La questione del rapporto di Bruno Vespa con i decolleté femminili aveva catturato ieri l’interesse dei quotidiani, che avevano raccolto lo sdegno di Michela Murgia – vincitrice del premio – per le parole con cui Vespa aveva introdotto la scrittrice Silvia Avallone alla serata di premiazione del Campiello. Repubblica aveva persino affidato a Gad Lerner – testimone in quanto partecipante al concorso col suo libro “Scintille” – un pesante commento sulle attenzioni di Vespa dedicate più alla scrittrice che alla sua opera. Il commento era molto drastico, e oggi Vespa risponde – come è sua consuetudine fare – con una lettera a Repubblica in cui restituisce a Lerner altrettanto.
Caro Direttore,
mettiamoci d’accordo. Una donna brava e intelligente, qualunque lavoro faccia (anche la scrittrice) può essere bella senza pagare pegno? Se valorizza con l’abbigliamento la propria avvenenza, le si può rivolgere un complimento garbato? E’ quanto ho fatto sabato sera alla Fenice di Venezia con Silvia Avallone, vincitrice del Campiello Opera Prima (‘Acciaio’): ho detto che la ragazza (26 anni) aveva uno splendido decolleté. Il mio apprezzamento era così inopportuno che la stessa Avallone, confermando di essere una donna intelligente, ha detto al ‘Corriere della Sera’ di non averlo nemmeno notato, osservando che comunque la premiazione avveniva in una ‘atmosfera di levità’ e non eravamo certo in un’aula universitaria (Repubblica però riferisce che Avallone avrebbe detto «dispiace che in un momento e in un luogo dove si dovrebbe parlare di libri si dicano sciocchezze. Francamente preferisco fregarmene e tirare diritto, come hanno imparato a fare le donne quando ti capitano cose simili», ndr). La signorina ha dato una lezione di stile sia alla Murgia che a Lerner, due grillini onorari che non a caso si sono trovati in sintonia a sparlare di un tema che non li toccava. Se vorrà scrivere romanzi anche meno legati a streghe e sortilegi, alla Murgia un po’di humour non guasterebbe. Per quanto riguarda Lerner, i lettori di ‘Repubblica’ che non conoscono la sua grazia, la sua generosità, il suo approccio garbato, la totale assenza di sentimenti vicini all’invidia, si informino in giro. Potranno farsi un libero convincimento su chi – tra noi due – rischi di diventare davvero un “vecchio bavoso”. Al suo libro così ingiustamente bocciato dalla giuria popolare del Campiello, auguro comunque e ( sinceramente) di vendere almeno un terzo del mio più modesto “Donne di cuori”. Traguardo dal quale tuttora è lontano.
Grazie e cordialità, Bruno Vespa.




Che classe.
Si iscrive di diritto e con forza nel meglio del cat fighting internazionale. Che livore, che meraviglia! Altro che Anna Tatangelo vs. Milly D’Abbraccio.
Ma che tristezza soprattutto. La parte del chi di noi due vende più libri è terrificante! Ah ragazzi, mi raccomando: informatevi in giro sul conto di Lerner. Adesso esco e chiedo al macellaio.
Evidentemente al caro Vespa importa essere “il più ricco del cimitero” (Jobs docet). La qualità è un altro discorso.
Certo che Vespa che si bulla per quanto vendono i suoi libri atroci fa veramente accapponare la pelle.
Che cosa può dire uno così, in un contesto in cui si dovrebbe parlare di libri, se non “che splendido decolleté”?
no, milly ha infilzato la tatangelo? quando dove come perché, voglio il link :D
Nessuno è più furiosamente aggressivo di chi si dice moderato: anche perchè già la medesima autodefinizione contiene un’assoluzione a priori, di cui si sente evidentemente la necessità.
Il Vespa della lettera sopra riportata ne è un esempio preclaro.
A Vespa bisognerebbe ricordare che tutte le donne maggiorenni hanno diritto ad essere chiamate signora, e che i cognomi delle donne non dovrebbero essere preceduti da “la”. Dopo potrà difendersi dall’accusa di maschilismo.
