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La settimana prossima il nuovo ministro dello sviluppo?

Così almeno promette Berlusconi, in una nota in cui dice che in questi giorni ci ha pensato lui

3 settembre 2010

Dopo giorni e giorni – moltissimi: oltre 150 – di vacanza della poltrona di ministro dello sviluppo economico, dopo le ripetute sollecitazioni ricevute dalla stampa, dopo le battutine sarcastiche del Capo dello Stato, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha deciso finalmente di affrontare la questione. Non annunciando la nomina del nuovo ministro – troppa grazia – ma promettendo che questa arriverà la prossima settimana. E rivendicando il lavoro che dice di aver fatto in questi mesi di interim: non c’è stato alcun “vuoto”, dice, ma semmai un “pieno”. Questo il testo della nota diffusa da Palazzo Chigi.

Vedo che da più parti si chiede la nomina di un nuovo Ministro per lo Sviluppo, sostenendo che sino ad ora ci sarebbe stato un vuoto in questa funzione.

Mi permetto di garantire che il mio “interim” non è stato un vuoto, ma “un pieno”, un vero e proprio pieno di decisioni e di provvedimenti e che il dicastero di Via Vittorio Veneto è stato ed è nelle mani di una delle istituzioni più autorevoli del Paese, quella del Presidente del Consiglio. Sono state assunte molteplici decisioni organizzative, tutte tese all’efficacia e all’efficienza, sono state tenute molteplici riunioni con i rappresentanti delle imprese, dei lavoratori, degli enti territoriali, si è operato incessantemente a supporto di imprese, investimenti, innovazione, telecomunicazioni, intermediazione delle imprese, settore dell’energia, con una decisione e con una concretezza mai viste prima, come credo, nella storia del ministero. Una nota di Palazzo Chigi fornirà maggiori informazioni.

Sono stati più di 300 i provvedimenti che hanno recato la mia firma, anche per tutto il mese di agosto. Voglio citarne uno: la cosiddetta legge Berlusconi inserita nella Manovra, una norma che comporta una vera rivoluzione liberale del nostro sistema di rapporti con la Pubblica Amministrazione. Questa norma introduce infatti il principio per cui, mentre sino ad ora al cittadino era consentito soltanto ciò che era espressamente previsto come tale dalla legge, da ora in avanti sarà consentito tutto ciò che dalla legge non è espressamente vietato.

Questo permetterà, per fare un esempio, di aprire una qualsiasi impresa senza dover ottenere le tante autorizzazioni che oggi sono necessarie (a volte più di dieci), sostituite tutte da una verifica “a posteriori” da parte della Pubblica Amministrazione circa la conformità alle varie norme di quanto realizzato. Davvero una assoluta rivoluzione.

Comunque, la settimana prossima sottoporrò al Capo dello Stato il nome di un nuovo Ministro dello Sviluppo.

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6 Commenti

  1. Il Trota sarebbe un degno componente di questo governo, cosa aspettano a nominarlo?

  2. Marcello

    Sfido chiunque a leggere la nota rimanendo serio.

  3. franco1

    “Questa norma introduce infatti il principio per cui, mentre sino ad ora al cittadino era consentito soltanto ciò che era espressamente previsto come tale dalla legge, da ora in avanti sarà consentito tutto ciò che dalla legge non è espressamente vietato.”

    Mi ricordo che si diceva così: negli USA tutto ciò che non è vietato è permesso, in URSS tutto ciò che non è permesso è vietato, in Italia che sia permesso o che sia vietato non fa differenza; puoi fare tranquillamente come ti pare.

  4. broono

    Io in seconda media scrivevo meglio.
    Pare una roba scritta in un bar per il bar.
    Ultimamente viene da chiedersi che ne sia stato dei suoi ghost writer, da quando se ne occupa lui il risultato è imbarazzante.
    Come all’ultima conferenza stampa, quando con il tema davanti guardò i giornalisti e annunciò la lettura con un “allora comincio” degno del nerd più insicuro davanti ad una commissione di nobel, seguito dalla richiesta di abbassare le luci perché a una certa età il bianco televisivo sul foglio del tema crea problemi, in mezzo a una selva di microfoni a coprirgli mezza faccia, una roba per la quale fino a ieri avrebbe mandato al confino il regista.
    Che ne è stato del piglio da comunicatore, del braccio sinistro steso sul lato scrivania e il destro piegato sui fogli penna in mano ché non si smette mai di lavorare?
    A livello di immagine è una discesa verticale, povero.
    Chissà chi ammazzerà, prima di uscire di scena.
    Comunque, la lettera:
    “con una decisione e con una concretezza mai viste prima, come credo, nella storia del ministero”
    Al di là del solito “io sono il migliore della storia dei migliori”, viene da essere dispiaciuti per tutti i suoi collaboratori.
    Non dev’essere facile lavorare per uno che ti dice che sei lì per meritocrazia e poi appena finisci se ne esce dicendo che al tuo posto lui ha fatto meglio, sempre, comunque, qualsiasi cosa tu abbia fatto per lui e mettendoci la faccia.

  5. Marcello

    Allora, visti i risultati eclatanti perché nominare un nuovo Ministro. Teniamo il sig. interim, che costa anche meno.

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