Gianluca Neri ha recuperato l’annuncio attraverso il quale sono state assunte le oramai famigerate hostess.
Come si vede, l’impegno era qualificato come “Incontro – dibattito con capo di stato estero”, e a ragazze e ragazzi sono andati 80 euro netti: sì, anche ai ragazzi, perché l’annuncio era per 1000 donne e 200 uomini. Hanno però risposto solamente in 159 maschi, mentre ci sono state quindici richieste femminili in eccesso.





Almeno una volta alle adunate “oceaniche” ci si andava per amore o per forza… o tempora o mores!
Vorrei conoscere chi ha scritto il bando di arruolamento. L’ultima frase è da etilometro ed è altrettanto formidabile l’ “ogn’uno” scritto con l’apostrofo.
IO, C’ERO, UNA TRA LE HOSTESS
La verità è che non succede proprio nulla lì dentro. Tutto ciò che di rilevante che accade è fuori.
Ore 11. Appuntamento al Foro Italico, per partire con i pullman tutte insieme e raggiungere l’Accademia. Controllo con i metal detector all’entrata.
Ore 12. Ingresso dell’Accademia libica: sulla parete vuota appeso un primo piano incorniciato del Colonnello libico accanto a quello altrettanto incorniciato del volto ben noto del suo giullare italiano.
Dentro all’Accademia c’è soltanto una la saletta messa a disposizione alle hostess, con poco più di 100 sedute.
Tutto calcolato.
Chiamare 534 hostess per farne restare fuori 434, tra cui una trentina di ragazzi che alla notizia che Gheddafi sta arrivando corrono a nascondersi sotto un muretto perché loro, il Colonnello, il Corano, l’Islam non possono proprio vedere gli uomini mischiarsi tra le donne.
FUORI 434 belle giovani donne per farle diventare bersaglio dei giornalisti, che se ne stanno accalcati dietro al cancello del cortile dell’Accademia libica perché è stato vietato alla stampa di entrare nella sala per ascoltare cosa il Colonnello abbia mai da dire alle donne italiane. E le ragazze alle quali è stato detto rispondete sempre: “Non possiamo lasciare dichiarazioni”. E così il mistero su quanto accade lì dentro, cresce.
I tg e i quotidiani invasi dalle fotografie di tante hostess lasciate appositamente all’esterno, sotto al sole, per fare numero, per giunta con pochissima acqua e senza cibo per ore perché è tempo di Ramadan, per ore ad aspettare di poter entrare e sentire cosa ha da dire un dittatore, che poi di teologia non ne sa nulla. Come se venisse a parlarmi della Bibbia, Berlusconi al posto del Papa.
DENTRO la saletta da 100 posti e delle raccomandazioni: “è un incontro religioso quindi non ponete a Gheddafi domande sulla politica e sui rapporti con Berlusconi e neanche domande che si spingono oltre la discrezione islamica altrimenti verranno immediatamente censurate”, raccomandazioni date proprio da una delle tre ragazze, quella bionda e ben truccata con il velo nero, che è poi risultata sui media come una di quelle che si è convertita all’Islam in seduta stante. Fatto ben poco veritiero e ben più programmato poiché le ragazze occupavano già dall’inizio una posizione diversa rispetto a tutte le altre hostess.
Ore 15.15. Lui, Gheddafi, arriva con ore di ritardo, volto impassibile, occhiali scuri che non si è mai tolto, voce in sottotono e greve, borbotta ma non si sente, si sente solo la voce del traduttore che neanche sa parlare bene l’italiano.
Il dittatore stratega ha enunciato banalmente nozioni elementari sull’Islam, che chiunque può leggere aprendo una pagina di Wikipedia. Il discorso, molto lontano dal poter diventare un libero dibattito, non è stato benché minimamente accattivante, è risultato piuttosto noioso perché ha ruotato sempre e soltanto intorno ai tre concetti letti su tutti i giornali, gli unici che ha detto e ridetto continuamente:
1- “L’Islam deve diventare la religione dell’Europa”.
2- “L’Islam è l’unica religione vera, perché è la più giovane, Maometto è l’ultimo dei profeti, quindi è la più aggiornata e la più in linea con la società contemporanea”.
3- “Io e il mio amico Berlusconi abbiamo deciso che il popolo libico dovrà fondersi con il popolo italiano, venite in Libia e sposatevi con i nostri uomini libici!”
Nessuna delle hostess ha potuto ribattere che l’aggiornamento di cui parla risale al 600 d.C. e che comunque non si tratta di un software. Che lui e il suo amico non hanno a che fare con un allevamento di bestiame. Che la Libia non ha la libertà di religione e alla sua popolazione non viene offerta la possibilità di convertirsi. Che la maggior parte di loro che è lì ad ascoltarlo è soltanto perché è disoccupata. E il suo discorso non ha mai potuto trasformarsi in un dibattito perché Gheddafi non ha voluto rispondere quando da una delle hostess gli ha chiesto come considerasse le altre religioni poiché ha affermato che quella vera è solo la religione islamica. Cosa ne pensasse dell’entrata in Europa della Turchia. E cosa pensasse lui e la religione islamica dei tanti casi di lapidazione. Gheddafi, solo a quest’ultima domanda ha reagito tirandosi giù gli occhiali, come per guardare meglio chi avesse parlato e ha lapidario risposto: “No, non esiste”. E invece, intanto in questi giorni, siamo tutti con il cuore sospeso per Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna che rischia la lapidazione per aver fatto un figlio fuori dal matrimonio.
