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— Italia

Fini vince

Dal ddl intercettazioni al processo breve, i finiani non ne hanno persa una contro Silvio Berlusconi

5 settembre 2010

Torniamo ai fatti, anche se era dal Lingotto di Veltroni che un comizio – parole – non riprendeva tanto peso politico nel dibattito nazionale. La legge sul processo breve si è quindi sgonfiata, scoppiata come bolla di sapone nel giro di 24 ore quando per due settimane era stata annunciata come la resa dei conti della guerra di trincea tra PdL e finiani, tra Berlusconi e Fini, linea Maginot sul cui eventuale spostamento si sarebbe misurata la forza degli uni e degli altri.

Poi, all’improvvisio, Berlusconi ha smantellato la linea Maginot e annunciato che quella che sembrava la pietra angolare di una ricostruzione della giustizia italiana non era più così importante. Quali ulteriori giochi e rinnovati progetti si nascondano dietro questa scelta è già lavoro intenso da retroscenisti politici: ma un risultato chiaro c’è, visto che è la seconda volta che avviene una ritirata del genere in poche settimane (la prima sul ddl intercettazioni). Fini vince, vincono i finiani.

È la seconda volta che avviene. L’opposizione mette tutta la sua forza, tutto il suo peso, tutti i suoi numeri, tutta l’indignazione e la mobilitazione dei suoi militanti e dei suoi media su una battaglia campale di difesa della giustizia (sia per l’una che per l’altra parte), e intanto nel suo piccolo il gruppetto dei finiani pone con meno pubblicità e forza la stessa questione. E quando ci si avvicina allo scontro finale, Berlusconi batte in ritirata per paura dei suoi pochi e piccoli alleati, laddove era pronto a schiantare e umiliare ancora una volta la sua bellicosa opposizione antiberlusconiana.

Le analisi che si possono fare sono molte, e molte le implicazioni. Ma un dato indiscutibile – ripetiamo – c’è, se come ci era stato detto sul processo breve si sarebbe visto chi vince tra Fini e Berlusconi: vince Fini. E non è la prima volta. Fini ha vinto sempre dall’inizio di questa battaglia. Ha alzato il livello dello scontro, lo ha fatto esplodere in pubblico a primavera umiliando e imbarazzando Berlusconi davanti a tutti, ha continuato a tirare la corda e i suoi hanno detto sul PdL cose più severe ed efficaci di quelle ormai tiritere dell’opposizione riformista o dipietrista. Non ha battuto ciglio in quella che era sembrata l’unica rimonta di Berlusconi – l’indifferenza alla mano tesa e il deferimento ai probiviri – e si è affrettato a rilanciare costruendo un gruppo proprio e chissenefrega. Ma soprattutto, ripetiamolo che adesso sembra una cosa da nulla, ha demolito quelli che tutta l’opposizione definiva i più gravi attacchi alla democrazia e alla giustizia portati dalla maggioranza: il ddl intercettazioni e la legge sul processo breve. Se sta davvero per cominciare una campagna elettorale, ci vorranno parecchie case a Montecarlo per demolire questo consuntivo.

Fini vince, finora.

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11 Commenti

  1. enzreale

    Se non ci foste bisognerebbe inventarvi.

    Saluti.

    Enzo

  2. finalmente qualcosa di interessante in tivù: Fini come sempre straordinario oratore.

  3. barbarap

    E’ un degno erede di Giorgio “quanto parla bene” Almirante.

  4. crack

    uau che pistolettate. Bella quella contro i vecchi colonnelli.

  5. crack

    ah, avvisate la Bindi, niente alleanza con la sinistra. Ma guarda un po’.

  6. Però mi chiedo: ma perchè Fini si allontana solo ora da Berlusconi, pur conoscendolo bene da parecchio tempo?
    Chissà…..

  7. massimomarini

    E quindi? A me sembra che alla fine l’obiettivo era farsi una nuova AN perché sostanzialmente già dal giorno dopo il predellino si era pentito del PDL. Punto. Tutto qui. E chi sperava in un Fini salvatore della Patria da B se ne rimane con il cerino in mano, anche se non lo ammetterà mai – come il Fatto Quotidiano che oramai è sempre più organo della nuova destra italiana (IDV + FLI). Fantastico il comportamento del quotidiano di Padellaro: il PD invita la seconda carica dello Stato (in modo inopportuno, su questo non ci piove) e prova a farla parlare e il titolone è sostanzialmente PD=sostegno alla mafia; Fini sostiene per 16 anni una maggioranza a forte connotazione malavitosa, si sveglia sembra in un rigurgito di coscienza e poi si rimangia tutto arrivando al punto di giustificare e anzi, sostenere Lodo Alfano e Legittimo Impedimento e il Fatto continua a parlare di Fini che demolisce Berlusconi. Patetici. Come tutti i giornali di partito. E patetici anche coloro i quali ancora vedono nel FQ il libro delle verità oggettive. Ma come dice il proverbio: “Fatti un buon nome, e quando pisci il letto, diranno che hai sudato”.

  8. franco1

    Ha detto semplicemente delle cose di “buon senso” che ci si aspetterebbe da chiunque. Il problema è che il concetto di “buon senso” in questo paese è stato messo da parte da troppo tempo.

  9. lewishtonna

    Ammettetelo: il titolo è ripreso da Mortal Kombat.

    Se metteste un link al discorso stesso (qui o nel post precedente)? http://www.radioradicale.it/scheda/310088

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