Si sussurra che Vespa abbia lanciato, mediante emissari, un guanto di sfida a Lerner. La tenzone si svolgerà nella loggia del Vittoriano, dove appositi arbitri, righello alla mano, giudicheranno le dimensioni dei rispettivi peni.
Che stile, che replica in punta di fioretto. Mi sembra di vedere la bava agli angoli della bocca mentre scrive questa lettera. Sono esterefatto!
Cercate le foto di quella serata e vedrete l’espressione arrapata (quasi da overdose farmacologica) con cui l’insetto, sbavando, guardava la Avallone. Imbarazzante e disgustosa.
Brutti tempi, non c’è che dire.
“Se vorrà scrivere romanzi anche meno legati a streghe e sortilegi, alla Murgia un po’di humour non guasterebbe.”
WTF?
Vespa come Fede.
Vespa, schiumando alla bocca, ha vagato rabbioso nelle sue stanze in penombra, scagliando maledizioni ed inveendo, gettando a terra i busti di berlusconi e mussolini che tiene sugli scaffali della sua libreria, libreria che contiene solo titoli che hanno venduto meno dei libri di Vespa stesso.
In preda ad un delirio mostruoso, ha scritto con una penna d’oca intinta direttamente in un polpo, vivo, la lettera qui proposta, che, si dice, è arrivata alla redazione di Repubblica tutta macchiata di saliva e puzzando di zolfo.
Una volta completata detta lettera, non pago ed ancora carico di rabbia omicida, ha sfidato a duello un nano calvo, orbo dell’occhio destro, che ha rapidamente sottomesso. Al momento del colpo di grazia, però, la vista di un nano calvo gli ha mosso dei ricordi profondi, e, dopo aver iniziato a chiamare il nano “signor presidente”, ha iniziato a leccare con lunghi colpi di lingua la regione posteriore del nano suddetto, senza tralasciare le zone più recondite. Infine si è calato i pantaloni e, ansiosamente eccitato e non potendo più aspettare, ha iniziato ad incitare il nano calvo a penetrarlo analmente, ripetutamente e con violenza, senza lubrificanti ne protezione, sbraitando, in un’estasi rabbiosa: “Vi faccio vedere io chi è un vecchio bavoso!”
Un moto di schifo mi pervade.
Lascio che mi conquisti e lo assecondo.
Perché lo schifo a volte è buono, lo schifo va bene, è la giusta e lecita reazione davanti a situazioni simili.
Poi, in calce, come fa Vespa, mi piacerebbe aggiungere che dovrebbe vedere *chi* compra i suoi libri, in numero così cospiquo.
Faccio la libraia e ne so qualcosa dei best seller, dei loro acquirenti e dell’uso che viene in seguito fatto del volume chiesto, pagato, fatto impacchettare.
ma vespa voleva provocare? molte persone,uomini e donne oggi capiscono che considerare il corpo della donna, anche se bella, a disposizione di tutti, è molto pesante. è l’anticamera della violenza. che poi tante donne, non potendo cambiare lo stato delle cose si adeguino, è un’altra cosa. se avesse letto il libro della avallone saprebbe che lei di vecchi bavosi se ne intende. molte non reagioscono per paure delle battute, che sono toccate anche a lerner. il cui libro è veramente bello
@reta: “ma vespa voleva provocare?”
No, è davvero lui così. Un vecchio bavoso.
Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu trattano regolarmente da cretina e da oggetto sessuale Ilary Blasi, Ezio Greggio e Chiambretti – Chiambretti, iniziamo a parlare dei tripli sensi di Chiambretti – non sono da meno, Fabio Volo pure, di Mammuccari di Distraction non iniziamo neanche a parlarne. Si salva Facchinetti, non si salva neanche Nicola Savino di Scorie. Quindi sembra che la trave nell’occhio della generazione più giovane non si voglia neanche vedere.