a pallone per vincere.per cui ecco la mia proposta: la squadra che in un tempo non riesce a tirare almeno due volte nello specchio della porta giocherà con un giocatore in meno.
Giusto il sottotitolo: le partite devono diventare più offensive. Per il calcio, però.