E poi di nuovo FUORI: ciò che emerge è che in Italia Gheddafi si fa accogliere da quelle hostess procacciate con un casting come da sua richiesta dall’agenzia Hostessweb, per 80 euro al giorno, chi porta un’amica ha un bonus di 20 euro e l’amica viene retribuita 64 euro. Lui paga per essere ascoltato. E le ragazze escono stringendo tra le mani una copia omaggio del Libro Verde, che non è un Corano originale ma la versione con la sua traduzione e interpretazione in italiano. E se ne infischia lui che per due giorni le hostess saranno sempre le stesse (di meno ma le stesse!) e il suo discorso sarà lo stesso. Un casting, l’unico metodo che attira l’attenzione degli italiani. Ci ha provato in passato Gheddafi a rivolgersi alle Università e alle Associazioni ma tutte le porte gli sono state chiuse. Il casting, stile Grande Fratello, quello no, funziona e gli consente di fare quella che sembra agli italiani “la sua sceneggiata di proselitismo islamico” mentre invece la messa-in-scena non serve che per un solo obiettivo: rivelare all’Islam e a tutto il resto del mondo che le giovani donne italiane si possono facilmente comprare per pochi euro. Che i cattolici si possono facilmente comprare con qualche euro e promessa in più. Che il governo italiano si presta a ogni imbarazzante richiesta per qualche miliardo di euro in gioco.
E quello che secondo me era il suo vero obiettivo è stato portato a buon fine: un affronto agli italiani, alle italiane, e alla nostra religione con il consenso dei nostri capi di governo.
..solo 80€..che pellegrins..
Ma alla domanda principale qualcuno ha già dato una risposta : ma chi ha pagato tutto questo ???
perdona, fenia, tutto ok su quel che scrivi ma…
che c***o ci facevi tu allora?
tutti bravi a criticare, ma se il rifiuto non parte dalla singola persona…
il rifiuto, arke, non dovrebbe partire dalla singola persona… ma comunque spero che a una singola persona qualcosa sia cambiato. Tanto per la cronaca il compenso l’ho preso e mentre passavo per via Anicia a Trastevere l’ho lasciato in mano a una donna dall’aria disperata che faceva la fila allo sportello di Sant’Egidio.
Io ero lì per vedere da dentro e con i miei occhi cosa accadeva.
fair enough, dunque il tuo e’ un caso particolare.
pero’ la virtù di un popolo parte proprio dalla virtù dei singoli, e in generale non possiamo prendercela con l’imprenditore furbetto, il politico un po’ arraffone, etc, se poi stuoli di persone sono disposte ad accettare gli 80 euro dal magnate di turno, acceccati da chissa’ quale acchiappo futuro. il meccanismo e’ in fondo lo stesso, cambiano solo le proporzioni e la quantità di occasioni.
una c di troppo, sorry, sarebbe utile poter editare i commenti.
Grazie Fenia: ma secondo te quindi se uno paga la stessa cifra a degli abitanti musulmani delle bidonvilles di Dakar, di Dar As Salam, di Bangok per ascoltare un sermone pseudo-cristiano, dimostro la stessa cosa. Insomma prendo dei bisognosi di “dinero” e li pago per mettere su il mio onemanshow, poi così dimostro come la locale popolazione femminile si prostituisca intelletualmente per pochi soldi. Wow!
Oltre alla domanda sul chi ha pagato (noi contribuenti italiani, ossia cornuti e mazziati), ne avrei un’altra. Ma perchè 1000 donne e non uomini?
Scusate per “Bangkok”, e poi avrei dovuto dire abitanti “non-cristiani”. sorry.
Il fatto è che alcuni avessero messo su un sit-in davanti all’accademia x impedire l’ingresso delle gentili donzelle sicuramente la polizia li avrebbe caricati e sonoramente bastonati. Lì si che l’istrionico caudillo tripolitano avrebbe fatto centro. Dimostrando come esiste una paese delle banane, più bananifero della Libia.
Quanto alle nostre ragazze, ripeto chi si fa pagare per necessità o chi paga sapendo cose c’è dietro quel pagamento. Muhammar è stato adescatore e usuario finale.
Fenia ma c’hai mica parlato con altre ragazze lì presenti? Che dicevano?
Brava Fenia !
Ogni volta che un mentecatto del genere studia una trovata come questa , andare e farsi pagare per poi donare i soldi a qualche essere che ne ha bisogno è la migliore delle risposte.
Meglio di contestarlo o di non considerarlo: usarlo!