Intervistato da Giovanni Minoli per la puntata in onda stasera di “La storia siamo noi” dedicata alla ricostruzione dell’omicidio dell’avvocato Giorgio Ambrosoli, il senatore a vita Giulio Andreotti ha risposto così a una domanda sulle ragioni di quell’omicidio:
«Questo è difficile, non voglio sostituirmi alla polizia o ai giudici, certo è una persona che in termini romaneschi se l’andava cercando»




“la mafia siamo noi”?
Quindi questo presunto “statista” de noantri che cosa vuol dire?
Che in questo paese a essere onesti, a fare il proprio dovere, si è dei pirla; che è meglio seguire la corrente, che tanto “le cose vanno così e così sono sempre andate”?
Mi piacerebbe tanto sapere quale fu la ragione che spinse il giovane Andreotti, illo tempore, ad abbracciare la carriera politica. Viene il sospetto – anche più di un sospetto – che uno così cinico lo abbia fatto solo per il potere, e nient’altro.
Eh, un po’ il sospetto viene, in effetti.
Andreotti e Craxi sono stati le prove generali del berlusconismo. Poi si è via via perfezionato il modello, come con le varie versioni dell Fiesta o della Golf.
certo che andreotti ci mette un casino a morire
La mia opinione, da subito, è che i giornalisti abbiano montato un caso sull’equivoco, e lo hanno fatto scientemente.
Per un non romano non è ovvio e lo posso capire, ma per un romano il modo di dire era chiaro.
Attribuire ad Andreotti quello che gli hanno voluto mettere in bocca è prima di tutto idiota.
Se anche lo pensasse, sarebbe così fesso da dirlo? Tutto si può dire di Andreotti, ma non che sia un fesso.