Le parole del ministro Gelmini sull’inizio dell’anno scolastico sono riportate da tutti i giornali, ma più severamente da un quotidiano di solito indulgente con gli abituali difetti del presente governo, il Foglio. Un editoriale di oggi contesta infatti la trascuratezza del ministro sul problema dei precari, non trascurabile. Senza concedere niente alle pretese “balle” del Partito Democratico sul tema.
Nessun governo può assorbire duecentomila precari”, ha detto ieri Mariastella Gelmini, ministro dell’Istruzione. Giusto, salvo verificare che i precari che rimarranno senza posto quest’anno scolastico saranno 20 mila, dieci volte meno. Non significa che il problema sia dieci volte inferiore, ma che per la guarigione definitiva della brutta piaga del precariato ci vorranno, tutto andando bene, almeno dieci anni. Tutto andando bene, cioè se verrà mantenuta una linea virtuosa, basata su un principio teorico giusto – la scuola non si misura da quanta gente occupa – e da uno più empirico, bisogna razionalizzare e puntare su un rapporto docente/numero di alunni compatibile con gli standard dei sistemi scolastici migliori. Inoltre, il posto fisso dovrebbe essere assegnato per concorso o selezione diretta (meglio) e non per anzianità di precariato. Detto questo, 20 mila precari a spasso, che protestano anche con scioperi della fame, non possono essere trattati come inutili esuberi. E Gelmini non può limitarsi a invocare “non si strumentalizzi il disagio”. Anche perché moltissimi precari sono tra quei “bravi insegnanti che amano il loro lavoro sottostimato, sottopagato, sottovalutato” di cui ha scritto un’insegnante al Corriere, senza cui la scuola pubblica sarebbe fallita da decenni. Ma senza realismo, si finisce con le balle di Bersani quando dice “la questione scuola sarà al primo posto del nostro porta a porta”, dimenticando che i tagli di precari iniziò a farli il suo Beppe Fioroni.




Di fronte al problema dei precari della scuola non si puo’essere indifferenti.I guai della Gelmini devono essere materia d’interesse di noi Italiani.Questo governo vuole solo ignoranza fame,disoccupazione,precariato,posibile solo trovare lavoro all’estero,lasciando dietro di se’affetti,famiglia,interessi culturali.Come dice NICHI di fronte i cancelli dellla fiat di Melfi dobbiamo ribellarci,resistere ,e, ribellarsi.Questa e’ l’unica via percorribile per salvare i diritti e lo statuto dei lavoratori….
Tutti questi comportamenti,sia da parte della Germini,che di altri settori di lavoratori,metalmeccanici,operatori di call senter ,chimica(vedi i migliaia di disoccupati Sardi) sono il risultato di un governo ,occupato a fare GOSSIP ,con l’eterno “il conflitto di interessi” di chi ci governa.Sindacati divisi.E’ ora di cambiare!anche chi e’ super partes, il nostro presidente Napolitano pronuncia frasi che meritano attenzione.Resistiamo ,e, ribelliamoci…
tagli di precarî, Fioroni? tra i mooolti aspetti discutibili del personaggio, queste prodezze non le ricordo proprio; anzi, a mia memoria aveva varato un ampio piani di assunzioni, molte andate in porto. ricordo male? qualcuno sa aiutarmi?
La controriforma della scuola e dell’università è inziata con Luigi Berlinguer, poi è continuata con la Moratti, Fioroni e la Gelmini, ma il primo buco nella diga lo ha fatto lui. Mentre Berlinguer capiva ben poco della scuola e dell’Università ma era in buona fede la Gelmini è l’esecutrice materiale di un piano voluto da Tremonti che da qualche parte deve tagliare se non deve aumentare le tasse, la Gelmini è una donna molto ambiziosa e oggi per fare carriera deve ubbidire a Tremonti e Berlusconi, credo che della scuola non gliene freghi nulla in nessun senso. Per quanto riguarda il numero dei precari non è la prima volta che vengono date cifre a caso. Si può sapere quanti sono,ad esempio, i lavoratori della scuola? Sono anni che vengono date sempre le stesse cifre mentre da tempo vi è una fuga generale verso il pensionamento senza che nessuno venga più assunto.